Aller au contenu

Blogoosfero verdebiancorosso

Plein écran Suggérer un article

Disinformatico

September 4, 2012 21:00 , par profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Panorama di Marte mozzafiato in realtà virtuale

February 4, 2016 4:24, par Il Disinformatico

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).

Ci vorranno probabilmente decenni prima che qualcuno possa camminare su Marte e guardarsi intorno, ma i nostri emissari robotici sono già lì e le loro immagini possono essere composte per creare panorami che approssimano molto bene la sensazione di essere sul pianeta rosso.

Se avete un oculare per la realtà virtuale anche modesto, come per esempio Google Cardboard, potete guardarvi intorno spostando la testa con questo video, basato su immagini recentissime (sono state scattate dal rover Curiosity su Marte un mese e mezzo fa):


Se non avete un oculare, potete comunque guardarlo su uno smartphone o tablet e guardarvi intorno spostando il dispositivo. E se non avete neanche questi dispositivi ma un buon monitor, provate la versione ad altissima risoluzione, zoomabile a livelli impressionanti, che trovate qui su Trustedphoto.com. Buona visione.


Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



50 anni fa i russi fecero le prime foto sulla Luna. E gli inglesi gliele rubarono

February 3, 2016 18:10, par Il Disinformatico

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).

Adoro la tecnologia spaziale russa: è dannatamente pratica. Al diavolo l’estetica, la complessità e la sofisticazione: con un approccio più da fabbrica di boiler che da gioiellieri, i russi hanno collezionato e tuttora collezionano risultati eccezionali.

Adesso si parla molto delle nuove immagini dalla Luna scattate dai cinesi usando un veicolo robotico sofisticato, ma oggi ricorre il cinquantenario di una delle più eleganti dimostrazioni di questo modo russo rustico di esplorare lo spazio: il 3 febbraio 1966, infatti, atterrò sulla Luna la sonda sovietica Luna 9, che nei giorni successivi trasmise le prime immagini ravvicinate del suolo lunare nell’Oceano delle Tempeste. Gli inglesi le intercettarono e le pubblicarono prima dei russi, con un beffardo scoop, ma questa è un’altra storia, che racconto nel numero de Le Scienze di questo mese. Quello che vorrei raccontarvi qui è come i russi riuscirono, prima di chiunque altro, a posare un veicolo sulla superficie della Luna cinquant'anni fa: è una lezione di ingegnerizzazione della semplicità che andrebbe ripassata spesso da chi risolve tutto con un “lo sistemiamo dopo col software aggiornato”.

La sonda (immagine qui accanto) pesava circa 1600 chili e aveva un razzo di discesa che veniva attivato negli ultimi istanti della caduta verso la Luna (un po' come fa SpaceX oggi per far atterrare i suoi razzi Falcon). Ma la tecnologia dei motori a razzo degli anni Sessanta non consentiva di regolare con affidabilità e precisione la spinta in modo da consentire un atterraggio delicato. Soluzione tipicamente russa: lasciare che la sonda si sfracelli, ma mettere a bordo un modulo eiettabile incapsulato in un air-bag (la parte scura in alto a destra nella foto qui accanto). Sotto la sonda c'era un’asta: quanto quest’asta toccava il terreno, si attivava l'espulsione verso l'alto del modulo, che ricadeva e semplicemente rimbalzava sulla superficie lunare fino a fermarsi da qualche parte.

Risolto alla buona il problema di sopravvivere all’impatto, restava quello di disporre il modulo di atterraggio in assetto verticale, con la telecamera e le antenne in alto. Altra soluzione tipicamente russa: il modulo era a forma di ghianda, con il baricentro spostato verso il basso, per cui il modulo non doveva fare altro che rotolare fino a disporsi spontaneamente nell’assetto desiderato. A questo punto si aprivano quattro petali che stabilizzavano il modulo e fungevano oltretutto da riflettori per le quattro antenne a stilo che dovevano trasmettere le immagini della Luna verso la Terra.

Per riprendere la panoramica fu usata una tecnica da sommergibili: la telecamera era pesante e massiccia, per cui fu tenuta ferma ma puntata su uno specchio che sporgeva dalla sommità del modulo di atterraggo e ruotava, fungendo quindi da periscopio.

Ma la chicca più bella è la soluzione usata per indicare nelle fotografie qual è la verticale locale. Sensori? Grafici sovrimpressi? Telemetria ricevuta a Terra? No. Semplicemente quattro fili a piombo appesi alle antenne e visibili alla telecamera. Geniale.


Fonti: NASA, NASA, Zarya.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Disponibile la versione aggiornata dell’Almanacco dello Spazio

February 1, 2016 19:05, par Il Disinformatico

Un mesetto fa ho pubblicato online la prima bozza dell'Almanacco dello Spazio: un e-book gratuito in italiano che, giorno per giorno, vi racconta gli eventi spaziali e astronomici avvenuti in quel giorno, con le chicche, le immagini rare e le curiosità di ciascun evento. Una nuova bozza è ora scaricabile liberamente cliccando qui.

L’Almanacco non è protetto contro la copia; anzi, è liberamente distribuibile e copiabile secondo la licenza Creative Commons inclusa nel testo. Chiedo solo che venga rispettato il mio diritto legale di essere riconosciuto come autore. Se volete incoraggiarmi ad ampliare l’Almanacco e a scrivere altri libri di questo genere, potete offrirmi una birra e una pizza con una donazione seguendo le istruzioni che trovate nel sito del libro. Buona lettura!

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Podcast del Disinformatico del 2016/01/29

January 31, 2016 7:44, par Il Disinformatico

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di venerdì del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Ci vediamo stasera a Lecco?

January 29, 2016 12:20, par Il Disinformatico

Questa sera alle 21 sarò al Planetario di Lecco, in corso Matteotti 22, per una conferenza pubblica intitolata “Leggende e bufale scientifiche: quando la bugia prende il posto della realtà”. La serata è organizzata dall’associazione Deep Space.

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Les tags de cet article : disinformatico attivissimo