Se inoltre siete utenti di Facebook, pensate a quante informazioni magari intime avete immesso, pensando che fossero private, e pensate all'idea di trovarvi sullo schermo pubblicità basate su quelle informazioni. Siete tranquilli? Probabilmente no.
Facebook non è l’unica azienda a fare questo genere di profilazione, ma è insieme a Google quella che ha più informazioni personali sugli utenti, e questo può causare problemi d’invadenza.
Se avete un account Facebook e preferite che il social network non vi proponga pubblicità personalizzate, andate a https://www.facebook.com/settings?tab=ads e impostate tutto a No. A questo link, invece, potete vedere quali preferenze pubblicitarie sono state scelte per voi in base alle vostre abitudini e potete eliminare quelle che non gradite.
Se non avete un account Facebook, siete comunque coinvolti in questa novità. Per contenerne l’invasività potete prendere varie misure.
Su un dispositivo iOS, andate in Impostazioni - Privacy - Pubblicità e attivate Limita raccolta dati.
Su un dispositivo Android, andate in Impostazioni - Google - Annunci e attivate Disattiva annunci basati sugli interessi.
Su un personal computer, potete installare un adblocker come per esempio Ublock (gratuito, per tutti i principali browser). Potete anche andare alla pagina apposita della Digital Advertising Alliance (dopo aver abilitato temporaneamente i cookie) e disattivare tutte le personalizzazioni pubblicitarie. In alternativa, prendete l’abitudine di usare la navigazione privata, ma tenete presente che ha il difetto di non darvi accesso automatico ai vostri account proprio perché non ricorda nulla delle vostre navigazioni.
Sì, lo so: anche il Disinformatico ospita il “Mi piace”. Ma dopo questa svolta di Facebook lo toglierò.
Fonti: Graham Cluley, ZDNet.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.





