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Disinformatico

4 de Setembro de 2012, 21:00 , por profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Due chiacchiere in diretta con un protagonista di Apollo 13: Fred Haise

2 de Junho de 2020, 3:26, por Il Disinformatico

La sera del decollo della Crew Dragon, il 30 maggio scorso, ho avuto il piacere di partecipare a un altro evento straordinario: oltre un’ora e mezza di conversazione in diretta via Zoom con Fred Haise, uno degli astronauti protagonisti della missione Apollo 13, che nel 1970 rischiò di concludersi tragicamente a causa dello scoppio di un serbatoio durante il volo verso la Luna (il famoso “Houston, abbiamo avuto un problema”). La storia è raccontata, con le immagini e le riprese originali, nel blog Apollo 13 Timeline che ho creato insieme a Gianluca Atti.

Haise è stato gentilissimo: l’incontro sarebbe dovuto durare un’ora, ma l’astronauta e collaudatore di planata dello Space Shuttle è andato avanti ben oltre il tempo concordato, rispondendo a tutte le domande previste e anche ad altre improvvisate. Ciliegina sulla torta, all’incontro si è unito Don Eyles, l’informatico che scrisse buona parte del software per gli allunaggi Apollo. Momenti irripetibili.

L’incontro è stato reso possibile da ASIMOF, Associazione Italiana Modelli Fedeli, e da BIS-Italia. Il montaggio video è a cura di Stefano Savina; le illustrazioni sono di Alessandro Colonna; il collage dei profili è opera di Simone Tibollo. L’evento è interamente in inglese; non è disponibile, che io sappia, una trascrizione o traduzione in italiano.



Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Un giretto nel Maniero Digitale

1 de Junho de 2020, 18:05, por Il Disinformatico

Il 28 aprile scorso la Radiotelevisione Svizzera ha fatto una visitina a casa mia (rispettando tutte le norme anticontagio) per il programma Filo Diretto, per parlare di com’era Internet nei primi anni duemila. Visto che molti di voi hanno espresso curiosità di vedere dove vivo e soprattutto dove e come lavoro, ho recuperato la registrazione.

Io arrivo a 4:20 a mostrare un po’ di chicche vintage in ufficio e a rievocare stili e costi dell’Internet di inizio secolo. A 13:50 appare MiniCalzini, la nostra gatta sorda. Fra un intervento e l’altro, i servizi di vent’anni fa sugli utenti cellulari e i loro problemi sono quasi commoventi nel loro rapidissimo invecchiamento.

Torno a 30:30 e a 34:00 arriva la Dama del Maniero, in una delle sue rare apparizioni video, e a 36:00 circa presento il mio skateboard :-)

Scusate i miei capelli esagerati, ma eravamo in pieno lockdown.

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App Immuni pronta da scaricare

1 de Junho de 2020, 17:09, por Il Disinformatico

Immuni, l’app italiana di ausilio contro i contagi da nuovo coronavirus, è pronta da scaricare per iPhone e telefonini Android sui rispettivi store. Gli smartphone Huawei non-Google sono sono ancora coperti.

Ho riassunto le caratteristiche principali di Immuni in questi articoli: uno, due. Non dimenticate di leggere le risposte alle domande più frequenti presenti sul sito di Immuni.

Anche se vivo in Svizzera e ho già installato l’app svizzera (SwissCovid), ho installato anche Immuni sul mio telefonino Android. Non possono funzionare contemporaneamente: devo attivare una o l’altra.

Dato che è obbligatorio indicare una provincia, ho scelto Pavia, visto che lì c’è buona parte della mia famiglia. Immuni non ha fatto una piega nonostante il mio telefonino sia in questo momento in Svizzera.

Ho notato inoltre che Immuni disabilita la possibilità di fare screenshot (perlomeno nella versione Android). Curioso. Inoltre ha un limite di età: bisogna dichiarare di avere almeno 14 anni. Nell’app svizzera non c’è distinzione di età. Immuni contiene anche un’altra cosa che manca all’app svizzera: un avviso che mette in guardia contro messaggi ingannevoli di provenienza truffaldina.
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Antibufala: Aiuto, c’è un topo nello spazio!

1 de Junho de 2020, 10:31, por Il Disinformatico

Mi stanno arrivando segnalazioni secondo le quali numerosi diversamente furbi, laureatisi in propulsione aerospaziale all’Università Missilistica di YouTube, dicono di aver “scoperto” un topolino che corre lungo il motore di un razzo di SpaceX mentre si trova nel vuoto dello spazio.

Questi supremi intelletti social pensano che questa sia la prova di una messinscena. Certo, perché se vuoi ingannare il mondo intero, lasci disinvoltamente che si veda un topolino a passeggio nei tuoi finti video spaziali. Evidentemente gli ottusangoli proiettano sugli altri i propri limiti cognitivi.


Dice per esempio il Kandinsky Fabio:

Stasera vi racconto il top delle fake, che supera di gran lunga anche il ginovirus.
Avrete sicuramente sentito che Elon Musk con la sua navicella ha mandato due uomini sull'ISS in collaborazione con la NASA.
Non contento ci ha fatto vedere anche il video della missione che io ho nominato "missione mikymouse"
Si... è proprio un topo che esce dal domopak e che viaggia a 300km di altitudine.
Capite qual è il livello di presa per il culo?
Capite che stanno giocando con le vostre "credenze"?

Il “topo” sarebbe la macchiolina grigia indistinta accanto al grande tubo trasversale, al centro dell’immagine. Come facciano questi eccentrici a vederci un topo è incomprensibile. Si vede lontano un miglio che è una donnola albina sporca di fuliggine che ha in bocca i suoi piccoli e uno stuzzicadenti, dai.

In realtà basta conoscere un minimo la tecnologia dei motori usati da SpaceX (o avere l’umiltà di chiedere a chi la conosce) per capire che si tratta semplicemente di ossigeno liquido sfiatato dal razzo e ghiacciatosi istantaneamente. Lo si vede spesso nelle dirette dei lanci di SpaceX: forma a volte fiocchi anche piuttosto vistosi. Si muove perché è spostato dai vortici che si formano sopra il motore. Quando arriva a contatto con le parti calde del motore, evapora. Tutto qui. Questo video di Mick West lo documenta molto bene.


West ha raccolto in questo articolo numerosissimi esempi del fenomeno e creato questa GIF animata, riferita alla missione CRS-19 di SpaceX, partita a dicembre 2019:



Gli unici topi coinvolti in questa vicenda sono quelli che hanno fatto il nido nella teca cranica disabitata degli incompetenti arroganti che pensano di sapere tutto e danno del cretino agli altri.


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SpaceX: Scusi, dov’è la toilette?

1 de Junho de 2020, 9:43, por Il Disinformatico

Scusate se mi lascio andare a un momento di frivolezza, ma è uno dei pochi modi che mi restano per sopportare la pazzia che ci sta circondando. Come probabilmente sapete, una delle mie conferenze più gettonate riguarda la storia dei gabinetti spaziali: è la risposta tecnica alla domanda-tormentone che affligge tutti gli astronauti e cosmonauti.

Con il debutto formale della capsula Crew Dragon di ieri, ora c’è un nuovo veicolo spaziale che trasporta un equipaggio, e quindi vorrei aggiornare la mia conferenza con i dettagli della sua toilette. Ma non ce ne sono.

Sembra che ci sia una cortina di segreto molto pesante intorno a quest’argomento, manco fosse un segreto di stato. Nel caso della futura capsula Orion per viaggi verso la Luna, nessuna reticenza: sarà situata nel “pavimento” dell’abitacolo, sotto i sedili, e la pagina informativa della NASA fornisce altri dettagli. Ma SpaceX tace.

L’unica informazione che ho trovato finora è una dichiarazione dell’astronauta Garrett Reisman, che ha lavorato a lungo allo sviluppo della Dragon: ha detto che esiste (è già qualcosa) e si trova “verso il soffitto, ma ovviamente a zero G questo non ha importanza”. Anche Wikipedia parla (senza fonte) di una toilette “con una tendina per la privacy” situata al di sopra dei sedili.

Il video di SpaceX mostrato qui sotto offre una panoramica dell’interno della Dragon, e a parte quei due sportelli in alto sopra i sedili, accanto al portello superiore, non sembra esserci alcun altro posto per alloggiare un vano usabile come toilette. O, per usare il gergo tecnico inevitabile delle missioni spaziali, il waste removal system o Universal Waste Management System (UWMS).


Ci sono molti altri video degli interni, ma nessuno fornisce dettagli più precisi. Hans Koenigsmann, vice presidente per la mission assurance di SpaceX, ha rifiutato di fornire dettagli in risposta a una domanda specifica il 25 maggio scorso, dicendo di non sapere la “risposta da vasino alla domanda sul vasino”.

I due astronauti che hanno viaggiato a bordo della Crew Dragon per circa diciannove ore, Bob Behnken e Doug Hurley, dicono che ci faranno sapere al rientro. Ma non è detto che abbiano usato la toilette di bordo, se esiste, perché hanno sempre l’opzione di un Maximum Absorbency Garment (un pannolone, in sostanza) e comunque capita spesso agli astronauti di “tenersela” (perlomeno la parte solida) per le poche ore del viaggio, in attesa di usare la toilette della Stazione.

Se qualcuno ne sa di più, me lo segnali nei commenti o privatamente ai soliti contatti.

Aggiornamento: da Twitter mi segnalano che un utente di Forumastronautico.it ha notato quello che sembra essere un simbolo di toilette maschile e femminile, evidenziato dal circolino rosso in quest’immagine tratta dalla diretta del volo della Crew Dragon.




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