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L’Attacco delle Centomila Telecamere che ha paralizzato Internet

octubre 28, 2016 7:15 , por Il Disinformatico - | No one following this article yet.
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Venerdì scorso (21 ottobre) gran parte di Internet è diventata inaccessibile: sono andati in tilt siti popolarissimi come Twitter, Netflix, Reddit, CNN e molti altri. Non per un guasto, ma per un attacco, effettuato con una tecnica molto particolare: gli aggressori hanno preso il controllo di un elevatissimo numero di telecamere e videoregistratori digitali connessi a Internet e li hanno indotti a inondare di traffico di dati un fornitore di servizi, Dyn, dai quali dipendono molti dei grandi nomi della Rete. Saturando Dyn, questa rete di dispositivi (botnet) ha mandato in crisi i sistemi di risoluzione dei nomi dei siti (DNS, domain name system) che traducono il nome di un sito nelle sue coordinate su Internet (indirizzo IP) e consentono quindi agli utenti di raggiungere un sito digitandone il nome.

Le stime aggiornate, a una settimana dall’attacco, parlano di circa centomila dispositivi comandati a distanza tramite un malware denominato Mirai, che si diffonde da solo sfruttando la pessima sicurezza dei dispositivi connessi a Internet, in particolare contenenti componenti fabbricati dalla marca cinese XiongMai Technologies ma anche stampanti della Panasonic e router di SNC e ZTE, che hanno password di amministrazione banali, fisse e non modificabili ma soprattutto note a chiunque, come admin, 123456 o password. Il malware, in sintesi, entrava in questi dispositivi dalla porta principale tentando un breve elenco di password standard fino a trovare quella giusta e poi iniziava a trasmettere dati in quantità verso Dyn e altri bersagli, saturandoli.

Il fatto che le password non erano modificabili significa che l’attacco non è colpa degli utenti che comprano dispositivi insicuri e li collegano a Internet, ma dei fabbricanti di questi dispositivi, che non rispettano le norme più elementari della sicurezza informatica. XiongMai ha dovuto richiamare alcuni dei propri prodotti venduti negli Stati Uniti, ma è difficile che un richiamo possa togliere da Internet tutti i dispositivi vulnerabili. In altre parole, aspettiamoci altri attacchi come questo.

Sapere chi ha lanciato l’attacco è molto difficile, perché il codice di Mirai è stato reso pubblico (da qualcuno che dice di esserne l’autore) alla fine di settembre e quindi può averlo usato chiunque; inoltre localizzare i centri di controllo della botnet è arduo. Sta ora ai fornitori di accesso a Internet filtrare il traffico in modo da bloccare quello proveniente da questi dispositivi, ma ci vorranno anni prima che questa vulnerabilità perfettamente evitabile venga chiusa. Nel frattempo, se avete telecamere o videoregistratori connessi a Internet, cercate di scoprire se sono fra quelle difettose e infettabili (ci sono servizi come questo di MalwareInt che le indicano su una mappa) e se sono accessibili dall’esterno (con strumenti come questo). Meglio ancora, scollegatele se non sono strettamente indispensabili.


Fonti: Krebs on Security, The Register, Incapsula, Dyn, Ars Technica.


Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.

Origen: http://feedproxy.google.com/~r/Disinformatico/~3/mqKT6XZeg-Y/lattacco-delle-centomila-telecamere-che.html