Dura legge d’Amor! ma, ben che obliqua,
Servar convensi; però ch’ella aggiunge
Di cielo in terra, universale, antiqua.
Petrarca, I Trionfi
I
La palma si spezza nella neve,
le scalinate cedono,
splende la città rigida
nell’inverno straniero.
Bambini urlano e scalano
il monte della fame,
bianca farina mangiano
implorando il cielo.
L’inverno dai ricchi orpelli,
l’oro dei mandarini,
nelle folate turbina.
Sanguigna arancia rotola.
II
Ma io giaccio sola
nel reticolo di neve piena di ferite.
La neve non mi ha ancora
bendato gli occhi.
I morti a me addossati
tacciono in ogni lingua.
Nessuno mi ama, o un segno
a me accennò con un lume!
III
Le Sporadi, le isole,
i bei frammenti in mare,
bagnati da onde gelide,
offrono ancora i frutti.
Le navi, bianche salvatrici,
– o solinga mano di vela! –
indicano prima di sprofondare
indietro la terra.
IV
Freddo come non mai è penetrato.
Volanti commandos…
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