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Disinformatico

September 4, 2012 21:00 , by profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Stamattina si parla di Star Trek alla Radio Svizzera

July 12, 2016 4:22, by Il Disinformatico

Questa mattina dalle 11:10 sarò in diretta sulla Rete Uno (radio) della Radiotelevisione Svizzera insieme al giornalista e fisico Marco Cagnotti per parlare di Star Trek e fantascienza in generale nella puntata di Millevoci condotta da Nicola Colotti. La diretta sarà ascoltabile in streaming presso www.rsi.ch/live-radio/rete-uno.

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Pubblicato il codice sorgente di Apollo 11, ma non è una novità

July 10, 2016 10:50, by Il Disinformatico

Lo schermo e la tastiera di un Apollo 
Guidance Computer (AGC).
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Mi sono arrivate moltissime segnalazioni della pubblicazione su Github del codice sorgente del software usato a bordo di Apollo 11, la prima missione che portò due esseri umani sulla Luna.

In realtà non si tratta di una novità o di una rivelazione: il software usato dagli AGC (Apollo Guidance Computer) è disponibile da decenni su carta e nel luglio del 2009 è stato trascritto e pubblicato da Google in forma digitale, ed esiste un emulatore dei computer di bordo sul quale farlo girare, come racconta Stefano Petroni su Siamogeek.

Come nota Luigi Rosa sempre su Siamogeek, si tratta di software eccezionale per l’epoca, di cui Quartz offre una magnifica analisi dettagliata insieme alle spiegazioni delle battute di umorismo per informatici appassionati di spazio (segnalazioni di bachi da risolvere, del tipo “un cliente si è lamentato che questa istruzione ha causato lo scoppio di un serbatoio”, riferita ad Apollo 13) che stanno emergendo (anche su Reddit) grazie alla ripubblicazione. Non mancano le chicche nei commenti del listato, come “NUMERO MYSTERIOSO” (riga 666) oppure il classico “TEMPORARY I HOPE HOPE HOPE” (righe 179 e 180).

Per chi volesse conoscere la storia di questo software e dell’hardware altrettanto straordinario sul quale girava (8K di RAM, clock a 2,048 Mhz – sì, quella è una virgola), consiglio questo articolo di Linux.com e questo documento della NASA.


Fonti aggiuntive: The Verge, APCMag.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Podcast del Disinformatico del 2016/07/08

July 8, 2016 12:43, by Il Disinformatico

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!

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Antibufala: dopo il referendum Brexit, britannici cercano in massa su Google “Cos’é l’UE?”

July 8, 2016 6:59, by Il Disinformatico

Dopo il risultato a sorpresa del referendum britannico sull’uscita dall’Unione Europea ha fatto scalpore e suscitato notevole divertimento una notizia curiosa: nelle ore successive all’annuncio del risultato referendario è esploso nel Regno Unito il numero di ricerche su Google di domande come “Cosa significa lasciare l’UE?” e “Cos’è l’Unione Europea?”.

Lo hanno scritto tante testate (qualche esempio), attingendo a una fonte autorevole, ossia Google, in particolare questo tweet di Google Trends, che descrive un aumento del 250% delle ricerche della domanda “Cosa succede se lasciamo l’UE?”.

Il dato percentuale in sé è vero: quello che manca nella notizia è il numero delle ricerche che hanno generato la percentuale. Come ha notato per esempio Steve Patterson, Google Trends fornisce solo una percentuale, ma Google Adwords fornisce i numeri corrispondenti, che rivelano che la ricerca è stata fatta da meno di mille persone

Patterson spiega che in un giorno qualunque, per esempio a maggio 2016, la frase “What is the EU?” è stata cercata in media 270 volte al giorno nel Regno Unito. La notizia clamorosa si basa sul fatto che il giorno dopo l’annuncio della vittoria dei pro-Brexit la stessa ricerca è stata fatta da 675 persone in più: un numero assolutamente insignificante, equivalente a qualche scolaresca che si prepara per un compito basato sull’attualità.

Quando vedete una percentuale, insomma, chiedetevi sempre quali sono i numeri sui quali si basa, perché per molti giornalisti la tentazione di un titolo sensazionale è irresistibile.



Fonti aggiuntive: The Telegraph
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Badoo, allerta per possibile violazione in massa degli account

July 8, 2016 5:26, by Il Disinformatico

Ci sono furti di password che bruciano più di altri: trovarsi con un account Instagram violato per molti non è un problema, perché basta farne uno nuovo e avvisare gli amici. Ma se l’account rubato è su Badoo, frequentatissimo sito d’incontri, la cosa scoccia parecchio, perché spesso questi account vengono usati per conversazioni molto intime (e non solo conversazioni) e per infedeltà reali o virtuali. Scoprire che il proprio account su Badoo è stato violato e che qualcun altro ne ha la password potrebbe causare imbarazzi più che notevoli.

L’informatico Troy Hunt, collaboratore esterno di Microsoft, segnala che sono in circolazione nei bassifondi di Internet i dati di circa 112 milioni di account Badoo, e offre un servizio gratuito, HaveIBeenPwned.com (traducibile con “mi hanno fregato” – la P non è un refuso), nel quale si può immettere un indirizzo di mail (proprio o altrui) per sapere se compare negli elenchi di account violati, di cui Hunt fa collezione.

Hunt sottolinea che questo recente elenco di account Badoo non è verificato, nel senso che i responsabili di Badoo non hanno segnalato alcuna violazione del sito e quindi è possibile che si tratti semplicemente di un elenco di utenti che hanno usato su Badoo la stessa password usata anche su un altro sito che è stato violato oppure di utenti che si sono fatti infettare da malware che colleziona password. Casi come questo sono frequenti: è successo di recente per 272 milioni di account Hotmail, Yahoo, Gmail e Mail.ru e per 32 milioni di account Twitter.

Anche se il furto di account Badoo non è verificato, se avete un account presso questo fornitore di servizi è buona cosa cambiarne la password e magari iscriversi gratuitamente al servizio di allerta di HaveIBeenPwned, affidandogli i propri indirizzi di mail in modo da ricevere un avviso se compaiono in qualche archivio di account rubati. E magari abbandonare, una volta per tutte, la pessima abitudine di usare ovunque la stessa password.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



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