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Disinformatico

septiembre 4, 2012 21:00 , por profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Antibufala: se dici certe parole su Facebook ti abbassano il credito!

noviembre 6, 2015 11:17, por Il Disinformatico

Sta circolando con una certa inquietudine una notizia (per esempio sul popolarissimo sito Slashdot.org) secondo la quale le parole che scriviamo su Facebook vengono utilizzate dalle agenzie di valutazione della solvibilità economica personale per decidere se concedere prestiti e mutui. In particolare, sarebbe a rischio l’uso della parola inglese wasted, che in questo contesto significa ubriaco fradicio.

La fonte della notizia è una di quelle solitamente attendibili: è il Financial Times, che spiega che due delle principali società statunitensi, la FICO e la Trans Union, stanno esplorando nuovi modi di valutare in modo attendibile la solvibilità dei consumatori che normalmente vengono considerati eccessivamente a rischio.

Il CEO di FICO, Will Lansing, ha dichiarato al Financial Times che i tanti dati dei consumatori coprono una gamma molto varia di attendibilità. I più attendibili sono i pagamenti puntuali delle fatture delle carte di credito; in mezzo ci sono cose come le bollette dei servizi e i cambi d’indirizzo, che possono indicare difficiltà a pagare l’affitto; all'estremo opposto c’è tutto quello che l’utente pubblica sui social network, che può essere analizzato alla ricerca di indizi. Spiega Lansing: “Se guardi quante volte una persona usa la parola ‘ubriaco’ nel proprio profilo, ha un certo valore nel prevedere se sarà in grado di ripagare i propri debiti. Non è molto, ma è più di zero.”

Ma il Financial Times non dice che le parole chiave pubblicate nei social vengono realmente usate: Lansing sta facendo semplicemente un esempio ipotetico e il concetto di attingere ai post nei social network per valutare la solvibilità è sperimentale e riferito ai cittadini americani.

Nessun pericolo imminente, quindi, di vedersi rifiutato un prestito per aver parlato di ubriacature su Facebook; ma è vero che c'è molto interesse per l’analisi del contenuto di quello che scriviamo sui social network, per cui quella che ora è soltanto un’ipotesi potrebbe diventare realtà.

Comunque sia, già ora quello che postiamo nei social network viene usato dai potenziali datori di lavoro per valutare la nostra personalità: il profilo Facebook, i messaggi su Twitter, le pagine su LinkedIn vanno quindi considerati già ora parte integrante del curriculun vitae, ed è caso di fare subito pulizia.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Android troppo insicuro? Colpa dei mancati aggiornamenti

noviembre 6, 2015 8:44, por Il Disinformatico

È più sicuro Android o iOS? Capita spesso di sentire domande come questa, ma la risposta non è semplice. In parte dipende dalle abitudini degli utenti, ma nel caso di Android c’è una grossa responsabilità dei produttori di telefonini, che non mettono a disposizione gli aggiornamenti di sicurezza o lo fanno con ritardi enormi, rendendo vulnerabili anche gli utenti più diligenti. Apple, invece, aggiorna sistematicamente tutti gli iPhone e gli altri dispositivi iOS anche non recenti.

Secondo una ricerca pubblicata da Skycure.com, la maggior parte degli utenti di telefonini (il 52%) non mette una password sull’accesso al telefonino; ma c'è anche da dire che un dispositivo Android su tre ha una versione di Android obsoleta e non aggiornabile, mentre nel mondo iOS i dispositivi non aggiornati sono circa uno su quattro (il 26%).

Questa situazione porta gli utenti Android ad essere più facilmente infettabili: secondo i dati di Skycure, circa il 3% dei dispositivi Android è infetto con app ostili di pericolosità media o alta. Più di uno su quattro (27%) ha attiva l’opzione di installare app di provenienza diversa da Google Play e oltre il 15% ha abilitato il debugging USB, che facilita il trasferimento delle app di malware dal dispositivo al computer collegato.

Per chi vuole usare Android e vuole la sicurezza di avere sempre aggiornamenti di sicurezza prontamente disponibili le opzioni sono poche: la più rapida è quella di acquistare un Nexus, il telefonino Android venduto e aggiornato direttamente da Google.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Freedome rivela chi ci traccia in Rete

noviembre 6, 2015 8:26, por Il Disinformatico

Quando visitiamo un sito, se non prendiamo precauzioni veniamo tracciati non soltanto dal sito che visitiamo, ma anche dai circuiti pubblicitari usati dal sito. Lasciamo tracce dappertutto, e questo permette un bombardamento pubblicitario mirato che è oggi uno dei principali motori economici di Internet ma è anche problematico in termini di privacy: anche senza far visite a siti sensibili, capita spesso di fare una ricerca in Google e poi notare che tutti i siti visitati in seguito sono pieni di pubblicità relative all’argomento cercato (viaggi, vestiario, libri, per esempio). Se avete fatto un acquisto per un regalo di compleanno, dovrete fare attenzione a non guastare la sorpresa alla persona che compie gli anni se il suo occhio cade sullo schermo del vostro computer mentre navigate.

Per evitare questo genere di problema c'è, come già accennato, la navigazione privata, ma ci sono anche delle barriere anti-tracciamento più sofisticate. Una di queste è Freedome, di F-Secure, app a pagamento (con periodo di prova gratuito) per Windows, Mac OS, iOS e Android, che blocca i tentativi di tracciamento e anonimizza la navigazione, cifrandola in modo che anche il vostro fornitore di accesso a Internet non sappia che siti visitate.

Freedome ha introdotto di recente una funzione, chiamata Tracker Mapper, che è molto utile per mostrare concretamente quanto è fitta la ragnatela del tracciamento pubblicitario e come i vari siti che visitiamo condividono informazioni su di noi. Per esempio, ho visitato Motherboard (un sito del circuito di Vice.com) e poi Corriere.it e Repubblica.it, e grazie a Tracker Mapper ho scoperto che questi tre siti condividono informazioni su di me tramite Chartbeat.com e Imrworldwide.com. ADNKronos e Repubblica.it condividono Googletagservices.com, e così via. Se poi si va nei siti a luci rosse o in quelli che offrono lo scaricamento di musica e film, il tracciamento diventa intensissimo.



Con Tracker Mapper il tracciamento viene mostrato graficamente e in modo interattivo e soprattutto lo blocca. Per proteggere la privacy, anche le registrazioni di questi tentativi di tracciamento vengono cancellate dopo tre giorni.

Se vi accontentate della semplice visualizzazione del tracciamento (senza blocco), ci sono anche alternative gratuite a Freedome, come Collusion o Lightbeam per Firefox.

Attenzione: tenere aperta durante la navigazione quotidiana la finestra di Tracker Mapper o delle altre soluzioni che visualizzano il tracciamento è ipnotico e può creare dipendenza, perché ci si rende conto di quanto siamo usati anziché utenti.


Avviso per trasparenza: Nel 2014 sono stato ospite di F-Secure a Helsinki a spese dall'azienda per intervistarne i responsabili. La mia licenza di Freedome è pagata da me come normale utente.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Navigazione privata più privata con Firefox 42

noviembre 6, 2015 8:12, por Il Disinformatico

La versione 42 di Firefox (per Windows, Mac e Linux) piacerà ai fan della Guida Galattica per Autostoppisti per ragioni numerologiche ma piacerà a molti per via delle sue nuove funzioni di protezione dai ficcanaso e dalle pubblicità. Se già usate Firefox, basta lanciarlo e riavviarlo per aggiornarlo automaticamente. Fatto questo, potete attivare la Navigazione anonima (cliccando sulle tre righe orizzontali in alto a destra e scegliendo Nuova finestra privata oppure scegliendo dal menu File la voce Nuova finestra privata).

Come in passato, quando si naviga in modalità anonima il browser non ricorda i siti visitati o le parole cercate, non salva cookie e non scrive file temporanei, ma ora vengono bloccate anche le pubblicità e i pulsanti di condivisione dei social network, che fanno tracciamento degli utenti. Il risultato è una navigazione non solo meno tracciata, ma anche più leggera, perché non vengono scaricate le pubblicità traccianti, che spesso rallentano i siti e a volte li rendono inutilizzabili. Questa Protezione antitracciamento è disattivabile a richiesta per la sessione in corso o per un sito specifico cliccando sull’icona dello scudo a destra della barra dell'indirizzo.

L’aggiornamento risolve anche vari problemi di sicurezza delle versioni precedenti e aggiunge un pratico indicatore che segnala visivamente quale scheda sta riproducendo contenuti audio e permette di zittirla con un semplice clic: una grande comodità per chi naviga aprendo tante schede e poi non sa più da quale viene l’audio indesiderato.

Come sempre, va ricordato che la navigazione anonima non lascia tracce sul computer dell’utente, per cui è utile per esempio per fare visite o ricerche che non volete che poi compaiano durante una navigazione di lavoro o in famiglia o per non trovarsi bombardati di pubblicità di viaggi dopo aver acquistato un biglietto aereo, ma il vostro fornitore d’accesso a Internet sa che siti state visitando e in molti casi ne conserva il ricordo, per cui si tratta di un anonimato relativo. Se volete di più, servono altre soluzioni, ma questa è un’altra storia.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Antibufala Classic: La “rotonda magica” in Inghilterra

noviembre 3, 2015 19:17, por Il Disinformatico

Questo articolo risale al 28 marzo 2003: lo ripubblico integralmente qui così com’era all’epoca, accorciando soltanto i suoi link, aggiungendo questo videoquesto link a Google Earth e spostandolo da qui su Attivissimo.net per radunare man mano le indagini antibufala sparse in giro.

La rotonda magica


Indagine iniziale: 28 marzo 2003. Ultimo aggiornamento: 3 dicembre 2004.




Il testo dell’appello


Si tratta di un documento Word contenente un breve testo e delle inquietanti immagini di traffico automobilistico.


Immagina di guidare in Gran Bretagna

Intanto sei già incasinato perché devi guidare al contrario...

Poi, vai tranquillamente pensando al five o’clock tea e ti trovi alle prese con un segnale al quale le tue 200 lezioni di autoscuola non ti hanno preparato...



Cerchi di immaginarti cosa sarà ...

Qualche decina di metri dopo apparirà questo:


La rotonda magica !

Ce ne sono 3 o 4 come questa in Gran Bretagna. Questa è a Swindon, tra Londra e Cardiff, vicino a Southampton.


No comment...


Perché NON è una bufala



La "rotonda magica" esiste davvero: è sufficiente immettere in Google il nome della località (Swindon) e "magic roundabout" (la scritta sul cartello nella prima foto) per trovare pagine Web che la descrivono, come per esempio Netcyclo.co.uk, che presenta foto quasi identiche a quelle dell'appello.

È esatto anche che ci sono altre "rotonde magiche" come questa: una è a Hemel Hempstead, sempre nel Regno Unito, ed è documentata per esempio presso Hemelhempsteadtoday.co.uk. Un'altra, stando al sito dedicato alla rotonda di Swindon, è nella zona sud di Londra.

Prima che consideriate queste immagini come la prova definitiva della totale e inguaribile eccentricità degli inglesi, occorre fare qualche chiarimento. I rondò, o rotatorie che dir si voglia (c'è tutta una terminologia da scoprire in siti come Webstrade.it), sono molto più diffusi all'estero che in Italia.

In Inghilterra fanno addirittura furore i cosiddetti "mini-roundabout", o minirondò, che non sono altro che un normale incrocio in mezzo al quale è dipinto un cerchio bianco, intorno al quale si deve girare. Sono dappertutto, anche in città. Lo so bene, io li ho affrontati tutti i giorni per portare le mie figlie a scuola (ho abitato vari anni in Inghilterra). Per cui gli inglesi sono molto abituati ai rondò, al punto di rispettarli anche se sono costituiti soltanto da una segnaletica orizzontale dipinta sull'asfalto, e quindi questa giostra è per loro più naturale che per un italiano.

La “rotonda magica”, se la guardate con calma, non è altro che la composizione di cinque minirondò disposti ad anello; questo anello forma un sesto rondò più grande, che ha la particolarità di essere bidirezionale.

Il vantaggio di questa soluzione è che un automobilista che arriva da una delle strade collegate dal rondò e deve uscire a quella immediatamente a destra (ricordate, siamo in Inghilterra, i rondò si percorrono in senso orario) non è costretto a impegnare tutto l'anello esterno e quindi fermare il traffico sulle altre strade e fermarsi quattro volte, come dovrebbe fare invece in un rondò tradizionale composto da un anello esterno unidirezionale interrotto da vari rondò secondari: può imboccare il minirondò davanti a sé, uscire a destra e imboccare direttamente il minirondò che sta davanti alla strada sulla quale vuole uscire, come mostrato dalla linea rossa nella foto qui sotto, fermandosi soltanto due volte.



Tenete presente che le foto sono disorientanti, come dice l’appello, anche perché in Italia si guida a destra. Inoltre quando si affrontano queste "rotonde magiche" in auto, non si ha la visione del carosello di auto mostrato nella seconda foto, ripresa da una certa altezza: ci si concentra soltanto sulla propria segnaletica.

Una piantina (tratta da Hemelweb.demon.co.uk) chiarisce forse meglio la situazione.



Ma funzionano queste "rotonde magiche"? Pare di sì, anche se producono un certo caos iniziale, come descritto nei siti sopra citati:

"Its opening attracted the national press and television and the Gazette reported it caused some of the biggest traffic jams ever seen in Hemel Hempstead. It was the first such roundabout to be opened anywhere and it quickly settled down to ease the town’s traffic problems"


"La sua apertura attirò la stampa e la televisione nazionale, e il Gazette riferì che la rotonda creò alcuni dei più grandi ingorghi mai visti a Hemel Hempstead. Era la prima rotonda del suo genere in assoluto, e ben presto si assestò, riducendo i problemi di traffico della cittadina".

Del resto, di tecniche alternative per riunire cinque strade ad alto traffico senza causare code di chilometri non ce ne sono.

Inoltre gli abitanti del luogo si sono affezionati alla "rotonda magica", al punto che è diventata una piccola attrattiva turistica, e che quando gli esperti, negli anni Novanta (questi rondò sono dei primi anni Settanta), proposero di rimpiazzarla con un sistema basato su semafori, si mosse una petizione per salvare il rondò, organizzata dal giornale locale. La rotonda rimane fiera al suo posto.

Il nome "Magic Roundabout" significa "rotonda magica", ma allude anche al titolo di un popolarissimo programma inglese per bambini degli anni Sessanta e Settanta, che tradotto letteralmente significa "la giostra magica".


Indizi sulle origini


Alcune curiosità: nelle proprietà del documento Word si legge "University of Southampton" e uno spezzone in francese: "maginez: vous conduisez en Grande Bretagne et". Con un editor esadecimale, inoltre, il buon Word rivela come sempre altre informazioni nascoste, come nomi spagnoli (José Gabriel Pulido, Antonio Diaz, Marina Mediero, Laura Perez) e tedeschi (Dirk Bohrer), a testimonianza che questa storia ha fatto un bel po' di strada. E rivela anche che Word infila nei propri file informazioni di cui l'utente non è consapevole, con tutti i rischi di privacy che questo comporta. Ma questa è un'altra storia.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



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