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September 4, 2012 21:00 , par profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Elon Musk: due persone voleranno intorno alla Luna entro il 2018

February 27, 2017 21:28, par Il Disinformatico

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/02/28 1:25.

22:40. Stando alle prime fonti giornalistiche, poco fa (alle 22 ora italiana) Elon Musk ha annunciato che due privati cittadini hanno pagato per effettuare una missione intorno alla Luna nel 2018 (NPR). Saranno a bordo di un veicolo spaziale Dragon 2 lanciato da un vettore Falcon Heavy. La missione sarà circumlunare (senza allunaggio). I nomi dei due astronauti non sono stati resi noti; Musk non ha voluto identificarli e ha detto soltanto che si conoscono a vicenda. Non è stato dichiarato il prezzo. Non si sa se sono uomini o donne. La missione durerà circa una settimana.

Se tutto avverrà secondo i piani, il ritorno alla Luna avverrà a cinquant’anni tondi dal primo volo umano intorno alla Luna nel 1968: la missione Apollo 8.

Ai lunacomplottisti stanno sanguinando le orecchie :-)

Il comunicato stampa ufficiale in inglese è qui. Lo sto traducendo. Tornate qui per leggerlo.

23:30. La traduzione è pronta.


Traduzione italiana del comunicato di SpaceX


(usatela pure, ma citatemi come traduttore; se trovate errori, segnalatemeli)

La Terra vista dalla Luna.
Siamo emozionati nell’annunciare che SpaceX è stata contattata per portare due privati cittadini a volare intorno alla Luna verso la fine dell’anno prossimo. Hanno già versato un acconto significativo per effettuare una missione lunare. Come gli astronauti Apollo che li hanno preceduti, queste persone viaggeranno nello spazio portando con sé le speranze e i sogni di tutta l’umanità, spinte dallo spirito umano universale di esplorare. Prevediamo di effettuare esami sulle condizioni di salute e di forma fisica e iniziare l’addestramento più avanti quest’anno. Anche altri equipaggi [SpaceX usa l’espressione “flight team” invece del normale “crew”] hanno espresso forte interesse e ci aspettiamo che altri ancora ne seguiranno. Ulteriori informazioni sugli equipaggi verranno rese pubbliche quando gli equipaggi stessi ne approveranno la pubblicazione e quando saranno stati confermati i risultati degli esami riguardanti salute e forma fisica.

Cosa più importante, vorremmo ringraziare la NASA, senza la quale questo non sarebbe possibile. Il programma Commercial Crew della NASA, che ha fornito la maggior parte dei finanziamenti per lo sviluppo della Dragon 2, è un facilitatore essenziale di questa missione. Inoltre verrà utilizzato il razzo Falcon Heavy, sviluppato con fondi propri di SpaceX. Il Falcon Heavy effettuerà il primo volo di collaudo quest’estate e, una volta che avrà avuto successo, sarà il veicolo più potente a raggiungere l’orbita dopo il razzo lunare Saturn V. Con una spinta al decollo di 2.267.000 kg, il Falcon Heavy ha due terzi della spinta di un Saturn V e più del doppio della spinta del lanciatore più grande attualmente in uso.

Più in là quest’anno, nell’ambito del programma Commercial Crew della NASA, lanceremo il nostro veicolo spaziale Crew Dragon (Dragon Version 2) verso la Stazione Spaziale Internazionale. Questa prima missione dimostrativa avverrà in modalità automatica, senza persone a bordo. Una missione successiva, con equipaggio, è prevista per il secondo trimestre del 2018. SpaceX ha attualmente un contratto per effettuare in media quattro missioni Dragon 2 dirette alla Stazione ogni anno: tre per trasporto cargo e una per il trasporto di un equipaggio [qui SpaceX usa “crew”]. Effettuando anche missioni con equipaggi privati, cosa che la NASA ha incoraggiato, scendono i costi a lungo termine per il governo e si acquisisce esperienza sull’affidabilità dei voli, fornendo benefici sia alle missioni governative, sia a quelle private.

Quando le missioni operative della Crew Dragon saranno operative per conto della NASA, SpaceX lancerà la missione privata in un viaggio per circumnavigare la Luna e tornare sulla Terra. Il decollo avverrà dalla storica rampa 39A del Kennedy Space Center vicino a Cape Canaveral – la stessa rampa di lancio usata dal programma Apollo per le sue missioni lunari. Questo offre l’occasione a degli esseri umani di tornare nello spazio profondo per la prima volta in 45 anni; viaggeranno più velocemente e più lontano nel Sistema Solare di chiunque li abbia preceduti.

Progettato dall’inizio per trasportare persone, il veicolo spaziale Dragon ha già una lunga storia di volo. Queste missioni si fonderanno su questa storia, estendendola alle attività delle missioni spaziali nello spazio profondo: una tappa importante mentre lavoriamo per raggiungere il nostro obiettivo finale di portare esseri umani su Marte.


2017/02/28 00:05 Prime considerazioni a caldo


La descrizione molto sommaria della missione (una settimana di durata, una distanza maggiore di quella raggiunta dalle missioni precedenti) sembra indicare che si tratterà di un volo che non entrerà in orbita intorno alla Luna, come fece Apollo 8 nel 1968, ma si limiterà (si fa per dire) ad effettuare un’orbita terrestre ellittica estremamente allungata, di circa 400.000 km, che si estenderà oltre l’orbita della Luna. Lanciando nel momento giusto e raggiungendo la velocità di 40.000 km/h (contro i 28.000 necessari per l’orbita terrestre della Stazione Spaziale Internazionale), la Luna si troverà all’estremo opposto di quest’orbita ellittica, per cui la Dragon girerà intorno al nostro satellite, probabilmente a notevole distanza (qualche centinaio di km) per evitare che un errore di traiettoria la porti a centrare la Luna.

Questa traiettoria (free return trajectory) semplifica enormemente la missione e ne riduce drasticamente i rischi: non occorre un motore che freni per entrare in orbita lunare e si riaccenda per lasciare l’orbita e tornare verso la Terra. Una volta lanciata in direzione della Luna, la Dragon tornerà automaticamente a casa seguendo le leggi inesorabili di Newton [00:10: l’esperto Alan Boyle ha confermato questa mia congettura].

Gli astronauti vedranno con i propri occhi la faccia nascosta della Luna (e presumibilmente ci manderanno immagini eccezionali in UHD 4K).

Noi, da Terra, potremo osservare il volo della Dragon attraverso i telescopi degli osservatori astronomici e ascoltare le comunicazioni radio provenienti dalla capsula rivolgendoci a radioamatori e a osservatori radioastronomici.

L’obiettivo annunciato da Elon Musk è particolarmente ambizioso e ottimista: il Falcon Heavy non ha ancora volato (anche se è composto da tre Falcon 9, sui quali c'è parecchia esperienza) e lo stesso vale per la capsula Dragon per equipaggi. Per volare entro la fine del 2018, tutto deve andare secondo i piani: sarà dura, ma non si sa mai.

Inoltre SpaceX non ha esperienza di comunicazioni e navigazione nello spazio profondo, anche se per queste cose può contare sull’enorme esperienza della NASA.

La distinzione fra flight team e crew presente nel testo inglese è forse un indizio che a bordo i due privati cittadini non saranno soli, ma probabilmente saranno accompagnati da astronauti professionisti (la capsula ha fino a 6 posti), oppure il veicolo sarà autonomo. Questo ridurrebbe moltissimo la loro necessità di addestramento: sarebbero passeggeri.


Il Falcon Heavy avrà la particolarità spettacolare di far rientrare contemporaneamente tre primi stadi, facendoli atterrare verticalmente sulle zampe come già fanno con discreta affidabilità i Falcon 9 singoli. La configurazione di lancio sarà grosso modo quella mostrata nel disegno qui sopra.

Una cosa che manca sorprendentemente, nel piano sommario di SpaceX, è un volo di prova senza equipaggio che faccia rientrare la capsula nell’atmosfera a velocità pari a quella che raggiungerà tonando dalla Luna (circa 40.000 km/h), in modo da dimostrare che lo scudo termico è in grado di reggere il calore maggiore (dovuto alla maggiore velocità) e che i sistemi di manovra di bordo sono sufficientemente precisi.

Un altro dettaglio da chiarire è se il rientro si concluderà con un ammaraggio oppure con un atterraggio sulla terraferma: (la Dragon è concepita per entrambe le modalità. In teoria la Dragon è anche in grado di atterrare sulla terraferma senza paracadute, usando solo i motori di frenata, ma credo che farlo in un volo del genere sarebbe mettere troppa carne al fuoco (si spera non letteralmente).

Chi sono le due persone che hanno versato l’anticipo per il volo, e quanto avranno pagato? Se usiamo come riferimento le proposte di volo circumlunare di Space Adventures, che usavano una Soyuz modificata usa e getta al prezzo di circa 150 milioni di dollari a testa, potremmo stimare una cifra analoga e probabilmente leggermente inferiore. Musk ha detto che è “paragonabile” al costo di un volo verso la Stazione Spaziale o poco più (al momento, con le Soyuz, circa 52 milioni di dollari a testa). Quanta gente in buona forma fisica (non sovrappeso, non troppo avanti con gli anni) ha una somma del genere da spendere ed ha una passione per i viaggi eccezionali? Non molta, mi sa. E le restrizioni di sicurezza, oltre che le convenienze politiche, mi fanno pensare che si tratterà probabilmente di cittadini statunitensi.

L’annuncio di oggi ha anche un’altra conseguenza importantissima: ruba completamente la scena al progetto SLS (il razzo vettore gigante della NASA, in lentissima lavorazione da anni), che proprio in questi giorni è oggetto di discussione per mettere a bordo un equipaggio al volo di debutto per girare intorno alla Luna, su richiesta del Congresso statunitense. L’SLS è paurosamente più complesso e costoso del Falcon Heavy (il rapporto è circa 10 a 1), e se Elon Musk può portare degli americani di nuovo intorno alla Luna per un decimo del costo di una missione SLS, a che serve questo razzo gigante della NASA (a parte far arrivare soldi governativi a pioggia agli stati nei quali viene costruito)?

Non solo: come nota The Register, anche se uno slittamento delle date di lancio è quasi inevitabile, visti i precedenti (SpaceX è famosa per le sue scadenze mancate, e i lanci spaziali sono dannatamente difficili per tutti), il semplice fatto di dare l’annuncio mette in difficoltà i concorrenti commerciali di SpaceX, ossia Virgin Galactic e Blue Origin: rispetto a un volo intorno alla Luna, fare un saltino suborbitale fa quasi sorridere. Il turismo spaziale è roba da élite, e chi ha milioni da spendere vuole soltanto il massimo, per cui c’è il rischio che Musk, se ha successo, soffi i clienti agli altri. Del resto, entrare nei libri di storia come primo turista lunare privato e prima persona a visitare la Luna in quasi cinquant’anni è uno status symbol molto speciale.


2017/02/28 1:25. La prima reazione della NASA all’annuncio di SpaceX è stata un po’ freddina.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



No, la sonda Voyager non è stata “hackerata dagli alieni”

February 27, 2017 6:39, par Il Disinformatico

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Sono di fretta e questa “notizia” non merita più di cinque minuti del vostro tempo, per cui la faccio molto breve: sta circolando da alcuni giorni su vari siti, non solo di ufologi ma anche di giornalismo convenzionale, come per esempio Blasting News (a firma di Massimo Fenris, che viene presentato come “esperto di cronaca” [copia su Archive.is]), l’asserzione che la sonda Voyager 2 sarebbe stata “hackerata dagli alieni” e avrebbe “trasmesso in una lingua sconosciuta”.

Prima di tutto la notizia è vecchia: risale almeno a ottobre scorso, quando ne parlavano siti di delirio fufologico come Disclose.tv [copia su Archive.is].

Inoltre il “portale Physics Astronomy” citato come fonte della notizia è un sito di fufologi che ospita qualunque idiozia pseudoscientifica. Questo portale linka delle dichiarazioni attribuite a “Kevin Baines della NASA”, ma il link porta a una pagina che non contiene le dichiarazioni in questione. Lo “scienziato tedesco Hartwig Hausdorf” citato come ulteriore fonte da Physics Astronomy è in realtà un autore di libri pseudoscientifici che spaziano dall’ufologia alla telepatia. Insomma, dichiarazioni inventate di sana pianta e fonti completamente inattendibili.

Ma da dove scaturisce un’idea così bizzarra come quella degli alieni che “hackerano” una sonda spaziale? Dall’incompetenza e dal bisogno morboso di giustificare ogni cosa con gli alieni invece di sforzarsi di imparare a conoscere le cose tecniche di cui gli “esperti di cronaca” scrivono.

Specificamente, come dice Physics Astronomy, scaturisce da un annuncio della NASA risalente addirittura al 2010: l’ente spaziale comunicò pubblicamente che c’era stato un problema tecnico con la memoria della sonda Voyager 2, che aveva invertito un solo bit. Questo errore comportava che la sonda inviasse verso Terra i propri dati scientifici in un formato errato (altro che “lingua sconosciuta”). I tecnici della NASA hanno inviato alla sonda una correzione e tutto è tornato alla normalità. Tutto qui. La fantasia dei fufologi ha fatto il resto e poi i giornalisti che copiaincollano senza verificare o farsi domande hanno pompato la panzana.

Per fare un paragone, è come se durante una telefonata cellulare sentissimo un gracchiettìo improvviso e decidessimo che non può essere stata un’interferenza momentanea o un calo di segnale, ma dev’essere stato senz’altro un extraterrestre di Zeta Reticuli che voleva comunicare personalmente con noi, e poi lo scrivessimo sul giornale.

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Micro-debunking in 12 tweet: Trump e la gaffe sulla Svezia messa “da giorni a ferro e fuoco"

February 26, 2017 19:37, par Il Disinformatico

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La richiesta


Siamo al limite della follia.
Cortesemente, potete sbugiardare questa bufala?
Grazie@butacit @disinformatico
https://t.co/CjhF3QSRck
— Vincenzo Sorrentino (@Vincenz87871065) February 25, 2017



Il debunking in 12 tweet (errori e refusi compresi) e 15 minuti


@Vincenz87871065 @butacit 1. Gli scontri sono avvenuti DOPO le parole di Trump. Non credo sia chiaroveggente.
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 25, 2017


Il discorso nel quale Trump parla di “quello che sta succedendo in Svezia ieri sera [sic]” è del 18 febbraio, mentre gli scontri sono avvenuti il 21 febbraio:




@Vincenz87871065 @butacit 2. Trump stesso ha chiarito che il suo commento sulla Svezia si riferiva a un programma di Fox News.
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 25, 2017


Il tweet di chiarimento di Trump è questo. Il programma di Fox News è quello citato qui dal Washington Post.

@Vincenz87871065 @butacit 3. Il programma NON parlava degli scontri a Rinkeby (anche perché non erano ancora avvenuti)
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 25, 2017


@Vincenz87871065 @butacit 4. Il video mostrato da Il Populista è questo: https://t.co/5Kyrt55mJJ
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 25, 2017


Ho trovato il video semplicemente digitando in Google, fra virgolette, il titolo del video mostrato da Il Populista. Questo mi ha permesso di datare il video e di trovare altri articoli di supporto. Tutto in svedese, ma Google Translate (per quanto impreciso) mi ha permesso di capire il senso di quello che dicevano gli articoli.


@Vincenz87871065 @butacit 5. Correzione: il link giusto al video è questo https://t.co/Q9kreKwrG7
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 25, 2017


— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 25, 2017


@Vincenz87871065 @butacit 7. Articoli parlano di scontri UNA notte in UN luogo, non "Da diversi giorni", non "numerosi sobborghi"
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 25, 2017


@Vincenz87871065 @butacit 8. Scontri iniziati per un tentato arresto di rapper legato a mondo droga e spaccio.
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 25, 2017


@Vincenz87871065 @butacit 9. Proprietari di negozi locali (anche loro immigrati) han lavorato x sedare scontri. Il Populista non lo dice
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 25, 2017


@Vincenz87871065 @butacit 10. Un'immigrazione molto massiccia come quella in Svezia è comunque riconosciuto come problema notevole.
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 25, 2017


@Vincenz87871065 @butacit 11. Ma i dati di Snopes indicano che NON c'è stato aumento significativo dei reati https://t.co/KBa7vgX5RP
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 25, 2017


@Vincenz87871065 @butacit 12. In sintesi: storia pompata per motivi politici da Il Populista falsificandone i fatti. / fine
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 25, 2017
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Il genio degli effetti speciali di Roger Rabbit e di The Man in the High Castle

February 26, 2017 12:42, par Il Disinformatico

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Da una parte la tecnica manuale portata alla sua massima espressione, dall’altra l’arte digitale di creare ambienti impossibili: vi propogo due video che mostrano quanto incredibile lavoro umano c’è dietro ogni effetto speciale cinematografico che passa sullo schermo per pochi istanti per creare l’illusione e calarci nella storia.

Cominciamo con Roger Rabbit, che ha abbinato animazione tradizionale con riprese cinematografiche dal vivo in modo tuttora insuperato (e lo ha fatto manualmente): notate quanti trucchi sono stati usati dagli animatori per correggere gli errori degli attori (quando Bob Hoskins guarda troppo in alto, Roger Rabbit si mette in punta di piedi in modo che Hoskins lo guardi negli occhi) e quanti dispositivi meccanici sono stati realizzati per integrare gli effetti fisici con l’animazione, costruendo macchine per una singola scena di pochi secondi. E notate il capolavoro di dettaglio, quando la lampada oscilla e le ombre su Roger Rabbit cambiano continuamente per seguire le oscillazioni e addirittura, per una frazione di secondo, l’orecchio di Roger passa davanti alla lampada e diventa semitrasparente. L’avevate mai notato? Il confronto con altri film a tecnica mista è impietoso.



Passiamo al presente con un allerta SPOILER: se non avete ancora visto l’ottima, inquietante miniserie The Man in the High Castle, ambientata negli anni Sessanta di un universo alternativo nel quale la Germania nazista e il Giappone hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale a colpi di bombe atomiche e il nazismo in America è diventata una normalità che definisce la vita quotidiana, il video che segue contiene molte anticipazioni della seconda stagione.

Ora che vi ho avvisato, ecco il video: notate quanto dettaglio viene creato (dagli artisti, non dal computer) per rendere credibili le scenografie generate digitalmente e ispirate ai veri progetti nazisti per la Berlino del Reich vincitore. Gli aerei di linea supersonici nazisti sono magnifici nel loro stile leggermente retrò, e se siete appassionati d’aviazione noterete che l’aeroporto include anche un De Havilland Comet. Un dettaglio che non era necessario, ma che è un sintomo della passione e della cura che gli artisti immettono in queste creazioni. Trovate dettagli sulla ricerca storica di TMITHC in questo articolo di Gizmodo.

Non dite mai “l’ha fatto il computer”: dietro ogni effetto digitale c’è sempre un essere umano, e spesso più di uno.


Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Podcast del Disinformatico del 2017/02/24 (con video dietro le quinte)

February 26, 2017 6:21, par Il Disinformatico

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Stavolta abbiamo fatto, a titolo sperimentale, dei brevi spezzoni anche in diretta streaming su Facebook. Se volete vedere cosa succede durante una diretta del Disinformatico, date un’occhiata qui sotto. Buon ascolto (e buona visione)!

Inizio della diretta, con sommario:




Dwitter.net, magie con JavaScript:






My Friend Cayla, la bambola “smart” che fa la spia:




Esportare dati da un computer isolato usando i lampeggiamenti codificati del LED del disco rigido:




Le Storie o Stati arrivano anche su WhatsApp:

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



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