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Disinformatico

September 4, 2012 21:00 , von profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Google toglie i fondi all'odio online di Voxnews

July 11, 2017 8:20, von Il Disinformatico

Credit: David Puente.
Pubblicazione iniziale: 2017/07/11 11:43. Ultimo aggiornamento: 2017/07/11 13:05. 

Voxnews è un sito italiano ricolmo di post razzisti che istigano all’odio e alla violenza. Si finanzia ospitando le pubblicità di Google Adsense e di Amazon. Spara bufale a raffica, come ha segnalato tante volte Bufale un tanto al chilo, e finge di essere obiettivo offrendo persino un servizio di “fact-checking” che in realtà mente spudoratamente. Insomma, una classica fabbrichetta acchiappaclic per fare soldi sulle incazzature dei teppistelli frustrati. Una di quelle i cui post vengono condivisi allegramente da alcuni politici italiani.

Il collega debunker David Puente, che aveva già denunciato alle autorità italiane Voxnews e la galassia di siti collegati nel 2015, ha raccolto ulteriori dati e poi ha segnalato Voxnews a Google, facendo notare che il sito violava le regole di Google sui contenuti delle pagine ospitanti pubblicità Adsense. Risultato: Google ha tolto i banner dei propri clienti da Voxnews.

L’odio online prospera anche perché è un business; vediamo che succede quando il business non funziona più e resta solo il letame ideologico, il cui megafono digitale qualcuno deve pagare di tasca propria. Fanno tutti gli idealisti, ma quando c’è da mettere mano al portafogli stranamente spariscono come gli scarafaggi quando accendi la luce.

Questo risultato non sarebbe stato possibile senza l’iniziativa #Bastabufale della Presidenza della Camera italiana, che ha creato le occasioni per mettere in contatto Puente con i rappresentanti di Google e mettere in chiaro che non è più ora di scherzare. Voxnews, fra l’altro, è proprio uno dei siti di cui Puente ha parlato durante la recente audizione alla Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet della Camera dei Deputati.

Se volete saperne di più, leggete le spiegazioni dettagliate di David Puente. Ci siamo sentiti via Twitter poco fa: è contentissimo del risultato e mi ha detto che è “un precedente italiano che dimostra l‘impegno di Google nel contrastare certe realtà”. Speriamo sia uno di una lunga serie: intantio io vado a stappare una buona birra.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Antibufala mini: decollo Shuttle “visto dalla Stazione Spaziale”

July 9, 2017 16:24, von Il Disinformatico

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Sono un po’ stufo di vedere questa foto falsa spacciata per un decollo dello Shuttle ripreso dallo spazio, specificamente dalla Stazione Spaziale Internazionale, per cui la sbufalo rapidamente qui, in modo da avere un riferimento rapido per la prossima volta che mi ricapiterà d’incontrarla.

La foto è questa:



L’effetto sfuocato (tilt-shift) è stato aggiunto e non ha alcun senso logico, dato che se fosse davvero una foto scattata dallo spazio, quindi da grandissima distanza, anche lo sfondo sarebbe a fuoco.

In ogni caso, la foto non è stata scattata dallo spazio, ma da un aereo, specificamente un WB-57F della NASA, in grado di volare ad altissima quota (20 km e oltre), che veniva usato per riprendere e documentare i decolli Shuttle.

La versione originale e integrale dell’immagine (KSC-06PD-2466) è datata 9 settembre 2006 e rappresenta il decollo dello Shuttle Atlantis all’inizio della missione STS-115. La foto è opera di Robert Rivers.


Se vi piacciono le foto di questo genere, ne ho qualcuna per voi (anche su Space.com e APOD).


Fonti: Colorado.edu, Karmadecay, Snopes.com.
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Antibufala mini: la NASA prima di Powerpoint

July 9, 2017 13:52, von Il Disinformatico

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La foto qui sotto viene presentata spesso come un esempio emblematico di come la NASA lavorava nel 1971, prima dell’avvento del computer e in particolare di PowerPoint.


Eccone un esempio:

NASA before Powerpoint circa 1960s. Photo by J.R Eyerman. pic.twitter.com/hbqDwx3HJT
— History in Moments (@historyinmoment) 9 luglio 2017


Per fortuna ci sono siti di esperti cacciatori di foto come Hoaxeye.com, che scovano gli originali e ne forniscono la corretta attribuzione: la foto risale all’ottobre del 1957, mentre la NASA fu fondata il 29 luglio 1958.

La foto mostra in realtà dei ricercatori presso la Systems Labs, in California, mentre sviluppano equazioni per le orbite dei satelliti artificiali. L’autore della foto è J. R. Eyerman, secondo i dati di Getty Images.
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Antibufala mini: la foto di Putin attorniato al G20

July 9, 2017 13:32, von Il Disinformatico

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Questa foto gira parecchio in Rete, specialmente fra chi vuole usarla per fare commenti politici:

A Renaissance painting of our age. pic.twitter.com/G0mAYRl9Mz
— Has Avrat (@hasavrat) 8 luglio 2017


Ma è un falso piuttosto evidente: qui sotto trovate la foto originale. Putin è stato aggiunto.


Cosa interessante di contorno, alla Merkel (in rosso, in alto a sinistra) è stato aggiunto un nastrino molto particolare.
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La prima Tesla Model 3 di serie è pronta: eccola

July 9, 2017 4:36, von Il Disinformatico

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Poche ore fa Elon Musk, boss di Tesla, ha mostrato le prime foto della prima Tesla Model 3 uscita dalla linea di produzione.

First Production Model 3 pic.twitter.com/TCa2NSUNI3
— Elon Musk (@elonmusk) 9 luglio 2017


— Elon Musk (@elonmusk) 9 luglio 2017


Altre immagini sono su Imgur, Electrek e Teslarati. Da settimane circolano foto degli esemplari di preproduzione, fotografati in strada (interni compresi), ma queste sono le prime immagini di un modello di serie.

Questo esemplare è stato donato a Musk: le prime 30 consegne a chi si è prenotato sono previste per il 28 luglio e il sito per la configurazione dei modelli prenotati dovrebbe essere aperto al pubblico intorno alla stessa data. Io sono all’incirca il duecentomillesimo della fila: se tutto va bene, potrei riceverla entro fine 2018.

Non credo che sia un’esagerazione dire che il destino delle auto elettriche si gioca su questo modello, il primo concepito come veicolo di massa (finora le altre auto di Tesla e di altri produttori sono state a tiratura limitata), a prezzo abbordabile (35.000 dollari negli USA) e a lunga autonomia (da 345 km in su) con ricarica relativamente rapida per i viaggi molto lunghi (“pieno” in 40 minuti o meno). E come se questo non bastasse, su questo modello si gioca anche la sorte commerciale della guida autonoma e delle auto aggiornabili via software (e con aggiornamenti software e sblocchi hardware vendibili come se fossero app).

Le altre case automobilistiche stanno guardando con molta attenzione Tesla per vedere come diavolo fa a sedurre 400.000 clienti a pagare 1000 euro di anticipo a scatola chiusa, un anno prima che l’auto esista, mentre loro fanno fatica a far entrare la gente nei concessionari, e per capire se siamo davanti all’equivalente a quattro ruote dell’iPhone, destinato a sovvertire il mercato e far emergere un marchio nuovo che travolge gli altri consolidati e genera profitti enormi, o se si tratta di una bolla speculativa ecologico-chic che non può reggere la transizione dalla nicchia alla massa.

Maggiori informazioni sulla Model 3 e sulle auto elettriche in generale sono nelle FAQ che ho preparato appositamente.
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