Senatore italiano vuol far pagare ai contribuenti le pseudomedicine. Pagabili con pseudosoldi?
septiembre 19, 2016 4:41Ricevo, ripubblico volentieri e sottoscrivo questo comunicato del CICAP.
Per una medicina basata sull'evidenza, a tutela dei cittadini
Il 29 settembre si terrà a Roma un simposio, organizzato dal senatore Paolo Romani, che intende favorire l’introduzione nel sistema sanitario nazionale di medicine alternative come omeopatia, ayurveda, chiropratica, osteopatia e medicina antroposofica (http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato191125.pdf).
Come CICAP sosteniamo la necessità di fornire le prove delle proprie affermazioni. Tra le pratiche presenti nel programma del convegno, l’unica ad aver dato chiari risultati sperimentali positivi, pur con alcune limitazioni, è la fitoterapia.
Pur riconoscendo il diritto individuale alla libertà di cura, riteniamo che il sistema sanitario nazionale, finanziato con denaro pubblico, debba garantire esclusivamente le terapie di efficacia dimostrata.
Riteniamo irresponsabile che le più alte istituzioni pubbliche promuovano eventi antiscientifici, proprio nel momento in cui la cronaca riporta diversi casi di persone morte per avere abbandonato cure efficaci in favore di pratiche alternative.
Chiediamo al presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Gualtiero Ricciardi di prendere posizione contro questa pericolosa iniziativa e al presidente del Senato Pietro Grasso di promuovere attività di informazione corretta sulla salute.
Il CICAP è un'associazione scientifica e educativa che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze, del paranormale, dei misteri e dell'insolito. Fondata nel 1989 da Piero Angela e da altre personalità del mondo della scienza e della cultura, tra cui Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Umberto Eco e Tullio Regge, vede oggi tra i suoi aderenti Umberto Veronesi, Silvio Garattini, Carlo Rubbia ed Edoardo Boncinelli.
Adblock Plus, il bloccapubblicità, venderà pubblicità
septiembre 16, 2016 10:00
Questo articolo vi arriva gratuitamente grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una per incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).
Adblock Plus è un popolarissimo accessorio per browser che blocca il caricamento delle pubblicità, eliminandone il fastidio e accelerando il caricamento delle pagine. Di conseguenza è amatissimo dagli internauti, specialmente se connessi su linee lente o tramite telefonino con contratti a consumo.
Pochi giorni fa, però, Eeyo, l’azienda che possiede Adblock Plus, ha fatto un annuncio che rischia di compromettere l’affetto conquistato fin qui: venderà pubblicità che sarà immune al suo filtraggio e verrà mostrata al posto di quella predefinita e scelta dal sito che ospita gli spazi pubblicitari.
In pratica, Adblock Plus gestirà una “lista bianca” di inserzionisti; tutti gli altri pubblicitari saranno in una lista nera costantemente aggiornata. Per essere promossi alla lista bianca basterà usare formati pubblicitari non invadenti e pagare una commissione del 6% ad Adblock Plus.
C'è chi parla apertamente di “estorsione”, ma va detto che la sostituzione degli spot a favore di Adblock Plus è disattivabile dagli utenti, per cui chi vuole può continuare ad avere il blocco totale delle pubblicità. Ma c'è il rischio che molti utenti decidano di abbandonare Adblock Plus in favore di altri prodotti analoghi, come Ublock, che non si pongono come dazieri ai quali pagare un pedaggio e vivono grazie alle donazioni degli utenti.
Fonti: Naked Security, Gizmodo.
SAWS, il “programma americano segreto” per bloccare le invenzioni sensibili. Tipo i panzerotti
septiembre 16, 2016 9:28Così, perlomeno, scrive Andrea Rampado su Nexus Italia (copia su Archive.is): ma viene subito un dubbio. Se il programma è segreto, come fa Nexus Italia a sapere che esiste? Se è una rivelazione davvero importante, come mai Andrea Rampado è libero di parlarne su Internet senza che venga zittito dai Men in Black?
Infatti basta un briciolo di ricerca in Google per scoprire che il programma SAWS è cosí segreto che Yahoo ne parlava pubblicamente già dieci anni fa, nel 2006, rivelando che il Sensitive Application Warning System era un sistema per rallentare l’approvazione di brevetti depositati presso l’Ufficio Brevetti statunitense. Non insabbiava le scoperte: si limitava a renderne difficile e lenta la tutela brevettuale.
Una prassi discutibile in termini di libera concorrenza, ma non certo un piano ipersegreto per sopprimere le invenzioni, insomma. Anche perché un inventore non è obbligato a brevettare la propria invenzione: se vuole, può pubblicarne il funzionamento come e quando gli pare. Il brevetto serve soltanto ad avere una tutela legale e un’esclusiva di sfruttamento dell’invenzione.
In altre parole, se lo scopritore di un’invenzione rivoluzionaria si trovasse bloccato nella tutela brevettuale dalla procedura SAWS e temesse che la sua invenzione venga soppressa, è libero di pubblicarne il funzionamento in ogni dettaglio.
Il SAWS aveva anche un altro scopo, che Nexus Italia tralascia: quello di reprimere i brevetti stupidi o assurdi, come quello per la tutela del panzerotto. Lo spiega bene Ars Technica, notando che oltretutto il sistema SAWS è stato disattivato (almeno così dice l'Ufficio brevetti USA) a marzo 2015.
Tutte queste informazioni sono facilmente reperibili in una decina di minuti. Viene da chiedersi come mai Andrea Rampado e la redazione di Nexus Italia non abbiano fatto questa semplice verifica.
Facebook, Google e Twitter si coalizzano per debellare le false notizie. Buona fortuna
septiembre 16, 2016 7:40Su Internet non mancano certo le bufale, le notizie false, i titoli attiraclic che non c’entrano nulla con l’articolo, i falsi annunci di morte di celebrità. Facebook e Twitter, insieme a Google, hanno annunciato un piano ambizioso per contrastarle. Si chiama First Draft Coalition e fornirà ai membri di questa coalizione (fra i tanti, YouTube, New York Times, Washington Post, BuzzFeed News, CNN, Agence France-Presse, Channel 4 News, The Telegraph, France Info, Breaking News, International Business Times UK, Aljazeera Media Network, Euronews, Amnesty International) strumenti e servizi che permetteranno a giornalisti e lettori di verificare più facilmente le notizie a partire da fine ottobre.Questi strumenti si appoggeranno a una comunità di specialisti dell’informazione: non solo giornalisti ma anche accademici e difensori dei diritti umani, mettendo a disposizione una “piattaforma di verifica collaborativa” e un codice di comportamento su base volontaria. Chi vuole può iscriversi alla First Draft Coalition usando questo modulo e partecipare anche a corsi di formazione. Non è materiale solo per addetti ai lavori, anche perché oggi tutti scriviamo e pubblichiamo in Rete, per cui in realtà siamo tutti parte del processo di produzione delle notizie.
Come esempio di queste risorse antibufala segnalo questo minicorso video che spiega come verificare l’autenticità dei video: strumenti semplici e veloci ma soprattutto accessibili a chiunque.
Riuscirà quest’iniziativa a eliminare marketing virale, bufale e disinformazione dalla Rete? Ne dubito fortemente. Ma le testate giornalistiche che oggi pubblicano disinvoltamente qualsiasi fandonia pur di attirare clic e poi fingono di non essersi accorte della falsità di una foto o di un video avranno presto una scusa in meno per lavorare male.
Fonti: Engadget, First Draft News.
Facebook e Twitter si coalizzano per debellare le false notizie. Buona fortuna
septiembre 16, 2016 6:37Su Internet non mancano certo le bufale, le notizie false, i titoli attiraclic che non c’entrano nulla con l’articolo, i falsi annunci di morte di celebrità. Facebook e Twitter, insieme a Google, hanno annunciato un piano ambizioso per contrastarle. Si chiama First Draft Coalition e fornirà ai membri di questa coalizione (fra i tanti, YouTube, New York Times, Washington Post, BuzzFeed News, CNN, Agence France-Presse, Channel 4 News, The Telegraph, France Info, Breaking News, International Business Times UK, Aljazeera Media Network, Euronews, Amnesty International) strumenti e servizi che permetteranno a giornalisti e lettori di verificare più facilmente le notizie a partire da fine ottobre.Questi strumenti si appoggeranno a una comunità di specialisti dell’informazione: non solo giornalisti ma anche accademici e difensori dei diritti umani. mettendo a disposizione una “piattaforma di verifica collaborativa” e un codice di comportamento su base volontaria. Chi vuole può iscriversi alla First Draft Coalition usando questo modulo e partecipare anche a corsi di formazione. Non è materiale solo per addetti ai lavori, anche perché oggi tutti scriviamo e pubblichiamo in Rete, per cui in realtà siamo tutti parte del processo di produzione delle notizie.
Come esempio di queste risorse antibufala segnalo questo minicorso video che spiega come verificare l’autenticità dei video: strumenti semplici e veloci ma soprattutto accessibili a chiunque.
Riuscirà quest’iniziativa a eliminare marketing virale, bufale e disinformazione dalla Rete? Ne dubito fortemente. Ma le testate giornalistiche che oggi pubblicano disinvoltamente qualsiasi fandonia pur di attirare clic e poi fingono di non essersi accorte della falsità di una foto o di un video avranno presto una scusa in meno per lavorare male.
Fonti: Engadget, First Draft News.







