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| Credit: San Francisco CA |
L’attacco ha avuto un grande effetto mediatico perché faceva comparire su tutti i monitor della rete informatica metropolitana un avviso molto eloquente: “You hacked” (sic) e chiedeva un riscatto per sbloccare i dati, secondo l’ormai consueta tecnica del ransomware.
Ma diversamente da quello che succede di solito, l’aggressore, noto come cryptom27, si è scusato pubblicamente in un messaggio, spiegando che non voleva attaccare la metropolitana leggera: il suo ransomware ha lavorato automaticamente, trovando circa 2000 server o PC della metropolitana che erano infettabili.
we don't attention to interview and propagate news ! our software working completely automatically and we don't have targeted attack to anywhere ! SFMTA network was Very Open and 2000 Server/PC infected by software ! so we are waiting for contact any responsible person in SFMTA but i think they don't want deal ! so we close this email tomorrow!
Un ladro gentiluomo o quasi, insomma: ruba e ricatta, ma non vuole causare disagi ai pendolari.
Ma non è finita: qualcuno ha attaccato l’aggressore e ha preso il controllo di due dei suoi account di posta e ne ha passato il contenuto all’esperto di sicurezza Brian Krebs. Questo ha permesso di vedere dietro le quinte come lavora un criminale online: sarà anche gentiluomo, però si è visto che ha chiesto e ottenuto riscatti da 20 bitcoin e oltre (circa 14.000 euro o franchi svizzeri) da decine di aziende sparse per il mondo, offrendo anche assistenza tecnica alle vittime (sempre a pagamento).
Proteggersi da questo genere di attacco con riscatto è abbastanza semplice: basta leggere, per esempio, i consigli approntati a questo scopo dalla Centrale d’annuncio e d’analisi per la sicurezza dell’informazione MELANI.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.






