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septiembre 4, 2012 21:00 , por profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Antibufala: i numeri italiani succhiasoldi a La Vita in Diretta “autenticati” dalla Polizia

enero 16, 2017 6:41, por Il Disinformatico

Ho scritto per la Bufalopedia un’indagine antibufala sull’allarme riguardante dei numeri con il prefisso di Milano che causerebbero addebiti alla risposta. Anche David Puente se ne è occupato qui.

In sintesi: bufala non autenticata dalla Polizia nonostante le apparenze, non diffondetela.

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Il successo dei bufalari è anche colpa di Facebook: una proposta per rimediare

enero 15, 2017 22:43, por Il Disinformatico

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Si fa presto a dare la colpa agli utenti pecoroni e distratti e all’analfabetismo digitale. Ma secondo me c’è anche un altro fattore importante da considerare: l’inganno visivo causato da Facebook.

Quando Facebook incorpora una fonte esterna, ne rimuove tutti i segni grafici distintivi e la rende uniforme. Questa scelta grafica toglie al lettore tutti gli indicatori visivi della provenienza e della qualità di una notizia e rende molto più facile l’equivoco. Togliere questo appiattimento grafico potrebbe rendere più facile accorgersi che si sta condividendo una falsa notizia pubblicata da un sito bufalaro.

Faccio un esempio: se visitate il sito bufalaro Il Giornale italiano, che ha pubblicato la bufala (intenzionale) delle foto di Venezia ghiacciata (che ho debunkato qui sulla Bufalopedia), la sua grafica molto sommaria e poco curata salta subito all’occhio, con quella testata enorme, la foto in basso non centrata e i titoli che scorrono maldestramente nelle colonne laterali. Ha l’aria di un sito da dilettanti.



La stessa notizia (falsa) viene vista tramite Facebook così:



Confrontatela ora con una notizia presa da un quotidiano (solitamente) non bufalaro, vista sempre tramite Facebook:



Su Facebook, la notizia del sito bufalaro e quella del Corriere della Sera vengono visualizzate nello stesso modo: tutta l’attenzione è sull’immagine, enorme, accompagnata da un titolo e da due righe di testo iniziale dell’articolo. È sparita l’impaginazione originale, non c’è più il logo del giornale in evidenza, non c’è più il font differente che caratterizza un sito rispetto a un altro, è sparito anche l’a capo che chiarisce che Rozza non è un aggettivo riferito a notte: è tutto uguale, indifferenziato, annacquato, omogeneizzato. E la cosa più importante, ossia l’origine della notizia, è relegata in un angolo, in basso, in caratteri piccoli e oltretutto grigi (con grande gioia, immagino, degli ipovedenti).

Faccio quindi una proposta: che Facebook aggiunga all’immagine il logo della testata (non il nome, ma il logo, quindi in forma grafica) in modo da dare al lettore un indicatore chiaro, intuitivo e ben visibile della provenienza di una notizia. Non risolverà il problema delle false notizie, ma almeno aiuterà gli internauti a non farsi ingannare, come invece capita spesso: non per stupidità, ma per semplice distrazione.

Non ditemi che a Facebook mancano le risorse per farlo: il social network di Zuckerberg guadagna circa un miliardo di dollari al mese ed è in grado di identificare al volo il contenuto di tutte le foto che vengono caricate; l’azienda ha abbastanza soldi da costruire flotte di droni giganti interconnessi per portare Facebook alle zone rurali del pianeta. Chiedere un embed automatico di un logo in ogni immagine non sembra un’impresa al di sopra delle sue forze.
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No, non è una bufala: assistente di Trump che parla di “inchinarsi” e di “vendetta suprema”

enero 15, 2017 11:46, por Il Disinformatico

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Meet the new White House public outreach point person! pic.twitter.com/RDNrcYFO53
— Dorsey Shaw (@dorseyshaw) January 3, 2017


Sta circolando un video nel quale una donna, identificata come Omarosa Manigault, dice “Ogni critico, ogni detrattore, dovrà inchinarsi di fronte al Presidente Trump. È chiunque abbia mai dubitato di Donald, chiunque non sia stato d’accordo, chiunque lo abbia sfidato. Diventare l’uomo più potente dell’universo è la vendetta suprema.” In originale: “Every critic, every detractor, will have to bow down to President Trump. It's everyone who’s ever doubted Donald, whoever disagreed, whoever challenged him. It is the ultimate revenge to become the most powerful man in the universe."

Molti stanno pensando a un video-parodia, ma si tratta di una dichiarazione autentica. Omarosa Manigault è una ex concorrente di The Apprentice, il reality condotto da Donald Trump, e ora è uno dei membri del suo staff: la sua qualifica ufficiale è “assistant to the President and director of communications for the Office of Public Liaison” (assistente al Presidente e direttore delle comunicazioni per l’Ufficio per i Rapporti con il Pubblico). Manigault ha già lavorato alla Casa Bianca nello staff di Al Gore durante la presidenza Clinton.

La dichiarazione è stata rilasciata da Manigault al programma televisivo Frontline della PBS dedicato alla campagna presidenziale. La donna ha dichiarato alla ABC di essersi espressa a titolo personale e che la sua frase risale a prima che lei facesse parte dello staff di Trump.


Fonti: CNN, KETV, Rolling Stone.
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Non ce l’ho fatta a Celapossofare (RSI)

enero 15, 2017 10:57, por Il Disinformatico

Ho partecipato alla puntata del 9 gennaio di Celapossofare della RSI per chiacchierare di bufale (da 8:00 in poi) e per un Challenge in tema Star Wars che ho fallito miseramente.

Il video, se volete, è qui.

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SpaceX torna a volare; rientro perfetto del primo stadio, dieci satelliti messi in orbita

enero 15, 2017 9:20, por Il Disinformatico

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Ieri SpaceX ha lanciato con pieno successo dalla base californiana di Vandenberg un vettore Falcon 9, collocando in orbita terrestre dieci satelliti per telecomunicazioni Iridium NEXT. Il primo stadio è rientrato e atterrato sulla nave di supporto Just Read the Instructions: è stato il primo atterraggio di uno stadio Falcon nell’Oceano Pacifico, ed è stato mostrato in diretta streaming dalle telecamere a bordo del vettore.








Il video del lancio e dell’atterraggio è qui sotto: decollo a 19:35, rientro a 26:07.



Questo lancio è il primo dopo l’esplosione di un vettore Falcon sulla rampa di lancio durante le operazioni di caricamento del propellente l’1/9/2016.

Il lancio di un vettore dotato di un primo stadio che ha già volato è previsto “entro un mese circa” per portare in orbita il satellite per telecomunicazioni SES-10.

Se tutto va bene, SpaceX prevede di effettuare nel 2017 fino a 27 lanci, ossia quanti ne ha fatti con il Falcon 9 dall’inizio dei suoi voli nel 2010, e di lanciare il Falcon Heavy entro l’estate. Il Heavy diventerebbe il vettore più potente al mondo, capace di portare circa 54 tonnellate in orbita terrestre bassa (l’attuale detentore del titolo, il Delta IV Heavy della ULA, ne porta 29), e avrebbe un prezzo formale di 90 milioni di dollari, mentre il vettore gigante della NASA, l’SLS (70 tonnellate di carico), costerebbe circa due miliardi di dollari per ogni volo. Se il Falcon Heavy ha successo, cominceranno a esserci molte domande imbarazzanti sul perché la NASA stia spendendo in questo modo il suo risicato budget quando la concorrenza privata offre servizi analoghi a prezzi drasticamente inferiori.


Fonti: Ars Technica; SpaceX; Business Insider.
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