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Disinformatico

septiembre 4, 2012 21:00 , por profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Recensione: “Star Wars – Il Risveglio del Copiaincolla”

diciembre 17, 2015 23:44, por Il Disinformatico

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Questa recensione non contiene spoiler. Per una ragione molto semplice: se conoscete Star Wars, non c’è praticamente niente da spoilerare, perché avete già visto tutta la trama. Star Wars: Il Risveglio della Forza è un copiaincolla di scene già viste nella trilogia classica. Talmente copiaincolla che al cinema io e chi era con me ne abbiamo ripetutamente anticipato sotto voce parecchie battute pur non avendo mai visto il film: perché erano le stesse, identiche della trilogia classica.

Intendiamoci: le citazioni sono sempre piacevoli, gli omaggi pure. Ma quando il film è composto esclusivamente da ripetizioni di cose già viste nei film precedenti, cambiate giusto quel tantino che serve per non farsi trascinare in tribunale per plagio, non è più citazione. Non è più omaggio. È copiare. È rifilare minestra riscaldata spacciandola per fresca.

Non so voi, ma io mi sento preso per i fondelli. Di nuovo, perché J.J. Abrams ha fatto lo stesso copiaincolla anche con Star Trek. Speravo che Star Wars fosse più nelle sue corde e ho osato essere ottimista, ma mi sono dovuto ricredere.

Piacerà? A chi non conosce gli originali probabilmente sì, perché non sa che Il Risveglio della Forza è una scopiazzatura spudorata. C'è molta azione, ci sono scene spettacolari, ci sono personaggi interessanti e c'è una storia epica. Ai fan un po’ attempati, quelli che sono cresciuti nell’universo meraviglioso creato da George Lucas, probabilmente no.

Poteva andare peggio? Certamente. Se il confronto è con Episodio I: La Minaccia Fantasma, questo film è riuscitissimo. Abrams ha senz’altro fatto meno peggio di Lucas. Ma con tutti i soldi che danno agli sceneggiatori, perché dobbiamo sempre accontentarci di un misero meno peggio?

Cari fratelli e sorelle starwarsiani, ora saprete come ci siamo sentiti noi fan di Star Trek dopo che ci ha messo le mani Jar Jar Abrams. Preparo i fazzolettini anche per voi.


Quello che si salva


La musica di John Williams. Il tema di Rey è meraviglioso, un classico tema grandioso, romantico e avventuroso di quelli che solo John Williams sa comporre; il resto della colonna sonora è un gran bel supporto alle immagini, anche non è ai livelli probabilmente irripetibili di Una nuova speranza e de L'Impero colpisce ancora, e la fanfara iniziale mette ancora i brividi dopo quasi quarant’anni. Se J.J. Abrams pubblica una versione del Risveglio della Forza senza dialoghi e soltanto con la colonna sonora musicale e gli effetti sonori abbassati di volume, la compro.

Gli effetti speciali. Ottimi e ineccepibili, ma è anche vero che oggi è la norma, se hai un buon budget.

Lo stile visivo. Questo film è fantasticamente fedele allo stile, al design e alla fotografia della trilogia originale. Moltissimi set e modelli fisici (anche se estesi e arricchiti digitalmente), molte creature fatte in animatronica invece che in grafica computerizzata, la stessa aria vissuta e logora degli ambienti e dei veicoli che è da sempre una delle caratteristiche geniali e inventive di Star Wars e che mancava in modo dissonante nei prequel, troppo patinati e digitalizzati. Fra l’altro, i lens flare che Abrams ha fastidiosissimamente strausato nei suoi film precedenti si contano sulle dita di una mano.

Gli attori. Harrison Ford, nonostante gli anni siano passati, è perfetto nei rivestire i panni di un Han Solo più vecchio e più amaro, e Carrie Fisher è altrettanto all’altezza della situazione. Tutti gli altri attori nuovi se la cavano benissimo, specialmente Daisy Ridley, la protagonista (Rey), che è brava e intensa, e John Boyega (Finn). Il droide BB-8 è simpatico e adorabile. Anche Peter Mayhew rende bene Ciubecca (o Chewbacca, a seconda del doppiaggio), forse addirittura meglio che nella trilogia classica, tanto da strappare parecchi sorrisi di divertimento e di affetto per un vecchio amico ritrovato.

L’umorismo. Non ci sono battute folgoranti, ma momenti divertenti ce ne sono, e siamo anni luce (o dovrei dire “dodici parsec”) lontani dai livelli di George “gli-faccio-pestare-una-cacca-che-fa-sempre-ridere” Lucas nei prequel.

La scelta di umanizzare una Truppa d’Assalto. Questa, devo riconoscere, è una decisione originale che mostra un aspetto inesplorato dell’universo di Star Wars.

La scelta di avere una donna come protagonista. Considerato che le donne nella trilogia originale (a parte Leia) erano praticamente irrilevanti, anche questo è un buon passo avanti.

Una scena. Ho promesso che non avrei fatto spoiler, per cui non vi dico quale, ma una scena che mi ha emozionato tanto c'è stata.  


Quello che va nello sciacquone


Un errore clamoroso di traduzione. Più di una volta, nel Risveglio della Forza i personaggi parlano del “Lato Oscuro” (della Forza) e poi della “luce”. Ma in originale è “The Dark Side and the Light”, dove Light sottintende side. Non è luce: è l’aggettivo chiaro. Possibile che non ci fosse un traduttore capace di fare un attimo di ricerca prima di prendere una cantonata così spettacolare? Non è che il concetto della Forza, con un lato oscuro e uno chiaro, fosse difficile da trovare: è così noto da essere entrato nel lessico comune. Bastava un clic su Wikipedia, che ha persino una voce apposita. Ah, e Stormtrooper non si traduce assaltatore.

I cattivi. Uno è un moccioso viziato; un altro è di una banalità tediosa e sconcertante. Nessuno dei due è temibile. Darth Vader, l'Imperatore e Tarkin erano tutt’altra cosa.

La trama. Tutta. Ho promesso che non farò spoiler, per cui starò sul vago, ma questo è un breve elenco delle tantissime, troppe premesse o scene copiate e riconfezionate. Se non volete nemmeno questi vaghi accenni, smettete di leggere qui.

– Non si chiama più l'Impero, ma il Primo Ordine. Stessa minestra di prima.
– Non si chiama più Tatooine, ma Jakku. Stesso pianeta sabbioso popolato da straccioni.
– Non si chiamano Jawa, ma la solfa è la stessa.
– I cattivi hanno costruito una superarma ammazzapianeti che bisogna distruggere.
– La suddetta superarma si distrugge usando esattamente la stessa tecnica dei film precedenti.
– I piani segreti della superarma sono nascosti e trafugati ai buoni usando esattamente lo stesso espediente dei film precedenti.
– C’è un alieno molto vecchio e saggio, di piccola statura, che dispensa consigli e custodisce segreti importanti. Solo che stavolta non è verde: in un prodigioso guizzo di originalità è arancione.
– C’è il cattivo che indossa una lunga tunica nera e una maschera.
– C’è la scena onirica nella quale un personaggio si confronta con i fantasmi del proprio passato (come nell’albero magico su Dagobah ne L'Impero colpisce ancora).
– C’è la scena nel bar popolato di alieni bizzarri dove c’è il complesso di altri alieni che suonano musica terrestre molto male: praticamente Cantina di Mos Eisley - Nuova gestione.
– C'è la scena dove si dice che qualcuno, passato al Lato Oscuro, ha ancora del buono dentro di sé e lo hanno percepito.
– C’è la scena dove il supercattivo parla via ologramma con il cattivo in seconda e dice che uno dei buoni andrebbe portato al Lato Oscuro.
– E ce ne sono molte altre, assolutamente centrali per il film, ma come dicevo non farò spoiler. Ve ne accorgerete da soli.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



UFO? No, spettacolari e rare immagini del decollo della Soyuz diretta verso la Stazione Spaziale

diciembre 17, 2015 14:33, por Il Disinformatico

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Il 15 dicembre scorso è partita da Baikonur, in Kazakistan, la Soyuz TMA-19M, che ha portato alla Stazione Spaziale Internazionale lo statunitense Tim Kopra, il russo Yuri Malenchenko e l’europeo Timothy Peake. Fra l’altro, molti stanno celebrando Peake come primo astronauta britannico, ma in realtà la prima persona di cittadinanza britannica ad andare nello spazio fu Helen Sharman, nel 1991, e Peake è semplicemente il primo astronauta britannico dell'Agenzia Spaziale Europea.

Ma sto divagando: quello che conta è che l’orario del decollo, nel tardo pomeriggio locale (le 17 in Kazakistan), ha fatto sì che la scia di propellente, normalmente invisibile nei lanci diurni o notturni, venisse illuminata dal sole ad alta quota, stagliandosi contro il cielo scuro della sera nelle zone sorvolate. Questo ha permesso una serie di fotografie spettacolari della scia, come quella che vedete qui: altre sono sul Siberian Times.

Non è tutto: l’arrampicata della Soyuz è stata fotografata anche dagli astronauti a bordo della Stazione e si è vista anche durante la diretta del lancio.

Way cool! Here is the part of our rocket ride video as seen from @Space_Station. https://t.co/QgOaWkKI9b
— Colonel Tim Kopra (@astro_tim) 16 Dicembre 2015

Il video è accelerato di 12 volte rispetto alla realtà. Che io sappia, è la prima volta che viene documentata visivamente la scia atmosferica del propellente di un lancio con equipaggio.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Motivi per non usare la stessa password dappertutto, puntata numero 802.701: MacKeeper

diciembre 16, 2015 8:11, por Il Disinformatico

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Sarà capitato anche a voi quando vi chiedono consigli di sicurezza informatica e proponete di usare password differenti almeno per ciascuno dei siti o servizi più importanti: quello sguardo di compatimento che dice “tu sei troppo paranoico”.

Non è questione di paranoia: è che so come lavora mediamente la gente. C'è un solo termine tecnico per descrivere con precisione il modo in cui la maggior parte delle aziende gestisce la sicurezza, e quel termine tecnico è “col culo”. Scusate la schiettezza, ma quando ci vuole, ci vuole.

Volete un esempio pratico? MacKeeper. Quell'applicazione per OS X particolarmente rompiscatole la cui pubblicità imperversa ovunque e che promette di migliorare le prestazioni e la sicurezza dei Mac. È praticamente inutile se non dannosa, ma lasciamo perdere. Quello che conta, qui, è il modo in cui l’azienda titolare di MacKeeper, la Kromtech, gestiva i dati dei suoi tredici milioni di clienti.

Li metteva in un database in chiaro, accessibile via Internet.

Sì, avete letto bene. Ripeto: Kromtech teneva i dati dei clienti di MacKeeper in un database in chiaro, accessibile via Internet. Comprese le password. Tutti i dettagli deprimenti sono su The Inquirer.

Per cui se avete usato per MacKeeper una password che avete usato altrove, quella password va cambiata. Possono averla letta e copiata cani e porci. Più in generale, diversificate le vostre password, perché questo episodio, l’ennesimo di una lunga serie, conferma che le aziende custodiscono i vostri dati con la stessa cura che un sedicenne dedica ai preservativi dopo l’uso. Non dite che non vi ho avvisato.

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Antibufala: Kubrick ha videoconfessato di aver falsificato lo sbarco sulla Luna!

diciembre 15, 2015 5:05, por Il Disinformatico

“Kubrick”
Mi manca il tempo di scrivere un'antibufala dettagliata, ma volevo almeno segnalare i fatti principali riguardanti il video, messo in circolazione di recente, che sembra mostrare il regista Stanley Kubrick mentre confessa, durante un'intervista, di aver falsificato le riprese di tutte le missioni sulla Luna degli anni Sessanta per conto della NASA.

Il video dell'intervista è un falso dilettantesco:

– L'autore del video, un certo T. Patrick Murray, dice di aver registrato l'intervista a Kubrick a maggio del 1999. Peccato che Kubrick fosse morto due mesi prima.

– La persona intervistata nel video non somiglia affatto a Kubrick né in viso né in voce.

– Ci sono in giro su Youtube spezzoni della presunta intervista nella quale “Kubrick” viene chiamato “Tom” dall'intervistatore, che gli impartisce istruzioni su come raccontare la storia.

La videoconfessione è probabilmente una trovata di marketing virale per creare visibilità intorno ai progetti cinematografici di Murray. Tutti i dettagli sono su Snopes.com e su Gawker.

Il vero aspetto di Kubrick anziano.
Complimenti ai vari complottisti che ci hanno creduto e si sono fatti fregare: avete dimostrato di essere incapaci di fare un minimo sindacale di verifica e di essere spettacolarmente creduloni quando vi propongono una balla che si conforma alla vostra visione bacata del mondo.




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Podcast del Disinformatico del 2015/12/11

diciembre 11, 2015 14:10, por Il Disinformatico

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!

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