L'astronauta Scott Kelly (foto qui accanto) ha totalizzato 383 giorni complessivi trascorsi nello spazio, stabilendo il nuovo primato statunitense di permanenza cumulativa. Questo record spettava finora a Mike Fincke con 382 giorni.
Kelly resterà nello spazio fino al 2 marzo 2016, salvo cambiamenti di programma, totalizzando così alla fine 522 giorni complessivi, accumulati nel corso di vari voli: uno di 8 giorni come pilota dello Shuttle nel 1999 (STS-103) per fare manutenzione al telescopio spaziale Hubble, uno di 12 giorni verso la Stazione Spaziale Internazionale a bordo di uno Shuttle nel 2007 (STS-118), e due voli sulle Soyuz russe sempre verso la Stazione (TMA-01M nel 2010, 159 giorni, e TMA-16M a marzo 2015). La missione sulla Stazione che sta svolgendo adesso ha totalizzato finora 203 giorni.
Per la NASA è un primato notevole, molto importante per acquisire conoscenze mediche sulla fisiologia del corpo umano in ambienti totalmente artificiali e in assenza di peso come quelli che verranno usati per le future missioni umane verso Marte, ma i veri pionieri in questo campo sono i russi: il detentore del record assoluto cumulativo è Gennadi Padalka, con 878 giorni nel corso di cinque missioni, e le venti posizioni di classifica successive sono tutte appannaggio di cosmonauti russi.
C'è però un record che per ora non gli è conteso da nessuno: Scott Kelly è l'unico astronauta o cosmonauta ad avere un fratello gemello che è anche lui astronauta. Dato che Mark Kelly è sulla Terra mentre suo fratello viaggia a circa 28.000 km/h intorno al mondo per centinaia di giorni, i due stanno realizzando concretamente il famoso esperimento del paradosso dei gemelli di Einstein.
Potete seguire Scott Kelly su Twitter come @StationCDRKelly e anche su Instagram: pubblica delle foto bellissime.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.








