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Disinformatico

September 4, 2012 21:00 , by profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Bambino di 10 anni segnala una falla di Instagram, riceve 10˙000 dollari

May 6, 2016 12:08, by Il Disinformatico

Fonte: Iltalehti.
Guadagnare diecimila dollari capita abbastanza facilmente a chi lavora bene nel settore della sicurezza informatica. Capita molto meno facilmente se l’addetto ai lavori in questione è un bambino di dieci anni, eppure è quello che è successo di recente in Finlandia, stando ad ANSA e al sito finlandese Iltalehti: un ragazzino di nome Jani, studente delle scuole elementari di Helsinki, ha scoperto una falla importante in Instagram, che gli consentiva di cancellare i commenti di qualunque account.

“Avrei potuto eliminare i commenti di chiunque, per esempio Justin Bieber”, ha dichiarato Jani.

Il giovanissimo informatico ha segnalato via mail a Instagram la falla e un paio di giorni dopo ha ricevuto la risposta: la segnalazione era valida, la falla era stata corretta e come ricompensa gli sarebbero arrivati 10.000 dollari.

Jani è diventato il più giovane beneficiario di un premio di questo genere, ma non è il solo talento giovanile nel settore: a marzo un quindicenne in Pakistan ha ricevuto un compenso dalla HackerOne per aver risolto delle falle di sicurezza per conto dell’azienda.

Jani ha imparato la sicurezza informatica guardando i tutorial su Youtube insieme al fratello gemello. Per il momento intende spendere parte del suo premio comperando una bicicletta e un pallone da calcio, ma sta già pensando di fare l’informatico a tempo pieno quando sarà grande.

Anche se il talento di Jani è ammirevole, resta il fatto che questo episodio dimostra che la sicurezza di Instagram, come degli altri social network di casa Zuckerberg (Facebook, WhatsApp), non è un granché se riesce a bucarla un bambino di dieci anni. Ricordiamocene prima di affidare a questi social network informazioni personali sperando che restino private.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Podcast del Disinformatico del 2016/05/06

May 6, 2016 10:48, by Il Disinformatico

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Sta per scadere il periodo di aggiornamento gratuito a Windows 10

May 6, 2016 6:58, by Il Disinformatico

Microsoft ha annunciato che terminerà il 29 luglio prossimo il periodo, durato esattamente un anno, nel quale gli utenti di Windows 7 e 8 possono aggiornarsi gratuitamente a Windows 10.

Dopo quella data l’aggiornamento a Windows 10 sarà a pagamento: negli Stati Uniti la versione Home di Windows 10 costerà circa 119 dollari; si presume che negli altri paesi il prezzo sarà grosso modo simile e che la versione Pro costerà circa 199 dollari (il suo prezzo attuale). Chi compra un dispositivo Windows nuovo troverà Windows 10 preinstallato gratuitamente.

L’offerta di aggiornamento gratuito e la notevole insistenza con la quale Windows 10 tenta di installarsi sopra i Windows precedenti hanno già spinto al grande passo circa 300 milioni di dispositivi, pari al 15-20% circa del mercato secondo alcune stime. Il calo maggiore è stato subìto da Windows 8 e 8.1, ma anche Windows 7 è stato abbandonato in massa. Secondo l’annuncio di Microsoft, i successivi aggiornamenti di Windows 10, come l’Anniversary Update in arrivo quest’estate, saranno gratuiti.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Bambino di 10 anni segnala una falla di Instagram, riceve 10.000 dollari

May 6, 2016 3:05, by Il Disinformatico

Fonte: Iltalehti.
Guadagnare diecimila dollari capita abbastanza facilmente a chi lavora bene nel settore della sicurezza informatica. Capita molto meno facilmente se l’addetto ai lavori in questione è un bambino di dieci anni, eppure è quello che è successo di recente in Finlandia, stando ad ANSA e al sito finlandese Iltalehti: un ragazzino di nome Jani, studente delle scuole elementari di Helsinki, ha scoperto una falla importante in Instagram, che gli consentiva di cancellare i commenti di qualunque account.

“Avrei potuto eliminare i commenti di chiunque, per esempio Justin Bieber”, ha dichiarato Jani.

Il giovanissimo informatico ha segnalato via mail a Instagram la falla e un paio di giorni dopo ha ricevuto la risposta: la segnalazione era valida, la falla era stata corretta e come ricompensa gli sarebbero arrivati 10.000 dollari.

Jani è diventato il più giovane beneficiario di un premio di questo genere, ma non è il solo talento giovanile nel settore: a marzo un quindicenne in Pakistan ha ricevuto un compenso dalla HackerOne per aver risolto delle falle di sicurezza per conto dell’azienda.

Jani ha imparato la sicurezza informatica guardando i tutorial su Youtube insieme al fratello gemello. Per il momento intende spendere parte del suo premio comperando una bicicletta e un pallone da calcio, ma sta già pensando di fare l’informatico a tempo pieno quando sarà grande.

Anche se il talento di Jani è ammirevole, resta il fatto che questo episodio dimostra che la sicurezza di Instagram, come degli altri social network di casa Zuckerberg (Facebook, WhatsApp), non è un granché se riesce a bucarla un bambino di dieci anni. Ricordiamocene prima di affidare a questi social network informazioni personali sperando che restino private.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Apple Music ti cancella la musica dal computer: utente perde 122 giga di canzoni

May 5, 2016 23:38, by Il Disinformatico

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).

Ha fatto subito il giro del mondo il racconto della disavventura capitata a James Pinkstone, di Atlanta, negli Stati Uniti: Apple Music, il servizio di streaming musicale a pagamento di Apple, ha cancellato ben 122 gigabyte di musica dal suo Mac. Compresi i brani che lui stesso aveva composto. E lo ha fatto, dice, senza dare alcun preavviso e senza chiedere il consenso. Non solo: quando ha contattato l’assistenza Apple gli è stato detto che Apple Music stava funzionando correttamente e che questa cancellazione era un comportamento previsto.

Se siete uno dei circa undici milioni di utenti paganti di Apple Music, la storia del signor Pinkstone è da brivido; in generale, è un monito per chiunque affidi i propri dati al cloud. Che, va ricordato, è un termine di marketing per non dire “il computer di qualcun altro”.

Apple Music, infatti, inizialmente legge tutti i brani audio presenti nel computer dell’abbonato, li confronta con quelli che Apple ha in archivio e poi cancella dal computer quelli che gli risultano presenti in archivio. Quando l’abbonato vuole ascoltare un brano su uno qualunque dei propri dispositivi, Apple glielo manda in streaming. Questo fa risparmiare spazio su disco e consente di avere la musica a disposizione ovunque.

Il problema, racconta il signor Pinkstone, è che il software di confronto e riconoscimento dei brani è impreciso e sbaglia a identificare i brani, per esempio confondendo una versione di una canzone con un’altra, e quindi capita che sostituisca un’edizione rara con quella generica più comune, una cover con un originale, una versione dal vivo con quella registrata in studio. L’edizione rara, magari trovata con fatica, viene cancellata dal computer dell’abbonato.

Peggio ancora, quando Apple Music incontra un brano che non riconosce, lo preleva dal computer dell’abbonato, lo copia sui propri server e poi lo cancella dal computer dell’utente. E lo fa anche con i brani composti dall’utente, come nel caso del signor Pinkstone. Questo significa che Apple controlla l’accesso dell’autore alla sua musica, e dato che Apple Music è un servizio a pagamento, l’utente deve pagare per avere accesso alle proprie composizioni o alla musica che aveva già pagato acquistandola per esempio su CD.

James Pinkstone è riuscito a recuperare tutta la propria musica attingendo a un backup, ma chi non ha una copia di scorta della propria collezione musicale rischia di trovarsi a dipendere da Apple e doverle pagare un abbonamento. Peggio ancora, chi elimina il proprio account Apple Music dopo i primi tre mesi di prova gratuiti rischia di aver perso tutto.

C'è chi fa notare che in realtà Apple Music avvisa prima di cancellare, ma lo fa in modo poco chiaro ed è facile sbagliarsi: forse è quello che è successo al signor Pinkstone e ad altri utenti in passato. Comunque sia, la vicenda evidenzia bene il rischio molto concreto dell’attuale tendenza ad affidarsi a servizi cloud senza conservare una propria copia locale dei dati: si diventa dipendenti dall’accesso a Internet e soprattutto dagli umori del fornitore del cloud per l’accesso ai propri dati e per la loro integrità. E se il cloud sbaglia o l’abbonamento scade, i dati sono persi o silenziosamente alterati per sempre.

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



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