La missilistica è fatta così: se sbagli, studi gli errori, li correggi e riprovi, sapendo che ogni sbaglio costa milioni. Non è un settore per i deboli di cuore o i pavidi di portafogli. Al quinto tentativo, SpaceX è finalmente riuscita a far rientrare dallo spazio in maniera controllata il primo stadio del suo vettore orbitale Falcon 9, che ha consegnato in orbita un veicolo cargo destinato alla Stazione Spaziale Internazionale, e a farlo atterrare verticalmente su una chiatta nell’oceano. Il video è semplicemente spettacolare: il decollo è 19:00 a e l’atterraggio è a 27:28.
Ecco due fotogrammi della diretta che mostrano la chiatta Of Course I Still Love You che trasporta verso la terraferma il primo stadio del Falcon 9 dopo il suo volo nello spazio.
Questo è il secondo atterraggio effettuato con successo da SpaceX: il primo, però, era avvenuto sulla terraferma, mentre questo è avvenuto su una chiatta galleggiante e oscillante, che sembra ridicolmente piccola a causa delle dimensioni ragguardevoli del primo stadio Falcon 9, alto una cinquantina di metri.
Non va dimenticato che questo atterraggio controllato, come il precedente, è avvenuto durante una missione operativa, che ha consegnato in orbita un carico pagante (a differenza dei voli del New Shepard di Jeff Bezos, che non raggiungono la velocità orbitale). Fra l’altro, anche il carico è altamente innovativo: include un modulo espandibile Bigelow, che verrà attaccato alla Stazione per due anni di sperimentazione.
SpaceX sta cominciando a dimostrare che il suo concetto di rientro controllato è fattibile e che l’obiettivo di riutilizzare almeno il primo stadio dei vettori spaziali, invece di buttarli via a ogni lancio, non è impossibile e può portare a una drastica riduzione dei costi. Ora la prossima sfida è lanciare di nuovo uno degli stadi che ha già volato.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.








