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Disinformatico

September 4, 2012 21:00 , von profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Stasera a Patti Chiari parliamo di app ingannevoli e tracciamento pubblicitario

September 22, 2017 5:29, von Il Disinformatico

La puntata di questa sera di Patti Chiari (RSI La1, dalle 21.10, rsi.ch/pattichiari) si occuperà anche di tracciamenti pubblicitari e app truffaldine che possono rubare dati ed essere un po' troppo ficcanaso. Parlerà dei permessi che diamo a queste app e sarò presente in studio e online per rispondere alle domande dei telespettatori.

Se volete prepararvi per la puntata, ecco come scoprire quali autorizzazioni avete dato alle app sui vostri dispositivi:

– in Android 6-7, toccate Impostazioni - App - icona dell’ingranaggio - Autorizzazioni app; in Android 8, toccate Impostazioni - App e notifiche - Autorizzazioni app. Questo elenca le categorie di accesso (fotocamera, microfono, posizione, SMS, sensori corpo, telefono, archiviazione, calendario); toccando una categoria vengono elencate le app che la usano e viene offerta l’opzione di revocare l’autorizzazione.

– Per sapere quali permessi avete dato a una specifica app Android, nella versione 7 toccate Impostazioni - App; nella versione 8 toccate Impostazioni - App e notifiche - Informazioni app . Poi scegliete l’app che vi interessa; toccando la voce Autorizzazioni app dell‘app avrete la possibilità di revocare o concedere queste autorizzazioni.

– in iOS 10 e 11, andate in Impostazioni - Privacy e troverete le categorie di accesso: scegliendone una, verranno elencate le app che la usano e vi verrà data la possibilità di revocarla. Le app che usano la trasmissione dati sono invece elencate e revocabili andando in Impostazioni - Cellulare.

– in iOS 10 e 11, se volete sapere quali permessi ha una specifica app ed eventualmente revocarli, andate in Impostazioni, scorrete fino in fondo, raggiungete l’elenco delle app e toccate l’app che vi interessa.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Anche Porsche offrirà auto aggiornabili e con opzioni da sbloccare via Internet. È l’era dell’app-tomobile

September 21, 2017 20:39, von Il Disinformatico

Al recente Salone dell’Auto di Francoforte, il presidente del consiglio di amministrazione di Porsche, Oliver Blume, ha fornito nuovi dettagli sulla Mission E, l’auto sportiva interamente elettrica presentata come concept due anni fa: sarà in vendita, ha detto, entro la fine del 2019.

L’aspetto informaticamente interessante è che l‘auto sarà aggiornabile via Internet e alcune sue funzioni saranno fisicamente installate ma sbloccabili solo a pagamento, esattamente come succede per le app dei telefonini o per le applicazioni per computer.

Porsche non è affatto l’unica a proporre auto aggiornabili senza portarle in officina: General Motors dice di volerlo fare entro il 2020, e Ford lo ha già fatto quest’anno per aggiornare i modelli del 2016, anche se in entrambi i casi si tratta di aggiornamenti che riguardano soltanto i sistemi di infotainment (informazione e intrattenimento, in pratica radio e lettore musicale/video).

Tesla, invece, dal 2015 aggiorna le proprie auto via Internet anche negli aspetti più vitali, migliorando le prestazioni e aggiungendo funzioni, e di recente, in occasione degli uragani che hanno colpito la Florida, ha dato una dimostrazione molto eloquente della potenza di questo metodo di aggiornamento aggiungendo via Internet di colpo circa 60 chilometri di autonomia a tutti gli esemplari residenti in Florida di alcuni modelli delle sue auto (S/X 60 e 60D), che avevano una batteria limitata via software e che per questo erano stati venduti a prezzo ridotto con l’opzione di pagare in seguito per sbloccare l’autonomia supplementare. Lo sblocco gratuito, diffuso via Internet e rete cellulare, è però temporaneo, per facilitare l‘evacuazione a chi ha deciso di allontanarsi dalla zona, e così come è stato attivato potrà essere revocato. Ê un potere a doppio taglio, insomma.

C’è chi s’inquieta all’idea di un’auto che si aggiorna da sola, forse perché pensa a Windows che decide di aggiornarsi nei momenti meno opportuni e teme di trovarsi appiedato di colpo mentre viaggia, ma gli aggiornamenti software delle auto non funzionano così, per fortuna: avvengono solo quando l’automobile è ferma e devono essere avviati dal proprietario.

Cosa più importante, gli aggiornamenti over the air (OTA, via etere) riducono i costi di gestione e permettono di raggiungere rapidamente tutte le auto interessate, senza doversi affidare alla buona volontà e alla competenza dell’automobilista, che con i sistemi tradizionali deve trovare il tempo di portare l’auto in officina oppure deve ricevere una chiavetta USB contenente l‘aggiornamento e poi installarlo.

Anche la prospettiva di avere un’auto sempre connessa alla Rete, toglie il sonno ad alcuni automobilisti, timorosi che il loro veicolo venga attaccato dai criminali informatici, come accade per altri dispositivi connessi: ma questi aggiornamenti servono proprio a chiudere le falle di sicurezza che altrimenti rimarrebbero aperte per sempre e che sono presenti anche nelle auto non aggiornabili via etere (che quindi resteranno vulnerabili).
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Antibufala: Coca-Cola contaminata

September 21, 2017 19:35, von Il Disinformatico

Mi arrivano molte segnalazioni di un allarme che circola sui social network e che riguarda la Coca-Cola, che secondo l’allarme (lo dico subito: è un falso allarme) sarebbe da evitare “per le prossime settimane” perché “un lavoratore aziendale ha aggiunto il suo sangue contaminato da HIV”.

Magari non tutti sanno che il virus dell‘HIV non potrebbe sopravvivere in condizioni del genere. Ma in teoria un messaggio che invita a “non bere nessun prodotto della Coca Cola, come la coda nera, il fioravanti di succhi” dovrebbe far riflettere chi lo legge almeno un microsecondo prima di inoltrarlo a tutto l’universo e suggerire una domanda: ma è credibile un allarme che parla di “fioravanti di succhi”?

Bufale un tanto al chilo ha indagato e ha scoperto che questa catena di Sant’Antonio circola da anni in varie lingue e la versione italiana è semplicemente una traduzione maldestra (notate il repetir) di una di queste vecchie versioni. Bufale.net ha trovato quelle che citano MDTV (l’americana, datata 2013) e Sky News (la britannica). Tutte, ripeto, infondate.

L’immagine del documento del Ministero della Salute italiano che accompagna alcune varianti di questo allarme non è affatto un’autenticazione: infatti parla di un richiamo di un lotto di produzione che è dovuto non alla contaminazione da HIV, ma a una non conformità di produzione: “il contenuto della bottiglia ha un sapore molto sgradevole, un aspetto molto denso e livelli concentrati di caffeina, acido fosforico e solfiti”. Inoltre il richiamo (segnalato fra l‘altro da Il Fatto Alimentare) risale al 26 maggio 2017: altro che “prossime settimane”.


Insomma, si tratta della classica bufala che fa leva sulle paure alimentari, sulle antipatie (anche politiche) di alcuni per la Coca Cola e sulla distrazione degli utenti, che pigramente inoltrano a tutti perché è meno faticoso che fermarsi a pensare. Cestinatela e dite ai vostri amici che ve la mandano di piantarla.

Notate, inoltre, il classico trucco della datazione sempreverde: il messaggio non cita date precise, ma parla genericamente di “prossimi giorni”, “prossime settimane” o “ieri”. Così sembra sempre attualissimo.


Fonti aggiuntive: Davidpuente.it.

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La7 usa un mio video, poi contesta su Youtube che viola il suo copyright

September 20, 2017 4:29, von Il Disinformatico

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora.

Pochi giorni fa ho dato a La7 il permesso di usare per Bersaglio mobile il mio video di debunking del 2008 Misteri da vendere, dedicato alle tesi di complotto sull’11 settembre. Stamattina mi è arrivata la contestazione di La7 per violazione del diritto d’autore su Youtube: io avrei violato il loro copyright perché loro hanno usato il mio video del 2008 in un programma del 2017.

Naturalmente mi sono opposto sia via Youtube, sia rivolgendomi direttamente ai responsabili di Bersaglio mobile.

La contestazione, fra l’altro, riguarda in tutto trentaquattro secondi. So che molte contestazioni sono generate automaticamente, ma questo è un sistema automatico idiota.


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Il Delirio del Giorno: da dove viene la storia dei miei “impianti bioplasmatici”?

September 16, 2017 12:44, von Il Disinformatico

Ultimo aggiornamento: 2017/09/16 16:35. 

Pochi giorni fa sono andato a fare una risonanza magnetica (niente di grave, non vi preoccupate) in un ospedale del Canton Ticino e il tecnico, avvisandomi di togliere qualunque oggetto metallico, ha concluso impassibile dicendo “... e gli impianti bioplasmatici.”

Non solo mi aveva riconosciuto, ma sapeva anche della storia, che ogni tanto cito per radio, dei miei presunti “impianti bioplasmatici". Con lui mi sono fatto una risata liberatoria alla sua battuta e sono entrato nella grande macchina.

Molti credono che per partorire idee come questa io attinga alla mia fervida fantasia o a quella dei miei autori (che non esistono, il Disinformatico radiofonico è tutto fatto in casa e al momento, buona la prima, non c'è copione). Ma in realtà si tratta di un antico Delirio del Giorno, citato anche in questo mio faccia a faccia con un seguace delle cosiddette “scie chimiche” risalente al 2009 (grazie ai commentatori che me l’hanno ricordato) e basato su un commento scritto da un utente seguace di uno dei guru delle suddette “scie chimiche” su Tankerenemy punto com nel 2008.

Il commento, pubblicato originariamente qui (link intenzionalmente errato; sostituite ema con emy, oppure usate la copia su Archive.is), è stato poi rimosso quando abbiamo cominciato a riderne pubblicamente, ma ne rimangono parecchie tracce in Rete. Una è presso Scie Comiche, e un’altra è presso Archive.org (a sua volta archiviata, per sicurezza, presso Archive.is):

Ecco il commento in questione, che parla di me:


Cari amici,

mi domando cosa potevate aspettarvi da questa "persona"...

Ho fatto delle ricerche sull'entità oggetto di questa discussione e ho potuto appurare che è proprio un'entità, evidentemente alla percezione tridimensionale appare una "persona", un umano ma non è così. Egli e dotato di grossi impianti bioplasmatici. Nella fronte c'è l'impianto più importante; Presumo quello che ha la funzione di proiettare l'ologramma umano.

Ho esaminato diverse foto del soggetto e curiosamente in tutte le foto accuratamente esaminate appaiono evidenti grossi impianti distribuiti in diverse zone della faccia. Alcune parti del viso sono state ricostruite per occultare la vera entità che c'è dentro di lui.

Interessanti sono i risultati dell'analisi degli occhi e del naso del soggetto.

Non cito altri dettagli... Penso che mi capirete.

Ho inoltre fatto un'accurato esame della sua struttura energetica e...

Sconsiglio vivamente ogni approcio con il soggetto.

Salutoni a tutto.

By ecplanet.com, at 24 novembre, 2008 21:51

“Straker” è lo pseudonimo del guru delle “scie chimiche” in questione, che risponde così al commento:

Ciao, non penso tu sia molto lontano dalla realtà dei fatti. Gli antichi riponevano molta importanza nello studio della fisiogniomica.

By Straker, at 24 novembre, 2008 21:55
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