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Come riconoscere una foto falsa

julio 7, 2017 6:15 , por Il Disinformatico - | No one following this article yet.
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Internet trabocca di foto manipolate o falsificate: con l’avvento delle tecnologie digitali, creare una foto falsa è diventato facile e la maggior parte degli utenti fatica a riconoscere le manipolazioni delle immagini: potete mettere alla prova il vostro talento con questo test proposto da Adobe e seguendo account Twitter come Hoaxeye.

Ma in realtà è facile smascherarle se si conoscono i trucchi del mestiere, come spiega l’analista d’immagini Hany Farid, docente d’informatica al Dartmouth College, intervistato dalla BBC.

Farid suggerisce, per esempio, di controllare i riflessi della luce negli occhi delle persone fotografate. Questi riflessi dipendono dalle fonti di luce che illuminano i soggetti (il sole, le finestre o le lampade) e hanno quindi forme ben precise: se non sono uguali per tutti i soggetti, vuol dire che le persone ritratte insieme non erano materialmente nello stesso luogo e che quindi la foto è probabilmente un falso.

Un altro trucco è guardare la coerenza del colore delle orecchie: se la luce proviene da dietro il soggetto, le orecche saranno rossicce a causa della loro parziale trasparenza. Quindi se il colore delle orecchie non è uniforme per tutte le persone fotografate o è incoerente rispetto all’illuminazione, la foto è manipolata.

Le ombre sono un altro elemento rivelatore: se si collegano con linee diritte vari punti delle ombre e le parti corrispondenti degli oggetti che le creano, tutte le linee devono convergere in un unico punto, che è la fonte della luce che le forma. Se ci sono linee che non convergono, è un sintomo di ritocco. Lo stesso controllo è fattibile anche per i riflessi: le linee che collegano il soggetto al suo riflesso devono convergere in un punto che si trova al di là della superficie riflettente, altrimenti è il caso di sospettare una falsificazione.


Oltre all’ispezione visiva ci sono anche tecniche strettamente informatiche: una foto scattata da una fotocamera o da un telefonino è spesso nel formato JPEG, che riduce le dimensioni del file effettuando una compressione digitale lossy, e ogni dispositivo digitale usa un metodo leggermente differente di comprimere le immagini, per cui guardando la struttura del file è possibile identificare il dispositivo che ha scattato una foto e notare se è stata manipolata da un programma di fotoritocco; inoltre le foto digitali contengono dei metadati (informazioni tecniche come data, ora e modalità di scatto) e una thumbnail (anteprima) che può essere rivelatrice.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.

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