Come abbiamo scoperto la velocità della luce? Ne parlo su Le Scienze
abril 3, 2016 5:49
Per il numero 572 de Le Scienze ho scritto un articolo basato su una domanda: come facciamo a sapere che la velocità della luce è quella che è, e quando ce ne siamo accorti?
La risposta è nota a qualunque appassionato di storia della scienza, ma mi è sembrato un bell’esempio di come lavora il metodo scientifico quando si trova di fronte a un fenomeno misterioso e apparentemente inspiegabile come un ritardo nei ritmi del cosmo. Buona lettura!
Ho “prenotato” una Tesla Model 3. Vediamo che succede
abril 2, 2016 10:23
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Stamattina ho versato 1000 franchi di anticipo per un’auto elettrica Tesla Model 3. L’ho fatto principalmente perché sono anni che vorrei avere un’auto che non butta fuori gas di scarico tossici e puzzolenti, che non alimenta regimi oppressivi e totalitari e che adotta la tecnologia del ventunesimo secolo invece di essere un discendente delle locomotive dell’Ottocento.
So benissimo che la Model 3 non sarà in produzione prima della fine del 2017 (nel migliore dei casi) e che davanti a me ci sono, al momento, circa 232.000 altre prenotazioni, per cui al ritmo di 80.000 esemplari/anno previsti non vedrò la mia auto elettrica prima di quattro anni (se va bene). Ma ho provato a chiedere quando saranno disponibili in Europa le auto elettriche concorrenti (Chevrolet Bolt in primis) e il concessionario stesso mi ha invitato a lasciar perdere per i prossimi anni. Inoltre non mi posso permettere una Tesla Model S, che sarebbe disponibile subito ed è l’unica auto elettrica attuale che ha l’autonomia e la velocità di ricarica che mi servono per il mio profilo di utilizzo dell’auto (la Model 3, a circa 35.000 dollari per il modello base, è al limite di quello che voglio spendere per un’auto). Le ibride, invece, mi sembrano un compromesso assurdamente complicato che non cambierebbe il fatto che butterei fuori gas di scarico tossici una volta finita la scarsa autonomia della batteria, portando in giro il peso del motore a benzina quando viaggio in elettrico e il peso delle batterie quando vado a benzina. Infine mi aspetto che un’auto nel ventunesimo secolo sia aggiornabile via software scaricabile, come uno smartphone, e lo sia in modo sicuro (prima o poi vi racconterò quant’è paranoica l’elettronica di bordo della Tesla) senza andare in officina.
So altrettanto bene che le prestazioni effettive e le specifiche tecniche della Model 3 non sono state ancora rese pubbliche. E come debunker resto cautamente scettico sulla capacità di Elon Musk, boss di Tesla, di produrre auto elettriche in massa invece di fabbricarle in tiratura limitata, perché Musk ha dimostrato di essere bravo con le sfide tecnologiche (SpaceX e il razzo con le zampette, per esempio) ma deve ancora dimostrare di saper fare innovazione non nella tecnologia ma nei processi produttivi (economia di scala). Un conto è dimostrare che una cosa è tecnicamente fattibile (e in questo tanto di cappello a Musk per aver fatto capire all’opinione pubblica che un’auto elettrica non deve essere una forma di mortificazione); un altro è dimostrare che è fattibile in massa e a prezzi abbordabili (detto questo, sembra che il piano delineato da Musk dieci anni fa stia funzionando). Ma sono disposto a correre il rischio. Anche perché il rischio è relativamente basso.
Le virgolette intorno alla parola prenotato nel titolo di questo articolo, infatti, sono necessarie perché versando l’anticipo in realtà non si prenota nulla: ci si riserva soltanto un posto nella fila (uno slot di produzione), al quale è possibile rinunciare facendosi rimborsare. L’anticipo è pienamente rimborsabile fino al momento in cui firmo l’eventuale ordine di acquisto (quando me ne verrà offerta la possibilità), come descritto nelle condizioni (questa è la versione svizzera). In pratica, per ora sto prestando mille franchi a Elon Musk a interessi zero. Tutto qui.
Vi terrò aggiornati sugli sviluppi del mio piccolo esperimento. Nel frattempo, se volete saperne di più, vi consiglio di iscrivervi a Teslaforum.it, il forum in italiano apposito e di dare un’occhiata ai miei articoli precedenti sull’argomento.
Segnalo infine alcuni link interessanti:
– gli importi della prenotazione nelle varie valute;
– un articolo ferocemente scettico sulla sostenibilità finanziaria di Tesla Motors;
– un riassunto su Bloomberg.com delle caratteristiche tecniche note della Model 3;
– un altro riassunto;
– articolo di The Verge con video e foto;
– altri video delle prime prove limitate;
– un’analisi economica di Tesla, con l’osservazione che gli anticipi di 24 ore superano l’ammontare della IPO.
Cena dei Disinformatici il 18 giugno 2016
abril 2, 2016 7:57![]() |
| Credit: @DaymioGez |
Come consueto, è indispensabile iscriversi, scrivendo al Maestro di Cerimonie martinobri all'indirizzo martibell (chiocciola) tin.it. Sarà lui a fornirvi tutti i dettagli, compresa la stretta di mano convenzionale, i segni di riconoscimento e soprattutto il luogo segretissimo dove si terrà la Cena.
Questo post è solo un preavviso per consentire agli oberati e indaffarati di tenere libera per tempo la data. Maggiori dettagli verranno resi pubblici man mano.
Grazie, come sempre, a martinobri per la cura di tutta l'organizzazione: ci vediamo alla Cena!
Podcast del Disinformatico del 2016/04/01
abril 1, 2016 11:56È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!
Come trovare telecamere e altri oggetti vulnerabili su Internet (prima che le trovino i cattivi)
abril 1, 2016 7:00Sono arrivate molte richieste di informazioni sulle tecniche da usare per scoprire i dispositivi collegati a Internet in modo insicuro, come la telecamera di sorveglianza male impostata in un supermercato di Praga che ho visitato la settimana scorsa. Come è possibile trovare quello che sembra un ago in un pagliaio, ossia l’indirizzo IP di un oggetto vulnerabile?
È molto semplice: ci sono forum di discussione, come Controllable Webcams su Reddit, che forniscono parecchie dritte, come per esempio le parole da cercare in Google per far emergere le pagine Web pubbliche di queste telecamere maldestramente configurate, ma la risorsa più potente è Shodan, dove basta cercare parole chiave come RFB o Remote Desktop per vedersi schiudere un mondo di indirizzi IP ai quali basta puntare, per esempio, un browser oppure VNC o VLC.
Siate prudenti, e se avete telecamere o dispositivi remoti connessi a Internet, cercate di metterli in sicurezza prima che qualcuno lo faccia per voi.






