Usare questo genere di telecamere significa facilitare il lavoro ai ladri, che possono tenere d'occhio il loro bersaglio per conoscerlo prima dell'intrusione e poi cancellare le registrazioni video.
Trovare queste telecamere vulnerabili non è difficile: lo ha fatto un esperto di sicurezza, Pierre Kim, che ha usato il motore di ricerca Shodan per localizzare almeno 185.000 esemplari di questi dispositivi in tutto il mondo. Kim ha scoperto che la falla può essere sfruttata anche per trasformare queste telecamere in un esercito di aggressori che sommergono di traffico un sito Web preso di mira.
Poco dopo la scoperta di Pierre Kim è apparso in Rete un malware che la sfrutta. Si chiama Persirai e prende appunto il controllo di queste telecamere maldestramente progettate, reclutandole a forza in botnet per effettuare attacchi di denial of service. Finezza: Persirai modifica i dispositivi infettati, riparandone i difetti in modo che non possano essere sfruttati da altri malware, per così dire, concorrenti.
Quello dell'Internet delle Cose è un universo poco visibile ma nel quale si combattono vere e proprie guerre, tanto che ci sono malware come BrickerBot che addirittura fanno vigilantismo e attaccano i dispositivi vulnerabili per disabilitarli, in modo che non possano essere utilizzati per scopi malefici.
Fonti aggiuntive: BoingBoing, CSO Online.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.






