Ci vediamo stasera a Noicattaro (BA)?
March 25, 2017 3:58
Stasera alle 19:30 sarò a Noicattaro (Bari), al Laboratorio Urbano Exviri in viale Cimitero (Contrada Calcare) per un incontro pubblico a ingresso libero dedicato alla mia attività di debunker, nell’ambito del Progetto Nauka organizzato dall’Associazione Culturale Formule Matematiche.
L’incontro è pensato come un’occasione per parlare di post-verità, fact-checking, business delle notizie false, e altro ancora.
Trovate maggiori informazioni e i contatti degli oganizzatori qui e qui.
Podcast del Disinformatico del 2017/03/24
March 24, 2017 15:52È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!
Instagram attiva l'autenticazione a due fattori per tutti
March 24, 2017 7:53
Ieri Instagram ha annunciato l’attivazione per tutti dell’autenticazione a due fattori, preannunciata a gennaio di quest’anno: per adottare questa protezione importante del proprio account basta andare nell’app di Instagram, toccare l’icona dell’omino in basso a destra, toccare l'icona in alto a destra (ingranaggio su iOS, tre puntini su Android), e poi toccare la voce Autenticazione a due fattori. Maggiori dettagli sono in questo mio articolo e nella guida di Instagram.
Un’altra novità di Instagram che verrà attivata progressivamente a tutti gli utenti sarà la sfocatura delle immagini e dei video che sono stati segnalati come sensibili dagli utenti ma comunque non violano le regole di Instagram. Questo dovrebbe ridurre il rischio di trovarsi di colpo sotto gli occhi immagini scioccanti o inadatte. Instagram mette a disposizione maggiori informazioni presso instagram-together.com e nel Centro assistenza di Instagram.
Wikileaks rivela il “cacciavite sonico” della CIA per colpire i Mac
March 24, 2017 7:29
Wikileaks ha pubblicato un altro lotto dei documenti riservati che illustrano le tecniche di intrusione informatica sviluppate e utilizzate dalla CIA, come raccontavo il 10 marzo scorso.
Questo nuovo lotto rivela varie forme di attacco specifiche per i computer della Apple. Una, in particolare, è decisamente intrigante, perché usa un accessorio apparentemente innocuo del Mac: l’adattatore Ethernet per le porte Thunderbolt, usato per connettere il computer a una rete cablata. Un oggetto che normalmente si attacca a un computer senza alcuna esitazione e senza pensare a possibili pericoli.
Ma la CIA ha trovato il modo di modificare questi adattatori per scavalcare le protezioni del Mac e installare dei programmi ostili. Chicca per i fan di Doctor Who: questa tecnica viene chiamata dalla CIA Sonic Screwdriver, ossia “cacciavite sonico”, come lo strumento multiuso usatissimo dal Dottore nella serie TV britannica. Un’altra testimonianza che gli informatici della CIA sono dei grandi appassionati di fantascienza.
Niente panico, comunque: questa tecnica funzionava solo sui MacBook costruiti fra fine 2011 e la metà del 2012, e Apple ha rilasciato da tempo degli aggiornamenti del firmware di questi computer che risolvono il problema. Inoltre va sottolineato che questo attacco richiedeva un accesso fisico al computer preso di mira e quindi non era sfruttabile via Internet, ma resta intrigante l’idea di usare le periferiche e gli accessori di un computer per attaccarli.
Un altro aspetto da notare, per chi pensa che queste fughe di notizie siano dannose o inutili perché rivelano tecniche che solo la CIA sarebbe capace di sviluppare, è che questa modalità di attacco è stata in realtà sviluppata indipendentemente da informatici indipendenti ed è stata poi copiata dalla CIA: qualcosa di molto simile era stato infatti presentato al raduno statunitense di esperti Black Hat nel 2012 dall’informatico che si fa chiamare semplicemente snare.
Fonte: Ars Technica.
Una visita al primo server Web
March 24, 2017 4:35
Pochi giorni fa sono stato al CERN e, fra le tante meraviglie tecnologiche di questo centro di ricerca scientifica, ho finalmente visto con i miei occhi il primo server Web della storia: la workstation NeXT usata da Tim Berners-Lee, l‘informatico che insieme a Robert Cailliau concepì presso il CERN quello che oggi chiamiamo il Web, ossia la parte di Internet strutturata in pagine contenenti testo, immagini e collegamenti ad altre pagine. Era il 1989: un’eternità di tempo fa, ai ritmi dell’informatica.
Oggi questa workstation è esposta al CERN qui in una teca sferica insieme al documento Information Management: A Proposal che Berners-Lee scrisse per proporre l’idea al suo capo, Mike Sendall, che la commentò laconicamente con tre parole visibili ancora oggi, scritte a mano, sulla stampa del documento: “Vague but exciting” (“Vago ma stimolante”).
Va ricordato che all’epoca Berners-Lee aveva pensato al Web soltanto come sistema di gestione delle informazioni interne del CERN e non come modo per organizzare tutta Internet, e che intendeva chiamare la propria creatura Mesh: solo in seguito, durante la scrittura del software per realizzarla, scelse di chiamarla World Wide Web. La parola “web” ricorre già, comunque, nel testo originale della sua proposta.
Fu proprio il CERN a ospitare la prima pagina del Web pubblico: è ancora visitabile oggi qui in una versione leggermente modificata (l’indirizzo originale era http://nxoc01.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html).
Il primo server Web era un computer che nel 1989 era ai massimi livelli ma che oggi considereremmo primitivo: 8 megabyte (sì, megabyte) di RAM, 256 megabyte di disco magneto-ottico, processore a 25 MHz e disco rigido facoltativo. Il NeXT era una creatura di un altro nome celebre di Internet: Steve Jobs.







