Go to the content

Blogoosfero verdebiancorosso

Full screen Suggest an article

Disinformatico

September 4, 2012 21:00 , by profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Podcast del Disinformatico del 2017/09/15

September 15, 2017 15:23, by Il Disinformatico

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Delirio del giorno: Da dove viene la storia dei miei “impianti bioplasmatici”?

September 15, 2017 15:19, by Il Disinformatico

Pochi giorni fa sono andato a fare una risonanza magnetica (niente di grave, non vi preoccupate) in un ospedale del Canton Ticino e il tecnico, avvisandomi di togliere qualunque oggetto metallico, ha concluso impassibile dicendo “... e gli impianti bioplasmatici.”

Non solo mi aveva riconosciuto, ma sapeva anche della storia, che ogni tanto cito per radio, dei miei presunti “impianti bioplasmatici". Ci siamo fatti una risata liberatoria e sono entrato nella grande macchina.

Molti credono che per partorire idee come questa io attinga alla mia fervida fantasia o a quella dei miei autori (che non esistono, il Disinformatico radiofonico è tutto fatto in casa e al momento, buona la prima, non c'è copione). Ma in realtà si tratta di un antico Delirio del Giorno, un commento scritto da un utente seguace di uno dei guru delle cosiddette “scie chimiche” nel lontano 2008 su Tankerenemy punto com. Il commento, pubblicato originariamente qui (link intenzionalmente errato; sostituite ema con emy, oppure usate la copia su Archive.is), è stato poi rimosso quando abbiamo cominciato a riderne pubblicamente, ma ne rimangono parecchie tracce in Rete. Una è presso Scie Comiche, e un’altra è presso Archive.org (a sua volta archiviata, per sicurezza, presso Archive.is):

Ecco il commento in questione, che parla di me:


Cari amici,

mi domando cosa potevate aspettarvi da questa "persona"...

Ho fatto delle ricerche sull'entità oggetto di questa discussione e ho potuto appurare che è proprio un'entità, evidentemente alla percezione tridimensionale appare una "persona", un umano ma non è così. Egli e dotato di grossi impianti bioplasmatici. Nella fronte c'è l'impianto più importante; Presumo quello che ha la funzione di proiettare l'ologramma umano.

Ho esaminato diverse foto del soggetto e curiosamente in tutte le foto accuratamente esaminate appaiono evidenti grossi impianti distribuiti in diverse zone della faccia. Alcune parti del viso sono state ricostruite per occultare la vera entità che c'è dentro di lui.

Interessanti sono i risultati dell'analisi degli occhi e del naso del soggetto.

Non cito altri dettagli... Penso che mi capirete.

Ho inoltre fatto un'accurato esame della sua struttura energetica e...

Sconsiglio vivamente ogni approcio con il soggetto.

Salutoni a tutto.

By ecplanet.com, at 24 novembre, 2008 21:51

“Straker” è lo pseudonimo del guru delle “scie chimiche” in questione, che risponde così al commento:

Ciao, non penso tu sia molto lontano dalla realtà dei fatti. Gli antichi riponevano molta importanza nello studio della fisiogniomica.

By Straker, at 24 novembre, 2008 21:55
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Pubblicate le linee guida USA per auto autonome; conclusa l’inchiesta sull’incidente di guida “autonoma” di Tesla

September 15, 2017 13:27, by Il Disinformatico

È di pochi giorni fa la pubblicazione delle linee guida del Dipartimento dei Trasporti statunitense per i veicoli a guida autonoma, che prevedono che dal 2025 (dopodomani, insomma) ci saranno sulle strade automobili che circoleranno senza alcun intervento del guidatore.

Insomma, è giunto il momento di affrontare seriamente la questione e magari chiarire dubbi e smontare miti assai diffusi. Ovviamente tutta quest’automazione arriverà tramite l’informatica, per cui vale la pena di parlarne qui.

Secondo i dati del Dipartimento dei Trasporti, sulle strade americane il 94% degli incidenti automobilistici gravi è causato dalle scelte o dagli errori dei conducenti. Guida distratta, imprudente, sotto effetto di alcool o altri farmaci, stanchezza causano ogni anno, negli Stati Uniti, oltre 30.000 morti: una cifra impressionante, grosso modo l‘equivalente di un 11 settembre ogni mese. I primi dispositivi di guida assistita, aggiunge il Dipartimento, stanno già salvando vite. Inoltre la guida totalmente autonoma ridarà libertà di spostamento a chi non ce l’ha per via di limitazioni motorie e non può usare i mezzi pubblici.

Ma è importante chiarire che al momento nessuna auto in commercio è realmente autonoma, tranne quelle sperimentali: quella che viene proposta dalle case automobilistiche con nomi piuttosto fuorvianti come Autopilot (Tesla) è solo una guida assistita. Il conducente resta assolutamente responsabile della condotta del veicolo e deve monitorare la strada continuamente.

Esistono cinque livelli di automazione della guida secondo lo standard SAE:

0 - Nessuna automazione.
1 - Assistenza: il veicolo è sotto il controllo del conducente ma ci sono alcune funzioni di assistenza alla guida.
2 - Automazione parziale: funzioni come accelerazione e sterzo sono automatizzate ma il conducente deve restare costantemente vigile.
3 - Automazione condizionale: il conducente deve essere a bordo ma non è più obbligato alla vigilanza continua; deve restare pronto a intervenire quando richiesto.
4 - Automazione elevata: l’auto è in grado di svolgere tutte le funzioni di guida autonomamente in determinate circostanze e il conducente può intervenire
5 - Automazione totale: il veicolo è in grado di svolgere tutte le manovre in ogni condizione; il conducente è facoltativo.

Il problema delle auto autonome o assistite è esattamente lo stesso dei sistemi informatici tradizionali: i sistemi sono robusti, ma l’utente è un punto debole fondamentale.

Insieme al rapporto del Dipartimento dei Trasporti USA è arrivato anche il rapporto sul tristemente famoso primo incidente mortale di guida “autonoma” avvenuto in Florida a maggio del 2016, nel quale Joshua Brown, conducente di una Tesla, ha perso la vita quando un autoarticolato ha attraversato la superstrada sulla quale Brown procedeva a 136 km/h e gli ha letteralmente bloccato la strada mentre stava usando le funzioni assistite di mantenimento di corsia (Autosteer) e di controllo della velocità (Traffic Aware  Cruise Control). L’auto è passata sotto l’automezzo, che ne ha tranciato il tetto, uccidendo sul colpo il conducente.

All’epoca erano circolate voci di ogni genere ed era stata messa in dubbio la reale efficacia dei sistemi di guida assistita che non avevano “visto” l’intera fiancata di un autoarticolato e non erano intervenuti nemmeno per tentare una frenata disperata.

Ma la sintesi del rapporto del National Transportation Safety Board (NTSB) chiarisce che i sistemi di bordo hanno agito correttamente nei limiti delle loro capacità: non potevano rilevare l’ostacolo e quindi non sono intervenuti. Cito: “Tesla’s automated vehicle control system was not designed to, and did not, identify the truck crossing the car’s path or recognize the impending crash; consequently, the Autopilot system did not reduce the car’s velocity, the forward collision warning system did not provide an alert, and the automatic emergency braking did not activate”.

Il rapporto nota anche che “le abitudini di utilizzo, da parte del conducente della Tesla, del sistema Autopilot indicano un eccesso di affidamento all’automazione e una mancanza di comprensione dei limiti del sistema” (“The Tesla driver’s pattern of use of the Autopilot system indicated an over-reliance on the automation and a lack of understanding of the system limitations.”). Brown aveva toccato il volante solo per 25 secondi negli ultimi 37 minuti e la visibilità del luogo dell’incidente gli avrebbe consentito di intervenire manualmente se fosse stato normalmente attento (“There was sufficient sight distance to afford time for either the truck driver or the car driver to have acted to prevent the crash”), ma non ha neanche toccato il pedale del freno: lo sappiamo dalla telemetria dettagliata che caratterizza queste automobili e che si sta rivelando estremamente preziosa nella ricostruzione della dinamica di questo genere di eventi.

La colpa è sia del guidatore, sia del sistema di assistenza (nel modo in cui dialoga con il conducente). insomma: “Se i sistemi di controllo automatico dei veicoli non limitano automaticamente il proprio funzionamento alle condizioni per le quali sono stati progettati e sono adeguati, rimane il rischio di abuso da parte del conducente... Il modo in cui il sistema ‘Autopilot’ di Tesla monitorava e rispondeva all’interazione del conducente con il volante non era un metodo efficiente di garantire il coinvolgimento del conducente” (“If automated vehicle control systems do not automatically restrict their own operation to conditions for which they were designed and are appropriate, the risk of driver misuse remains... The way in which the Tesla “Autopilot” system monitored and responded to the driver’s interaction with the steering wheel was not an effective method of ensuring driver engagement.”). Tesla ha successivamente modificato le regole di interazione fra utente e auto.

C'è anche una dichiarazione dei genitori della vittima: “Abbiamo sentito dire tante volte che l’auto ha ucciso nostro figlio”. Semplicemente non è così. C’è stata una breve finestra di tempo in cui né Joshua né le funzioni della Tesla hanno notato il camion che voltava a sinistra davanti all’auto. La gente muore ogni giorni in incidenti d’auto. Molti di questi incidenti sono causati dalla mancanza di attenzione o dall’incapacità di vedere il pericolo. Joshua credeva, e la nostra famiglia continua a credere, che la nuova tecnologia che sta entrando nelle auto e il passaggio alla guida autonoma abbiano già salvato molte vite. Il cambiamento comporta sempre dei rischi, e una tolleranza zero per le morti fermerebbe completamente l’innovazione e i miglioramenti”. Parole davvero coraggiose.


Fonti aggiuntive: Electrek, Teslarati, Electrek.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Equifax: aggiornamenti sul disastro informatico, incompetenze incredibili

September 15, 2017 13:01, by Il Disinformatico

Credit: Mister Metokur.
La settimana scorsa ho segnalato l’attacco informatico sferrato contro Equifax, che ha consentito la sottrazione di dati estremamente sensibili riguardanti le valutazione creditizia di 143 milioni di utenti, circa metà della popolazione statunitense: un bersaglio ghiottissimo per truffe e furti d’identità di ogni genere.

Ora stanno emergendo i dettagli di questo attacco, e il comportamento di Equifax sta somigliando sempre più a una barzelletta amara.

Per esempio, l’attacco è stato reso possibile perché Equifax non aveva installato gli aggiornamenti di Apache Struts, secondo la Apache Software Foundation e le ammissioni della stessa Equifax.

Non ha certo complicato la vita agli intrusi il fatto che Equifax “proteggeva” uno dei suoi database in Argentina usando come login e password il classico admin:admin, come raccconta CNBC.

E il ricercatore di sicurezza Kevin Beaumont ha trovato, pubblicamente accessibili sul sito di Equifax, i resoconti dell’audit di sicurezza effettuati qualche anno fa dalla KPMG.

For some reason Equifax have their KPMG security audits sat on their website. pic.twitter.com/gpIyqciWwg
— Kevin Beaumont (@GossiTheDog) 14 settembre 2017


Come li ha trovati? Facendo una semplice ricerca in Google.

— Kevin Beaumont (@GossiTheDog) 14 settembre 2017


Poco dopo la segnalazione, i documenti sono stati rimossi (non prima che me ne scaricassi una copia).

Equifax ha anche messo a disposizione degli utenti un servizio d’emergenza che generava un PIN per “proteggere” la propria situazione, ma è emerso che il PIN era semplicemente un numero progressivo composto dalla data e dall’ora corrente, quindi facilissimo da scoprire per forza bruta.

Come se tutto questo non bastasse, Ars Technica segnala che gli intrusi sono riusciti a raccogliere dati sulle transazioni di circa 200.000 carte di credito, risalenti oltretutto fino a novembre 2016. Questo fatto indica che o Equifax non stava cifrando i dati delle carte o c'era un componente del suo software che dava accesso ai dati in forma decifrata; inoltre la conservazioni di questi dati sarebbe stata una violazione degli standard basilari del settore.

Ma ormai è piuttosto chiaro che ancora una volta una grande azienda del settore dei servizi è stata colta ad usare consapevolmente metodi e processi di sicurezza assolutamente inadeguati.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Linee guida USA per auto realmente autonome; conclusa l’inchiesta sull’incidente di guida “autonoma” di Tesla

September 15, 2017 6:37, by Il Disinformatico

È di pochi giorni fa la pubblicazione delle linee guida del Dipartimento dei Trasporti statunitense per i veicoli a guida autonoma, che prevedono che dal 2025 (dopodomani, insomma) ci saranno sulle strade automobili che circoleranno senza alcun intervento del guidatore.

Insomma, è giunto il momento di affrontare seriamente la questione e magari smontare qualche mito assai diffuso. Ovviamente tutta quest’automazione arriverà tramite l’informatica, per cui vale la pena di parlarne qui.

Secondo i dati del Dipartimento dei Trasporti, sulle strade americane il 94% degli incidenti automobilistici gravi è causato dalle scelte o dagli errori dei conducenti. Guida distratta, imprudente, sotto effetto di alcool o altri farmaci, stanchezza causano ogni anno, negli Stati Uniti, oltre 30.000 morti: una cifra impressionante, grosso modo l‘equivalente di un 11 settembre ogni mese. I primi dispositivi di guida assistita, aggiunge il Dipartimento, stanno già salvando vite. Inoltre la guida totalmente autonoma ridarà libertà di spostamento a chi non ce l’ha per via di limitazioni motorie e non può usare i mezzi pubblici.

Ma è importante chiarire che al momento nessuna auto in commercio è realmente autonoma, tranne quelle sperimentali: quella che viene proposta dalle case automobilistiche con nomi piuttosto fuorvianti come Autopilot (Tesla) è solo una guida assistita. Il conducente resta assolutamente responsabile della condotta del veicolo e deve monitorare la strada continuamente.

Esistono cinque livelli di automazione della guida secondo lo standard SAE:

0 - Nessuna automazione.
1 - Assistenza: il veicolo è sotto il controllo del conducente ma ci sono alcune funzioni di assistenza alla guida.
2 - Automazione parziale: funzioni come accelerazione e sterzo sono automatizzate ma il conducente deve restare costantemente vigile.
3 - Automazione condizionale: il conducente deve essere a bordo ma non è più obbligato alla vigilanza continua; deve restare pronto a intervenire quando richiesto.
4 - Automazione elevata: l’auto è in grado di svolgere tutte le funzioni di guida autonomamente in determinate circostanze e il conducente può intervenire
5 - Automazione totale: il veicolo è in grado di svolgere tutte le manovre in ogni condizione; il conducente è facoltativo.

Il problema delle auto autonome o assistite è esattamente lo stesso dei sistemi informatici tradizionali: i sistemi sono robusti, ma l’utente è un punto debole fondamentale. Insieme al rapporto del Dipartimento dei Trasporti USA è arrivato anche il rapporto sul tristemente famoso primo incidente mortale di guida “autonoma” avvenuto in Florida a maggio del 2016, nel quale Joshua Brown, conducente di una Tesla, ha perso la vita quando un autoarticolato ha attraversato la superstrada sulla quale Brown procedeva a 136 km/h e gli ha letteralmente bloccato la strada mentre stava usando le funzioni assistite di mantenimento di corsia (Autosteer) e di controllo della velocità (Traffic Aware  Cruise Control). L’auto è passata sotto l’automezzo, che ne ha tranciato il tetto, uccidendo sul colpo il conducente.

All’epoca erano circolate voci di ogni genere ed era stata messa in dubbio la reale efficacia dei sistemi di guida assistita che non avevano “visto” la fiancata di un autoarticolato e non erano intervenuti nemmeno per tentare una frenata disperata. La sintesi del rapporto del National Transportation Safety Board (NTSB) chiarisce che i sistemi di bordo hanno agito correttamente nei limiti delle loro capacità: non potevano rilevare l’ostacolo e quindi non sono intervenuti: “Tesla’s automated vehicle control system was not designed to, and did not, identify the truck crossing the car’s path or recognize the impending crash; consequently, the Autopilot system did not reduce the car’s velocity, the forward collision warning system did not provide an alert, and the automatic emergency braking did not activate”.

Il rapporto nota che “le abitudini di utilizzo del conducente del sistema Autopilot indicano un eccesso di fiducia nell’automazione e una mancanza di comprensione dei limiti del sistema” (“The Tesla driver’s pattern of use of the Autopilot system indicated an over-reliance on the automation and a lack of understanding of the system limitations.”). Brown aveva toccato il volante solo per 25 secondi negli ultimi 37 minuti e la visibilità gli avrebbe consentito di intervenire manualmente se fosse stato normalmente attento (“There was sufficient sight distance to afford time for either the truck driver or
the car driver to have acted to prevent the crash”
), ma non ha neanche toccato il pedale del freno (lo sappiamo dalla telemetria dettagliata che caratterizza queste automobili).

La colpa è sia del guidatore, sia del sistema di assistenza (nel modo in cui dialoga con il conducente). insomma: “Se i sistemi di controllo automatico dei veicoli non limitano automaticamente il proprio funzionamento alle condizioni per le quali sono stati progettati e sono adeguati, rimane il rischio di abuso da parte del conducente... il modo in cui il... sistema monitorava e rispondeva all’interazione del conducente con il volante non era un metodo efficiente di garantire il coinvolgimento del conducente” (“If automated vehicle control systems do not automatically restrict their own operation to conditions for which they were designed and are appropriate, the risk of driver misuse remains... The way in which the Tesla “Autopilot” system monitored and responded to the driver’s interaction with the steering wheel was not an effective method of ensuring driver engagement.”). Tesla ha successivamente modificato le regole di interazione fra utente e auto.


C'è anche una dichiarazione dei genitori della vittima: “Abbiamo sentito tante volte che l’auto ha ucciso nostro figlio”. Semplicemente non è così. C’è stata una breve finestra di tempo in cui né Joshua né le funzioni della Tesla hanno notato il camion che voltava a sinistra davanti all’auto. La gente muore ogni giorni in incidenti d’auto. Molti di questi incidenti sono causati dalla mancanza di attenzione o dall’incapacità di vedere il pericolo. Joshua credeva, e la nostra famiglia continua a credere, che la nuova tecnologia che sta entrando nelle auto e il passaggio alla guida autonoma hanno già salvato molte vite. Il cambiamento comporta sempre dei rischi, e una tolleranza zero per le morti fermerebbe completamente l’innovazione e i miglioramenti”.


Fonti aggiuntive: Electrek, Teslarati, Electrek.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Այս հոդվածի պիտակները: disinformatico attivissimo