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Disinformatico

September 4, 2012 21:00 , by profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Twitter segnala il Disinformatico come blog “pericoloso”

November 27, 2017 7:42, by Il Disinformatico

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora.

Da ieri il mio articolo sul manuale della Tesla Model 3 viene bloccato e segnalato da Twitter con l’avviso (copia su Archive.is) che “Il link al quale stai cercando di accedere è stato identificato da Twitter o dai nostri partner come potenzialmente pericoloso o associato a una violazione dei Termini di servizio di Twitter”. Cliccando su Continua si viene comunque portati all’articolo.

Twitter non mi ha mandato neanche una riga di spiegazioni, che magari sarebbero state utili per capire la causa del blocco. Una fonte tecnica esterna, solitamente attendibile, mi ha detto che il link a una copia non ufficiale del manuale di Tesla che c’è nel mio articolo è oggetto di una segnalazione secondo la DMCA, la normativa statunitense per la gestione delle violazioni di copyright. Sembra quindi che non ci sia nessun pericolo a visitare il mio articolo, ma che ci sia di mezzo una presunta violazione del diritto d’autore.

Ho sostituito il link con un altro che porta a un articolo che parla del manuale in questione: vediamo che succede.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Ci vediamo a Modena stasera alle 18 per parlare di conservazione dei dati digitali?

November 26, 2017 11:16, by Il Disinformatico

Come preannunciato, questa sera alle 18 sarò ospite della Biblioteca Civica Antonio Delfini (Corso Canalgrande, 103) per parlare del problema della conservazione dei dati digitali: foto, audio, video, documenti, programmi che serviranno ai posteri per tentare di comprendere la nostra epoca. Racconterò esempi clamorosi e proporrò consigli pratici per evitare che la nostra cultura diventi un’illeggibile catasta di bit.

L’iniziativa è inserita nel progetto Capsule del tempo. Da Mutina al futuro, realizzato in collaborazione con i Musei Civici nell’ambito della mostra Mutina Splendidissima. L’ingresso è libero.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Tesla Model 3, è online copia “trafugata” del manuale utente; avvistata una Model 3 in Germania

November 26, 2017 5:56, by Il Disinformatico

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/11/26 8:30.

Non credo che sia un segreto che le auto di Tesla, con il loro mix di promesse ecologiche, prestazioni fantascientifiche e informatica spinta, sono una calamita irresistibile per tanti appassionati di tecnologia. Sono, sostanzialmente, computer su ruote, con easter egg e aggiornamenti software, esattamente come i computer e gli smartphone.

Aggiungeteci il fatto che i loro prezzi attuali le rendono oggetto di sola contemplazione per molti, e avete la ricetta perfetta per un hype mediatico e un paradiso per geek e fanboy paragonabile solo a quello di Apple con ogni suo nuovo iPhone. Lo so, ne sono consapevole e faccio di tutto per cercare di restare obiettivo, ma non sono affatto immune a questo fascino (come avrete sicuramente notato se leggete spesso questo blog).

Un esempio di questo hype, sapientemente gestito dal boss di Tesla Elon Musk, è l’interesse che si è scatenato intorno alla “fuga” del manuale della Tesla Model 3, la versione “economica” (diciamo “meno inavvicinabile”) delle auto elettriche dell’azienda. Quante volte è capitato che facesse notizia la pubblicazione di un manuale di un’automobile?

Certo, è un manuale di un’auto molto particolare, che potrebbe essere la causa del collasso di Tesla oppure trasformare il mercato del trasporto offrendo finalmente un’auto elettrica di massa, ed è quindi interessante da studiare, ma è pur sempre un manuale. Complimenti a Tesla, quindi, per aver creato un fenomeno mediatico persino intorno alla documentazione d’uso del suo prodotto.

---

Fatta questa premessa, ecco i fatti. Le consegne delle Model 3 ad acquirenti comuni negli Stati Uniti sono iniziate da poco (la tiratura iniziale è stata riservata ai dipendenti di Tesla e SpaceX, vincolati a un accordo di riservatezza) e a differenza delle altre auto di Tesla, i cui manuali sono disponibili online ufficialmente, quello della Model 3 è rimasto irreperibile, suscitando molta curiosità.

Un utente di Reddit di nome pn02ner ha risolto il problema in maniera tutto sommato banale: ha chiamato l’assistenza clienti di Tesla e ha chiesto il manuale della Model 3. Gli è arrivato in PDF immediatamente, e quindi non è stato rubato o trafugato in senso stretto. Ora è a disposizione di tutti su Electrek in inglese.

Non ho ancora avuto il tempo di studiarmelo a fondo: se l’argomento vi interessa, fatelo voi e segnalate le vostre osservazioni nei commenti. Intanto scrivo qui alcuni appunti veloci, ispirati anche da Electrek e altre fonti. Buona lettura.

  • Questa versione del manuale risale a settembre 2017 e quindi potrebbe non rispecchiare gli ultimi aggiornamenti software introdotti nell’auto e potrebbe essere differente da quello che verrà prima o poi rilasciato ufficialmente da Tesla (in effetti le schermate a pagina 39-40 sono molto diverse da quelle viste negli esemplari circolanti dell’auto).
  • La batteria è da 75 kWh, 350 V (pagina 137).
  • La telecamera interna, rivolta verso l’abitacolo (pagina 54), è “attualmente inattiva ma potrebbe essere usata in eventuali funzioni future che potrebbero essere aggiunte alla Model 3 con rilasci di sofware”.
  • C’è un’opzione di ripristino a condizioni di fabbrica che azzera i dati personali accumulati a bordo, esattamente come nei telefonini, e bisogna definire un nome utente e una password, esattamente come nei computer (pagina 83).
  • Esiste un’opzione per disabilitare (almeno in parte) la raccolta di dati di guida inviati a Tesla (pagina 151).
  • La procedura di aggiornamento software è a pagina 102.
  • Il liquido dei freni va sostituito ogni 2 anni o 40.000 km. Il refrigerante della batteria va cambiato ogni 4 anni o 80.000 km (pagina 112).
  • Non c’è la ruota di scorta: al suo posto c’è, in alcuni paesi, un kit di riparazione. Inoltre Tesla fornisce gratis 80 km di traino (pagina 118).
  • Non ho trovato indicazioni sulla velocità di carica, che sembrerebbe essere limitata a 90 kW invece dei 120 kW delle Model S e X (ma una mia fonte non conferma il limite, anzi parla di 150 kW).
  • Le dimensioni interne ed esterne sono a pagina 134. La Model 3, a specchietti chiusi, è solo 3 cm più stretta della Model S (193 cm contro 196). Questo, per chi ha parcheggi stretti, è un problema non banale.


Avvistata una Model 3 in Europa


Manca circa un anno alla commercializzazione in Europa della Model 3, ma due esemplari sono stati avvistati in Olanda e Germania. L’esemplare olandese è stato fotografato a settembre scorso, ma due giorni fa è stata pubblicata una foto di una Model 3 bianca con targa tedesca (Monaco) rossa (che mi dicono sia una targa provvisoria per concessionari, prove o auto d’epoca).

— Maxime Romain Julien (@hellomaxime) 24 novembre 2017


Un altro avvistamento è avvenuto presso il Supercharger di Braak, vicino ad Amburgo:


Se ho tradotto bene (il mio tedesco zoppica), la segnalazione dice che l’auto aveva targhe rosse, era guidata da americani dipendenti di Tesla che stavano viaggiando in tutta Europa, forse per fare marketing virale; dice inoltre che il conducente ha chiesto di non fare fotografie ma ha scattato questa foto dell‘utente segnalatore accanto all’auto, che aveva nel bagagliaio un grosso dispositivo usato per collegarsi al Supercharger, dato che il connettore americano è differente da quello europeo. Secondo Electrek, il dispositivo sarebbe un adattatore Mennekes Type 2/Tesla.

Per evitare falsi avvistamenti, ricordo che la Model 3 si distingue dalle sorelle più grandi X ed S principalmente per le maniglie delle portiere, che nella Model 3 sono a L (come nella foto qui sopra), mentre nelle altre sono rettilinee.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Scopre falle informatiche, ricompensato con 100.000 dollari. Due volte

November 25, 2017 19:42, by Il Disinformatico

Il ricercatore di sicurezza informatica è uno di quei mestieri che di solito si fanno per vocazione e passione, ma ogni tanto può essere anche fonte di guadagno tutt’altro che trascurabile.

Prendete il caso di Gzob Qq (non è il suo vero nome, che è ignoto): a settembre dell’anno scorso ha scoperto una grave falla in Chrome OS, il sistema operativo usato dai computer Chromebook di Google, e l’ha segnalata a Google. L’azienda lo ha ricompensato con 100.000 dollari.

È già un bel risultato, ma poco tempo fa lo stesso ricercatore ha trovato un’altra falla in Chrome OS e si è aggiudicato altri centomila dollari di premio.

Non è l’unico caso: nel 2014 George Hotz aveva trovato una serie di falle importanti, sempre in Chrome OS, e si era aggiudicato un premio di 150.000 dollari, come racconta Naked Security.

Ricompense di questo livello richiedono competenze elevatissime e investimenti di tempo ingenti, ma esistono anche maniere relativamente più semplici di essere premiati per aver trovato una falla: per esempio, c’è il Google Play Security Reward Program, che offre mille dollari per ogni vulnerabilità scoperta in un’app Android di Google o di altri fornitori molto noti come Alibaba, Dropbox, SnapChat o Tinder.

Come mai tanta generosità? Alle aziende informatiche questi bug bounty costano meno di quanto costerebbe assumere a tempo pieno dei ricercatori di sicurezza e offrono pubblicità gratuita facendo parlare del proprio prodotto. Noi utenti, in cambio, abbiamo delle applicazioni meno insicure. Per cui se vi piace studiare la sicurezza informatica, datevi da fare: ma ricordatevi di seguire le linee guida per la gestione responsabile delle vostre scoperte.
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Tesla Model 3, è online una copia “trafugata” del manuale dell’utente

November 25, 2017 9:45, by Il Disinformatico

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora.

Non credo che sia un segreto che le auto di Tesla, con il loro mix di promesse ecologiche, prestazioni fantascientifiche e informatica spinta, sono una calamita irresistibile per tanti appassionati di tecnologia. Sono, sostanzialmente, computer su ruote, con easter egg e aggiornamenti software, esattamente come i computer e gli smartphone.

Aggiungeteci il fatto che i loro prezzi attuali le rendono oggetto di sola contemplazione per molti, e avete la ricetta perfetta per un hype mediatico e un paradiso per geek e fanboy paragonabile solo a quello di Apple con ogni suo nuovo iPhone. Lo so, ne sono consapevole e faccio di tutto per cercare di restare obiettivo, ma non sono affatto immune a questo fascino (come avrete sicuramente notato se leggete spesso questo blog).

Un esempio di questo hype, sapientemente gestito dal boss di Tesla Elon Musk, è l’interesse che si è scatenato intorno alla “fuga” del manuale della Tesla Model 3, la versione “economica” (diciamo “meno inavvicinabile”) delle auto elettriche dell’azienda. Quante volte è capitato che facesse notizia la pubblicazione di un manuale di un’automobile?

Certo, è un manuale di un’auto molto particolare, che potrebbe essere la causa del collasso di Tesla oppure trasformare il mercato del trasporto offrendo finalmente un’auto elettrica di massa, ed è quindi interessante da studiare, ma è pur sempre un manuale. Complimenti a Tesla, quindi, per aver creato un fenomeno mediatico persino intorno alla documentazione d’uso del suo prodotto.

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Fatta questa premessa, ecco i fatti. Le consegne delle Model 3 ad acquirenti comuni sono iniziate da poco (la tiratura iniziale è stata riservata ai dipendenti di Tesla e SpaceX, vincolati a un accordo di riservatezza) e a differenza delle altre auto di Tesla, i cui manuali sono disponibili online ufficialmente, quello della Model 3 è rimasto irreperibile, suscitando molta curiosità.

Un utente di Reddit di nome pn02ner ha risolto il problema in maniera tutto sommato banale: ha chiamato l’assistenza clienti di Tesla e ha chiesto il manuale della Model 3. Gli è arrivato in PDF immediatamente, e quindi non è stato rubato o trafugato in senso stretto. Ora è a disposizione di tutti qui in inglese.

Non ho ancora avuto il tempo di studiarmelo a fondo: se l’argomento vi interessa, fatelo voi e segnalate le vostre osservazioni nei commenti. Intanto scrivo qui alcuni appunti veloci, ispirati anche da Electrek e altre fonti. Buona lettura.

  • Questa versione del manuale risale a settembre 2017 e quindi potrebbe non rispecchiare gli ultimi aggiornamenti software introdotti nell’auto e potrebbe essere differente da quello che verrà prima o poi rilasciato ufficialmente da Tesla (in effetti le schermate a pagina 39-40 sono molto diverse da quelle viste negli esemplari circolanti dell’auto).
  • La batteria è da 75 kWh, 350 V (pagina 137).
  • La telecamera interna, rivolta verso l’abitacolo (pagina 54), è “attualmente inattiva ma potrebbe essere usata in eventuali funzioni future che potrebbero essere aggiunte alla Model 3 con rilasci di sofware”.
  • C’è un’opzione di ripristino a condizioni di fabbrica che azzera i dati personali accumulati a bordo, esattamente come nei telefonini, e bisogna definire un nome utente e una password, esattamente come nei computer (pagina 83).
  • Esiste un’opzione per disabilitare (almeno in parte) la raccolta di dati di guida inviati a Tesla (pagina 151).
  • La procedura di aggiornamento software è a pagina 102.
  • Il liquido dei freni va sostituito ogni 2 anni o 40.000 km. Il refrigerante della batteria va cambiato ogni 4 anni o 80.000 km (pagina 112).
  • Non c’è la ruota di scorta: al suo posto c’è, in alcuni paesi, un kit di riparazione. Inoltre Tesla fornisce gratis 80 km di traino (pagina 118).
  • Non ho trovato indicazioni sulla velocità di carica, che sembrerebbe essere limitata a 90 kW invece dei 120 kW delle Model S e X.
  • Le dimensioni interne ed esterne sono a pagina 134. La Model 3, a specchietti chiusi, è solo 3 cm più stretta della Model S (193 cm contro 196). Questo, per chi ha parcheggi stretti, è un problema non banale.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



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