Secondo Apple, il sistema funziona benissimo nelle situazioni normali, in cui un malintenzionato o ficcanaso generico tenta di sbloccare abusivamente lo smartphone, ma va in crisi con i gemelli, con i fratelli o le sorelle che si somigliano, con i sosia e con i volti dei bambini fino a circa 13 anni, perché crescono e cambiano continuamente.
Va detto che lo smartphone di Apple chiede comunque in molte occasioni un PIN per sbloccarlo e che il suo riconoscimento facciale può essere disabilitato.
Più in generale, ogni sistema di riconoscimento dei volti deve gestire una sfida davvero impegnativa: mentre un lettore d’impronte digitali ha a che fare soltanto con polpastrelli, che non cambiano forma in continuazione, il riconoscimento facciale deve tenere conto di tantissime variabili (per esempio acconciature, cappelli, sciarpe, occhiali da vista e da sole, trucco e lenti a contatto) e deve funzionare al chiuso e all’aperto e anche nell’oscurità. Apple precisa che ha aggiunto una rete neurale apposita per riconoscere i tentativi di raggiro basati su fotografie o maschere.
Infine, secondo il documento di Apple, i dati raccolti da Face ID non lasciano mai il telefonino e non vengono salvati su iCloud o altrove.
Fonte: Naked Security.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.






