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Stati o Storie in WhatsApp, Instagram, SnapChat, Facebook: la moda del momento

24 de Fevereiro de 2017, 7:30 , por Il Disinformatico - | No one following this article yet.
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Credit: Salvatore Aranzulla
Nei social network è scoppiata la mania delle “Storie”: sequenze di immagini, video, emoji e testi che si compongono man mano nel corso della giornata e poi si cancellano automaticamente 24 ore dopo la loro creazione iniziale. SnapChat, Instagram e Facebook le offrono già da tempo: ufficialmente da oggi 24 febbraio, ma in realtà da qualche giorno, le introduce anche WhatsApp, chiamandole però Stati (Status nella versione inglese).

Per procurarsi questa novità occorre avere la versione più recente di WhatsApp, la cui zona a fondo schermo aggiunge appunto la voce Stato.

Anche gli Stati di WhatsApp, come tutte le comunicazioni effettuate con questa app, sono protetti dalla crittografia end-to-end; è inoltre possibile scegliere a chi renderli visibili (a tutti i contatti della rubrica, a tutti tranne alcuni, oppure solo a contatti selezionati). Scegliete bene a chi decidete di rendere visibili i vostri Stati: per esempio, siete sicuri di volerli condividere con i vostri colleghi di lavoro?

Per vedere gli Stati degli altri (se li hanno resi visibili a voi) basta toccare la voce Stato e poi scegliere i loro nomi. La funzione è disponibile per Android, iOS e Windows Phone.

WhatsApp in apparenza è l’ultimo arrivato in questo campo, ma in realtà lo Stato esiste in WhatsApp sin dall’inizio, e anzi era la sua unica funzione, dato che l’app era concepita per far sapere a tutti come si stava. Era solo testo, senza immagini, ma c’era sin da febbraio del 2009.

Quest’improvvisa passione di tutti i social network per gli Stati o Storie non è casuale: le Storie sono un punto di forza di SnapChat, concorrente di Instagram e WhatsApp, per cui Facebook (che possiede sia Instagram, sia WhatsApp) ha deciso di stroncare il social network del fantasmino copiando la sua funzione prediletta e offrendola ai suoi quasi 2 miliardi di utenti, che si combinano con quelli di WhatsApp (1,2 miliardi mensili) e con quelli di Instagram, dove 150 milioni di persone pubblicano una Storia ogni giorno. I “miseri” 156 milioni di utenti giornalieri di SnapChat non possono competere.


Fonti: Ars Technica, Vincos.it, TechCrunch, Mashable, Salvatore Aranzulla
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.

Fonte: http://feedproxy.google.com/~r/Disinformatico/~3/Ma266NhFZJU/stati-o-storie-in-whatsapp-instagram.html