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Disinformatico

September 4, 2012 21:00 , von profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Se un’auto elettrica finisce in acqua, si rimane folgorati?

June 19, 2016 16:47, von Il Disinformatico

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È una domanda più che sensata: con tutta la corrente immagazzinata nella batteria di un’auto elettrica, non c’è il rischio di prendere una scossa mortale se si finisce in acqua con l’auto?

A quanto pare la risposta è no. È uscito un video, girato se ho ben capito in Kazakistan, nel quale una Tesla Model S affronta un sottopassaggio allagato e ne esce senza particolari problemi mentre le auto con motore a scoppio sembrano bloccate.

Elon Musk ha segnalato il video commentando semiseriamente che “decisamente non lo consigliamo, ma la Model S galleggia abbastanza bene da trasformarla in barca per brevi periodi. La spinta si ha tramite la rotazione delle ruote” e ha aggiunto che ha “ancora intenzione di fare un’auto sportiva sommergibile che possa viaggiare su strada” ma che si tratta “solo di un progetto secondario” che ha “un potenziale di mercato limitato”.



Elektrek ricorda comunque che l'opzione “auto sommergibile di James Bond” nel software delle Tesla è soltanto un easter egg e non una funzione reale.

Anche Nissan ha studiato la questione, come si vede in questo video promozionale della sua Leaf (la cui versione integrale è qui).



HowStuffWorks.com spiega che le grandi batterie delle auto elettriche sono sigillate in un involucro metallico isolato e i singoli elementi che compongono la batteria sono a loro volta sigillati e comunque contengono sostanze chimiche in forma di gel che non fuoriescono violentemente in caso di rottura. Inoltre lo spegnimento dell'auto isola la batteria da tutto il resto del veicolo, per cui è veramente molto difficile, se non impossibile, prendere una scossa da un'auto elettrica immersa in acqua.

A dicembre 2015 una Tesla Model S è finita in una piscina. Delle due persone a bordo, una è sopravvissuta e l'altra è morta in ospedale. L'auto è affondata lentamente e non c'è stata alcuna segnalazione di folgorazioni.

Un'auto elettrica THINK City è stata immersa completamente in acqua salata mentre era accesa ed ha superato la prova senza folgorazioni.

Tutto questo non vuol dire, beninteso, che sia prudente attraversare un tratto di strada allagato: l'acqua potrebbe essere molto più profonda di quel che si pensa, col rischio di rimanere bloccati e quindi di perdere l'auto o, peggio ancora, restare intrappolati e annegare. Inoltre i soccorritori devono imparare a gestire le auto elettriche in caso di incidente non sommerso; ma questa è un'altra storia.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



È morto Anton Yelchin, Chekov nei reboot di Star Trek

June 19, 2016 16:46, von Il Disinformatico

La notizia è confermata da Reuters, dal Los Angeles Times e da moltissime altre fonti: l’attore Anton Yelchin, che interpretava Pavel Chekov nei film di Star Trek più recenti, è morto oggi a 27 anni, ucciso dalla propria auto.

Secondo le notizie pubblicate poco fa, non si è trattato di un incidente stradale: l’auto si è mossa all'indietro lungo il vialetto di casa in forte pendenza e ha incastrato Yelchin fra una buca delle lettere in muratura e un cancello di sicurezza. È stato trovato morto dagli amici che sono andati a casa sua a cercarlo, verso l’una del mattino, quando non si è presentato per le prove. Il motore era ancora acceso e l'auto era in folle.

L’attore aveva recitato anche in Star Trek Beyond, in uscita a luglio.

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Marte a 17.000x6000 pixel

June 17, 2016 12:35, von Il Disinformatico

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Cliccate pure sull’immagine e godetevela ingrandita. Poi, se vi serve uno sfondo per il vostro computer (o per la vostra parete), scaricate l’originale. E perdetevi sulle colline e le valli di Marte: siete nella Marathon Valley, vista attraverso gli occhi del veicolo robotico Opportunity. Con le notizie che arrivano dalla Terra, ogni tanto ci vuole uno sguardo verso orizzonti più puri.
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Controlli parentali, consigli per genitori: prima parte

June 17, 2016 6:55, von Il Disinformatico

Ricevo spessissimo domande su come proteggere i minori durante la navigazione in Rete e l’uso dei dispositivi digitali, per cui inizio oggi una serie di articoli sull’argomento.

Prima di tutto, non esiste un gadget magico che risolve il problema. Gran parte della protezione arriva da una serie di comportamenti dei genitori. Un articolo pubblicato su The Atlantic divide i genitori in tre categorie: i permissivi, che mettono poche restrizioni sull’uso delle tecnologie digitali; i restrittivi, che cercano concretamente di limitare questo uso; e i mentori, che partecipano attivamente all’uso.

Stando ai risultati ottenuti, conviene essere mentori: i genitori restrittivi hanno il triplo del rischio di trovarsi di fronte a un minore che usa l’identità di un compagno di scuola o di un adulto per eludere le restrizioni.

La società di sicurezza informatica F-Secure ha pubblicato un vademecum molto interessante che è una buona base da ripassare prima di prendere in considerazione misure di tipo tecnologico.

Per esempio, consiglia di insegnare ai bambini l’uso responsabile delle tecnologie, mostrando come scegliere password robuste e usare un gestore di password, come impostare gli account nei social network in modo che non mostrino informazioni private agli sconosciuti. In particolare è importante chiarire che i tutorial che trovano online e che sono sempre più spesso la principale fonte d’istruzione sono solitamente superficiali e concepiti per far entrare rapidamente nel social network ma non per farlo in modo sicuro.

Un altro consiglio è dare il buon esempio: se usate password pessime, passate tanto tempo a fissare lo schermo del vostro smartphone o non fate mai attività all’aperto, lontano dai dispositivi digitali, è difficile pretendere che i vostri figli faranno diversamente. Non basta dire quali sono le regole: occorre dimostrare che le regole funzionano, facendo lo sforzo di seguirle personalmente.

Non va dimenticato, poi, che i dispositivi digitali non sono delle babysitter, non vanno usati come strumenti per tenerli tranquilli e non sostituiscono le altre cose di cui ha bisogno una persona che cresce.

Le regole della vita offline valgono anche online: il mondo sarà anche cambiato, ma la maggior parte delle buone raccomandazioni che un genitore di oggi ha ricevuto dai suoi genitori restano valide oggi e anche in Rete: per esempio, non parlare agli sconosciuti, non visitare posti pericolosi senza essere accompagnati, non litigare e non insultare facendo i bulli sono consigli che funzionano sempre.

Infine un mito da smontare: il “mondo virtuale” non esiste. Quello che si fa in Rete è reale, ha effetti concreti e tocca persone tutt’altro che virtuali.

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Antibufala: Zuckerberg compra casa a Milano!

June 17, 2016 6:45, von Il Disinformatico

È approdata su molti giornali e siti d’informazione la notizia dell’acquisto, da parte di Mark Zuckerberg, boss di Facebook, di un mega-attico nel centro di Milano.

Non mancano i dettagli: 21 milioni di dollari, due attici uniti per formare l’abitazione da 800 metri quadri complessivi, con “un salone da 300 mq e una cameretta per la figlia da 150 mq”, una sala cinema privata e una piscina da 50 metri. La casa sarebbe centralissima, addirittura nel “quadrilatero della moda” del capoluogo lombardo.

Ma la fonte originale è, secondo le indagini di Bufale un tanto al chilo, il sito di gossip Novella 2000, che ne ha parlato il 13 giugno scorso; a sua volta, questo sito cita come unica fonte Alessandro Proto, CEO della Proto Group Ltd, descritta come “società specializzata nella vendita di immobili a divi di Hollywood e calciatori di fama mondiale”. La società, dice Proto secondo Novella 2000, avrebbe anche venduto a Zuckerberg “un castello in Piemonte” e “un attico in centro a Robert Downey Jr”.

Ma secondo i fatti raccolti dal giornalista di Repubblica Riccardo Staglianò, il signor Proto sarebbe in realtà “uno dei più grandi illusionisti della storia recente”, abituato a fare annunci che hanno ben poco a che fare con la realtà e molto a che fare con l’autopromozione e coinvolto anche in questioni giudiziarie piuttosto gravi, sia in Italia, sia in Canton Ticino.

Le sue numerose prodezze mediatiche sono documentate dal Fatto Quotidiano, da Ticino News, dall’Espresso e da molti altri siti d’informazione. Addirittura, dice Nerve, Proto ha dichiarato di essere l’ispirazione per il personaggio di Christian Grey in Cinquanta sfumature di grigio.

Di conferme di quello che dice Proto, finora, manco l’ombra: per cui è prudente, specialmente per i giornalisti, considerare qualunque sua affermazione come bufala autopromozionale fino a prova contraria, in modo da non diventare megafoni involontari di un personaggio che indubbiamente sa usare il marketing virale per apparire nei media.
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