Gehe zum Inhalt

Blogoosfero verdebiancorosso

Zurück zu Disinformatico
Full screen Einen Artikel vorschlagen

Rivincita contro il ransomware: intrusi buoni bloccano i criminali

May 5, 2016 10:14 , von Il Disinformatico - | No one following this article yet.
Viewed 4 times
Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).

Il ransomware si è rivelato estremamente redditizio per i criminali informatici: moltissimi utenti che non prendono precauzioni (ossia che non fanno un backup offline dei propri dati e aprono disinvoltamente qualunque allegato ricevuto via mail) si trovano con il computer infetto e sono costretti a pagare un riscatto via Internet per riavere accesso ai propri dati, bloccati da una password complicatissima nota soltanto ai criminali. L’alternativa è perdere tutto, e se i dati sono aziendali o professionali questo implica spesso dover chiudere l’attività, con i danni che ne conseguono.

Di solito mi tocca raccontare l’ennesima storia di vittime che hanno perso tutto, ma stavolta c’è una buona notizia: uno dei ransomware più diffusi al mondo (secondo le analisi di Fortinet), denominato Locky, è stato sgominato almeno temporaneamente da un’incursione di white hat (o “hacker buoni”) che si sono infiltrati in uno dei server che controllano Locky e hanno sostituito il suo carico infettante, quello che viene iniettato nei computer delle vittime, con un contenuto innocuo.

La società di sicurezza informatica Avira, infatti, spiega che Locky funziona in questo modo: i criminali che gestiscono Locky mandano alle vittime delle mail che sembrano delle fatture o degli avvisi di scadenza di pagamenti importanti (per esempio multe). A queste mail sono allegati dei file ZIP che contengono un Javascript. Se l’utente apre l’allegato e il suo computer è impostato per eseguire automaticamente i Javascript ricevuti via mail da Internet (cosa che non dovrebbe fare ma che spesso avviene), questa esecuzione scarica dal server dei criminali un programma che inizia la cifratura dei dati della vittima.

Gli intrusi buoni hanno sostituito questo programma con un testo semplice che contiene le parole “STUPID LOCKY”, chiara presa in giro dei criminali, così bravi a entrare nei computer altrui ma non altrettanto bravi a impedire agli altri di entrare nei loro sistemi informatici. Di conseguenza, chi cade nella trappola di Locky non scarica nulla di pericoloso e quindi si salva.

Quanto durerà questa paralisi dei misfatti di Locky? Probabilmente non molto a lungo: i criminali dovranno riorganizzare le proprie difese. Ma almeno per un po’ questo ransomware non potrà fare vittime.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.

Quelle: http://feedproxy.google.com/~r/Disinformatico/~3/LH2fq9RhQ8s/rivincita-contro-il-ransomware-intrusi.html