Ora aggiungete a questo indirizzo, dopo il suffisso jpg, un ulteriore suffisso txt oppure html. Scoprirete che il social network ha creato delle copie della vostra foto, elaborandola per mostrarla tramite caratteri ASCII monocromatici (per il suffisso txt) e colorati (per il suffisso html). Lo segnala l'utente Twitter Mathias Bynens.
Per esempio, ho postato questa foto nel mio profilo Facebook di test:
Vi ho cliccato sopra per visualizzarla:
Poi ho fatto clic destro sulla foto per ottenerne l'indirizzo diretto, che è questo:
https://fbcdn-sphotos-b-a.akamaihd.net/hphotos-ak-xpf1/t31.0-8/12697450_1020866481307852_6576532120590396572_o.jpg
Ho copiato e incollato questo indirizzo in una nuova scheda del browser e ho aggiunto, dopo il suffisso jpg, l'estensione txt, ottenendo questo indirizzo e l'immagine qui sotto, generata usando i caratteri per creare un mosaico simile alla foto di partenza:
Aggiungendo invece html si ottiene questo indirizzo, con questo risultato:
Idem su Instagram: questa foto ha queste due versioni ASCII.
Perché? Come mai due fra i più importanti e trafficati social network spendono risorse per generare copie elaborate nascoste delle immagini caricate dagli utenti? A quanto pare non lo sa nessuno. Se avete una spiegazione o una teoria, segnalatela nei commenti.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.













