La risposta è semplice: non regalo attenzioni agli idioti e non dovreste farlo neanche voi. Ripostare su Facebook o altrove queste diarree mentali o addirittura dedicare ad esse degli articoli, come hanno fatto Giornalettismo o Il Giornale, è esattamente quello che vuole ottenere da voi il provocatore. Non fate il suo gioco. Non linkatelo, non ripostatelo, non menzionatelo. Non dategli la gratificazione masturbatoria di vedersi citato per nome. Seppellitelo nel dimenticatoio, dove merita di stare, prigioniero della sua paranoia terminale, e tirate lo sciacquone.
E non indignatevi per il fatto che abbia dei seguaci: sono praticamente tutti dei troll che lo prendono per i fondelli dandogli corda. Non li ho mandati io, e non condivido la loro scelta; lo stanno facendo di loro spontanea iniziativa, ma mi tengono aggiornato. Per cui non c'è neppure da prendersela temendo che le sue tesi stiano diventando popolari.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.






