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Disinformatico

4 de Setembro de 2012, 21:00 , por profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Cronache di Starmus: prologo

23 de Junho de 2019, 13:43, por Il Disinformatico

Come preannunciato, sono a Zurigo per lo Starmus Festival (Starmus.com) per farne la cronaca per la Radiotelevisione Svizzera e anche per voi.

Con la Dama del Maniero e la nostra amica Elena, entrambe appassionate di scienza e musica, ho fatto un viaggio interamente elettrico: oltre al treno che ci ha portati da Lugano a qui, siamo partiti dal Maniero per raggiungere la stazione con una splendida Tesla Model 3 (grazie a Marco che ci ha portati).

— Paolo Attivissimo (@disinformatico) June 23, 2019


Starmus non è ancora cominciato per il pubblico, ma gli addetti ai lavori si stanno già dando da fare. Chase Masterson, nota ai Trekker come Leeta di Star Trek: Deep Space Nine, è co-conduttrice di una delle serate-concerto e ha pubblicato questa chicca: Brian May che prova Who Wants to Live Forever insieme a Hans Zimmer.

TFW you walk into rehearsal for the ⁦⁦⁩ Gala you’re co-hosting in Zurich, and ⁦@DrBrianMay⁩ is rehearsing Who Wants To Live Forever with ⁦@HansZimmer⁩’s orchestra

Hosting with ⁦@sciencecomedian⁩ ⁦@StarmusFestival
!!!!!🚀 pic.twitter.com/FLBE7TWUqI
— Chase Masterson (@ChaseMasterson) June 23, 2019
Il primo appuntamento è per domani sera alle 19:30 alla Samsung Hall, dove ci sarà la cerimonia di consegna della Medaglia Stephen Hawking per la comunicazione scientifica, seguita dal concerto di Hans Zimmer “Once Upon a time on the Moon“ dedicato alle missioni Apollo e a chi le rese possibili. Gli ospiti del concerto includeranno Brian May, Rick Wakeman, Steve Vai, Kip Thorne e Paul Franklin. Il programma della serata è questo; quello generale è qui. Se l’emozione non mi paralizza, cercherò di fare una podcast-cronaca dell’evento. Intanto potete ascoltare il mio servizio per la RSI, con interventi di Brian May e Claude Nicollier, nel terzo blocco de Il Quinto Elemento, da 32:30.

Se vi sta venendo l’acquolina, siete ancora in tempo per partecipare (anche tramite Ticketcorner): non capiterà facilmente di ritrovare insieme così tanti artisti e astronauti. E se fate il conto di quanta gente straordinaria e quante conferenze vedrete anche con un biglietto giornaliero, non è più caro di tante partite o concerti di tutt’altro spessore.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



“Moonscape” citato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica

21 de Junho de 2019, 17:50, por Il Disinformatico

L’INAF ha segnalato il mio documentario libero e gratuito Moonscape, che ricostruisce i primi passi dell’umanità sulla Luna. Gli ha anche dedicato un video:



Queste sono soddisfazioni che nessun lunacomplottista avrà mai. Visto che Moonscape esiste grazie anche alle vostre donazioni e al vostro lavoro, datevi anche voi una pacca sulla spalla.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Puntata del Disinformatico RSI del 2019/06/21

21 de Junho de 2019, 16:45, por Il Disinformatico

È disponibile la puntata di oggi, 21 giugno, del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera, condotto da me insieme a Luca “Paltrax” Paltrinieri.

La versione podcast solo audio (circa 24 minuti) è scaricabile da questa sezione del sito RSI (link diretto alla puntata), qui su iTunes (per dispositivi compatibili) e tramite le app RSI (iOS/Android) o su TuneIn; la versione video (musica inclusa) sarà nella sezione La radio da guardare del sito della RSI ed è incorporata qui sotto.

Buona visione e buon ascolto!

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Se il pornoricatto lo fa un avvocato

21 de Junho de 2019, 15:58, por Il Disinformatico

Il gattino serve solo per compensare
lo squallore di questa storia.
Ultimo aggiornamento: 2019/06/21 18:55. 

Ho già parlato in altre occasioni di pornoricatti: estorsioni basate sull’accusa inventata di detenere o guardare pornografia sui propri dispositivi.

Solitamente si tratta di bluff, ma da Minneapolis, negli Stati Uniti, arriva una variante sul tema particolarmente bizzarra.

Paul Hansmeier e il suo socio John Steele gestivano uno studio legale che si occupava di avviare cause legali contro chi diffondeva online film pornografici, coinvolgendo in particolare i provider Internet che consentivano questo smercio.

Lo studio legale ha svolto quest’attività per anni, almeno dal 2010, per conto delle case di produzione di questi film, e questo non è insolito. Ma le indagini hanno fatto emergere una situazione ben diversa da quella apparente: infatti i film venivano messi online proprio dallo studio legale in modo da avere il pretesto di fare causa ai provider.

Non è finita: alcuni dei film pornografici messi online venivano addirittura prodotti dallo stesso studio legale di Hansmeier e Steele.

Le richieste di risarcimento erano modeste, qualche migliaio di dollari ciascuna, per cui agli accusati conveniva pagare per chiudere la vertenza: una forma di ricatto piuttosto efficace, visto che con questo trucco i due soci dello studio legale avevano incassato circa sei milioni di dollari.

Ma la loro scorribanda informatico-legale è finita con il loro arresto nel 2016 e con una condanna a 14 anni di carcere per Paul Hansmeier. Steele, invece, si è dichiarato colpevole, ha raggiunto un accordo con il tribunale ed è in attesa di una condanna, probabilmente più mite perché ha collaborato con le autorità, come racconta Ars Technica.

Chicca finale: lo studio legale si chiamava Prenda Law. Chissà se i suoi fondatori sapevano cosa vuol dire in italiano quando hanno scelto questo nome.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Quanti informatici ci vogliono per resettare una lampadina smart?

21 de Junho de 2019, 5:36, por Il Disinformatico

Molti hanno pensato che si trattasse di una burla, ma il video della General Electric che descrive il metodo assurdo ed esasperante per resettare una lampadina smart è reale.



Queste sono le istruzioni complete:

Use the first reset sequence if: Your bulbs are running on firmware version 2.8 or later (you can find your bulb firmware version by tapping on the device in your C by GE app).
We recommend counting with Mississippi (1 Mississippi, 2 Mississippi, 3 Mississippi, etc.).

Start with your bulb off for at least 5 seconds.
1. Turn on for 8 seconds
2. Turn off for 2 seconds
3. Turn on for 8 seconds
4. Turn off for 2 seconds
5. Turn on for 8 seconds
6. Turn off for 2 seconds
7. Turn on for 8 seconds
8. Turn off for 2 seconds
9. Turn on for 8 seconds
10. Turn off for 2 seconds
11. Turn on

Bulb will flash on and off 3 times if it has been successfully reset.

TIP: If the factory reset above was unsuccessful, you might have an older version of the C by GE bulb. Please follow the instructions below to reset.

Bulb Reset Sequence – for firmware version 2.7 or earlier:
We recommend counting with Mississippi (1 Mississippi, 2 Mississippi, 3 Mississippi, etc.).

Start with your bulb off for at least 5 seconds.
1. Turn on for 8 seconds
2. Turn off for 2 seconds
3. Turn on for 2 seconds
4. Power off for 2 seconds
5. Turn on for 2 seconds
6. Power off for 2 seconds
7. Turn on for 2 seconds
8. Power off for 2 seconds
9. Turn on for 8 seconds
10. Power off for 2 seconds
11. Turn on for 8 seconds
12. Power off for 2 seconds
13. Turn on

Bulb will flash on and off 3 times if it has been successfully reset.

Need assistance? Call the C by GE Customer Service Hotline at 1-844-30C-BYGE (1-844-302-2943), or email help@cbyge.com.

Se qualcuno avesse voluto riassumere in un solo video la demenzialità di certe istruzioni inventate dai tecnici per complicare le cose (o dall’ufficio acquisti per ridure i costi), l’ossessione dei designer per eliminare qualunque funzione visibile e parte meccanica, e la stupidità della mania di rendere “smart” qualunque cosa, non avrebbe potuto fare di meglio.

Santo cielo, gente, stiamo parlando di una lampadina. La quintessenza della semplicità. Sarebbe costato tanto includere, che so, un pulsantino di reset?
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



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