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Il ritorno di Valentin il Redento

16 de Julho de 2016, 9:30 , por Il Disinformatico - | No one following this article yet.
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Chi era alla recente Cena dei Disinformatici lo ha saputo in anteprima: è tornato Valentin Mikhaylin, lo spammer-truffatore russo che alla fine degli anni Novanta raccontava di essere un povero studente al freddo e al gelo di Kaluga, in Russia, e si faceva mandare soldi da chi si fidava delle sue commoventi parole.

Nel 2003 avevo pubblicato la sua storia nel Servizio Antibufala; nel 2005 Valentin, scoprendo il mio articolo, aveva reagito con un attacco personale piuttosto vivace, condito da uno scambio di mail davvero surreale: minacce di farmi perseguire dal KGB, pubblicazione di annunci a mio nome su siti gay, tentativi di bloccarmi l’account PayPal e di incastrarmi come spammer oltre a insinuazioni sulla propensione di mia moglie per gli uomini neri ricchi), come racconto in questo articolo e in questo.

In risposta a queste sue esternazioni era nata l’iniziativa Manda anche tu una cartolina a Valentin.

La sua attività truffaldina è proseguita per anni: era ancora attiva nel 2009 sotto altri nomi. Grazie ai lettori del Disinformatico erano poi emersi i suoi trascorsi con la giustizia russa, in particolare in seguito al suo memorabile tentativo di ottenere denaro spacciandosi per un gruppo di addetti al lancio di missili nucleari che per protesta contro il mancato pagamento degli stipendi minacciavano di bombardare con armi atomiche le città dell’Europa occidentale.

La via di Kaluga dove Valentin diceva di abitare.



Ora Valentin è tornato. Mi ha scritto il 21 maggio scorso dicendo che è da qualche anno che non manda più messaggi di spam e non lo farà più. Dice di aver trovato un lavoro in quel di Kaluga e chiede che io rimuova le “false informazioni” su di lui perché danneggiano la sua reputazione in Russia. Adesso usa l’indirizzo di mail emik@kaluga.ru. Nella mail ha incluso anche il suo numero di telefono (non so se è quello vero).

Gli ho risposto qualche tempo dopo, spiegandogli che quelle che lui chiama “false informazioni” provengono dai giornali russi e che ho soltanto riferito quello che riportavano quei giornali. Gli ho anche chiesto perché mai dovrei credergli e soprattutto se ha restituito i soldi alle persone che ha truffato.

Mi ha risposto ieri, dicendo che era diventato spammer per disperazione (non c’era lavoro a Kaluga? Era proprio necessario fingersi lanciatore di missili nucleari?) e mi ha allegato quella che lui chiama una “copia dei documenti medici” della madre cieca. Se qualcuno sa il russo e vuole provare a tradurli, glieli mando; non so se sono autentici, e comunque sono datati 2009; Newocr e Google Translate non ne hanno ricavato granché.

Valentin dice anche di avere “un buon lavoro, una bellissima famiglia e un figlio [o figlia – in inglese dice child]e così gli ho chiesto di mandarmi una foto. Si giustifica dicendo che le persone dalle quali ha ricevuto denaro “non hanno mai chiesto di restituire nulla”. Bella forza, gli ho detto: pensavano di aiutare un bisognoso, non uno spammer.

Voi siete più spiritosi e creativi di me: a parte delle grosse risate, che facciamo?

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.

Fonte: http://feedproxy.google.com/~r/Disinformatico/~3/fn8dFOb3KCI/il-ritorno-di-valentin-il-redento.html