Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora.“Samantha Cristoforetti è andata sulla Luna e ha segnato una tappa, ma molta dell’attenzione riversata su di lei era dovuta al fatto che è una donna: se fosse stata un uomo, ci sarebbe parso un fatto normale, non straordinario.” Così dice in un’intervista a La Tecnica della Scuola Suor Anna Monia Alfieri, una persona con un curriculum di tutto rispetto e fortemente coinvolta nelle attività educative in Italia (presidente FIDAE Lombardia, responsabile dell'ufficio regionale Scuola e Cultura Usmi Lombardia, membro e coordinatore del Tavolo Permanente sulla Parità, Assessorato Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, e altro ancora, oltre che firma de Il Giornale e di Formiche).
Ma sì, dai, è un lapsus. Però il giornalista che l’ha intervistata, Giuseppe Adernò, non ha corretto la baggianata. Che adesso viene diffusa a tutti coloro che leggeranno quell’articolo. O questi di MeteoWeb o Trento Today che raccontano un’altra panzana a proposito di un addestramento di Sam per andare sulla Luna.
Davvero la percezione comune delle imprese spaziali è talmente confusa da non sapere la differenza fra andare sulla Luna, a 400.000 chilometri dalla Terra, e visitare la Stazione Spaziale, che orbita intorno alla Terra a una distanza mille volte inferiore? Il viaggio di Samantha Cristoforetti è stato pubblicizzatissimo. Non saperne almeno le basi è come dire che Totti è un campione di basket o che in America Latina si parla latino. Eppure cercare in Google “samantha cristoforetti” “andata sulla luna” e simili è piuttosto sconfortante.
M’immagino le facce degli addetti alla comunicazione dell’ASI o dell’ESA: mesi di lavoro, e alla fine la gente manco sa dov’è andata Samantha.
Se persone con tanto di laurea e con ruoli importanti nell’educazione e nel giornalismo non sanno questi concetti di base sulla tecnologia dalla quale dipendiamo, se manco sanno che sono 45 anni che non andiamo più sulla Luna e che non abbiamo più neanche le tecnologie per andarci con un equipaggio, non siamo messi bene. Ricordiamoci, quando facciamo divulgazione scientifica, che questo è il livello di base dal quale dobbiamo partire, e che una laurea non rende tuttologi infallibili.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.






