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Disinformatico

September 4, 2012 21:00 , von profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Ragioni per usare la modalità aereo quando non sei in aereo

May 20, 2016 6:45, von Il Disinformatico

Ora che il divieto di tenere accesi i telefonini durante i voli in aereo sta diventando sempre meno diffuso, la modalità aereo sembra destinata all’estinzione per manifesta inutilità. Ma in realtà ci sono ottime ragioni per usarla in alcune situazioni anche quando non si vola.

“Spegnere” senza spegnere. Riavviare uno smartphone completamente spento non è affatto istantaneo, per cui molti utenti lo tengono perennemente acceso anche quando potrebbero spegnerlo. Metterlo in modalità aereo è una sorta di “spegnimento” veloce che ha vari vantaggi. Per esempio, fa durare più a lungo la carica della batteria; se avete pochi minuti a disposizione per ricaricarla, questa modalità consente una ricarica più veloce. In modalità aereo, inoltre, si possono continuare a fare foto e video.

Non disturbare. Un altro uso pratico della modalità aereo è per mettere in pausa tutti i servizi: niente chiamate, niente messaggi, niente aggiornamenti di stato, niente distrazioni e soprattutto niente bip o altri suoni di notifica. Questo è particolarmente benefico per chi usa lo smartphone come sveglia: in modalità aereo la sveglia suona comunque ma non si viene disturbati dal fischettìo di un messaggio WhatsApp mandato alle tre del mattino dall’amico nottambulo.

Reset delle connessioni. Mettere lo smartphone in modalità aereo e poi disattivare questa modalità significa obbligare tutta la parte radio (sia cellulare sia Wi-Fi) del dispositivo a riavviarsi, e questo spesso risolve i problemi di connessione, specialmente in roaming o quando il segnale del Wi-Fi desiderato è debole.

Non far sapere di aver letto un messaggio. Molte app di messaggistica (per esempio Facebook Messenger e Snapchat) hanno una notifica di lettura, per cui avvisano i vostri interlocutori quando leggete i loro messaggi. A volte si può disattivare, altre no. Ma se mettete lo smartphone in modalità aereo prima di leggere un messaggio e poi lo leggete, i vostri interlocutori non sapranno che l’avete letto, perché la notifica di lettura non potrà essere inviata. Questo può darvi una pausa di riflessione o, se avete questo genere di problemi, anche un alibi.

Trovate questi e altri modi di sfruttare la modalità aereo in questi due articoli di Gizmodo.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Antibufala: smartphone avvistato nel video di un incontro di boxe del 1995!

May 20, 2016 6:34, von Il Disinformatico

Ha già più di cinque milioni di visualizzazioni il video che mostra uno spezzone di un incontro di pugilato del 1995 (Mike Tyson contro Peter McNeeley) nel quale si scorge, fra il pubblico, quello che sembra essere un oggetto impossibile: uno smartphone come quelli di oggi, che a quell’epoca non esistevano e che quindi dimostrerebbe la presenza di un viaggiatore nel tempo.

La storia è stata ripresa da molte testate giornalistiche (Repubblica; Gazzetta) e sbufalata piuttosto rapidamente da vari siti (Gizmodo, Snopes, Butac) facendo notare a chi non si ricorda il 1995 che a quell’epoca è vero che non c’erano gli smartphone ma c’erano le prime fotocamere digitali a buon mercato, che avevano un aspetto che corrisponde all’oggetto che si vede confusamente nel video e si impugnavano tenendole verticalmente.

Fra l’altro, osservando bene il video si nota che il diametro del cerchio nero che viene interpretato come un obiettivo è molto più grande di quello di uno smartphone odierno e corrisponde invece alle dimensioni degli obiettivi delle prime fotocamere digitali.

L’unico mistero, in tutta la faccenda, è perché qualcuno debba andare a pensare a una spiegazione ridicolmente improbabile come quella di un maldestro viaggiatore del tempo. Ma anche per questo enigma c'è una probabile soluzione: fabbricare notizie come queste attira tanti visitatori con pochissima fatica e quindi piace agli inserzionisti pubblicitari. Non a caso una delle prime testate a pubblicare questa storiella è il Daily Mail (il 13 maggio scorso), nota fucina di pseudonotizie attiraclic, usatissima come fonte dalle testate italofone.

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Metodo drastico per impedire di barare agli esami: spegnere tutta l’Internet del paese

May 20, 2016 6:30, von Il Disinformatico

Le misure necessarie per evitare che gli studenti barino durante gli esami scolastici sono diventate sempre più tecnologiche. Vietare l’uso dei telefonini pare ovvio (no, la scusa che lo si usa come calcolatrice non regge) e magari i sorveglianti più fantasiosi tengono d’occhio le persone che si coprono le orecchie con i capelli per nascondere un minuscolo auricolare Bluetooth.

C’è chi vorrebbe installare dei jammer per impedire le comunicazioni via Wi-Fi o tramite la rete cellulare, ma le leggi sulle telecomunicazioni lo vietano. Al massimo si può spegnere il Wi-Fi dell’istituto. Ma in Iraq è stato adottato un metodo più radicale: spegnere l’intera Internet del paese durante gli orari degli esami.

È questa la conclusione bizzarra alla quale sono arrivati gli esperti di analisi del traffico di Internet quando hanno notato una serie di blackout del traffico Internet in Iraq per tre ore ogni giorno, sempre alla stessa ora. Lo stesso fenomeno si era verificato anche l’anno scorso.

Ora è emersa una mail di un fornitore d’accesso a Internet in Iraq che conferma la teoria: “...tutti i circuiti e il servizio Internet verranno disattivati dalle 5 alle 8 del mattino. Durante questo periodo tutta la connettività Internet sarà disattivata in tutte le regioni dell’Iraq.”

Secondo The Register, gli esami in questione riguardano gli studenti del sesto anno delle scuole irachene, che sono obbligatorie soltanto fino a 11 anni: chi non ottiene voti alti a questi esami quasi sicuramente non proseguirà gli studi e quindi le sue prospettive di carriera dipendono moltissimo dai risultati. Questo significa che gli studenti sono molto motivati a barare pur di poter continuare a studiare: un concetto che magari a qualche giovane pigrone del primo mondo sembrerà un po’ alieno.

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Hacker buoni hackerano sito di hacker cattivi

May 20, 2016 6:12, von Il Disinformatico

Nulled.io è un sito nel quale i criminali informatici si scambiano account rubati, software pirata e tecniche per commettere reati informatici. O per essere più precisi, era un covo per criminali. Infatti ora è chiuso, ma non per un intervento delle forze dell’ordine: è chiuso perché è stato hackerato da ignoti.

È stupendamente ironico che un sito di hacker cattivi, dediti a violare gli account altrui e rubare le informazioni degli altri, sia stato “bucato”, come si dice in gergo: stavolta sono i loro dati a essere stati raccolti e pubblicati in Rete in un file da circa 1,3 gigabyte.

I dati trafugati includono gli indirizzi di mail e i messaggi privati di quasi mezzo milione di frequentatori di Nulled, oltre 5.000 registrazioni di compravendite di informazioni rubate, 12.600 fatture, gli indirizzi PayPal degli utenti e i loro indirizzi IP. Anche i dati e i messaggi dell’area VIP, che era una fonte di reddito per Nulled, sono stati catturati e disseminati in Rete.

L’incursione è stata resa possibile probabilmente dal fatto che il sito usava un software, IP.board, che aveva delle vulnerabilità ben note e una scarsa protezione delle password (MD5 al posto di bcrypt o altro).

Gli scambi di messaggi fra gli utenti di Nulled sono molto illuminanti: trattative per spartirsi i profitti di account PayPal e Bitcoin rubati, l’installazione di un keylogger nel laboratorio di un’università imprecisata, una richiesta di aiuto per violare un account Hotmail, e altro ancora.

Ironia nell’ironia, lo slogan di Nulled è Expect the unexpected, ossia “aspettati l’inaspettato”. Ma mi sa che questo attacco inaspettato non se l’aspettava.


Fonti: BBC, Ars Technica, Risk Based Security.

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Nuova rivincita contro il ransomware: al posto del malware un avviso “educhescional”

May 20, 2016 6:05, von Il Disinformatico

Credit: F-Secure.
Mi capita spesso di segnalare crimini informatici spettacolare, ma ogni tanto posso annunciare con piacere un anticrimine altrettanto notevole.

Poco tempo fa ho segnalato che una delle reti di disseminazione del ransomware Locky, uno dei più diffusi al mondo, era stata bloccata da un attacco informatico che aveva sostituito il malware con una semplice dicitura innocua “Stupid Locky”: adesso una sorte molto simile è toccata a un altro canale di diffusione di Locky.

Sembra proprio che i grey hat, gli “hacker buoni” che però commettono anche atti formalmente illegali e quindi non sono né bianchi né neri ma grigi, si siano messi d’impegno per tentare di debellare il filone altamente remunerativo dei ransomware.

Nel caso segnalato da Sean Sullivan, della società di sicurezza finlandese F-Secure, ignoti hanno violato un sito di disseminazione di Locky e hanno modificato l’allegato Javascript che di solito contiene il malware. Al suo posto hanno messo un avviso in inglese che compare sullo schermo della vittima e tenta di educarla a cambiare comportamenti: “Stai leggendo questo messaggio perché hai aperto un file ostile. Per la tua sicurezza, non aprire gli allegati sconosciuti”. Sante parole.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



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