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Lo schermo e la tastiera di un Apollo
Guidance Computer (AGC).
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Mi sono arrivate moltissime segnalazioni della pubblicazione su Github del codice sorgente del software usato a bordo di Apollo 11, la prima missione che portò due esseri umani sulla Luna.
In realtà non si tratta di una novità o di una rivelazione: il software usato dagli AGC (Apollo Guidance Computer) è disponibile da decenni su carta e nel luglio del 2009 è stato trascritto e pubblicato da Google in forma digitale, ed esiste un emulatore dei computer di bordo sul quale farlo girare, come racconta Stefano Petroni su Siamogeek.
Come nota Luigi Rosa sempre su Siamogeek, si tratta di software eccezionale per l’epoca, di cui Quartz offre una magnifica analisi dettagliata insieme alle spiegazioni delle battute di umorismo per informatici appassionati di spazio (segnalazioni di bachi da risolvere, del tipo “un cliente si è lamentato che questa istruzione ha causato lo scoppio di un serbatoio”, riferita ad Apollo 13) che stanno emergendo (anche su Reddit) grazie alla ripubblicazione. Non mancano le chicche nei commenti del listato, come “NUMERO MYSTERIOSO” (riga 666) oppure il classico “TEMPORARY I HOPE HOPE HOPE” (righe 179 e 180).
Per chi volesse conoscere la storia di questo software e dell’hardware altrettanto straordinario sul quale girava (8K di RAM, clock a 2,048 Mhz – sì, quella è una virgola), consiglio questo articolo di Linux.com e questo documento della NASA.
Fonti aggiuntive: The Verge, APCMag.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.






