Recensione: Nexus 5X, l’Android secondo Google
November 13, 2015 10:02Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ho acquistato il telefonino di tasca mia e non ricevo compensi da Google o altri sponsor commerciali per questa recensione.Di recente ho scritto del problema della scarsa sicurezza di Android derivante dal fatto che per moltissimi telefonini i produttori non rilasciano aggiornamenti del sistema operativo e ho segnalato che una soluzione a questo problema è procurarsi un Nexus, il telefonino Android gestito e aggiornato direttamente da Google. Così ne ho comprato uno, un Nexus 5x, che è appena uscito, e lo sto mettendo alla prova. Queste sono le mie prime impressioni d’uso: i dettagli tecnici delle prestazioni e delle specifiche li lascio agli esperti.
Il telefonino, che ho ordinato online direttamente da Google a 499 franchi (circa 460 euro) e mi è arrivato a casa con il corriere due giorni fa, è leggero e sottile, ma un po’ grande per i miei gusti (e meno male che ho scelto il modello “piccolo” della famiglia Nexus); difficilmente sta nella tasca dei pantaloni senza rovinarli o rovinarsi. Mi sa che mi procurerò una “cornetta” Bluetooth e terrò il telefono prevalentemente nella borsa insieme al laptop.
Il connettore USB Type-C ha il pregio di essere reversibile (a differenza dei precedenti, non ha importanza come lo orientate) ma ha anche il difetto di richiedere un adattatore apposito per collegarsi alle porte USB normali (il cavo dell’alimentatore fornito nella confezione del Nexus 5x ha un connettore USB Type-C a entrambi i capi). Devo quindi portare con me almeno due alimentatori: uno per tutti i dispositivi micro-USB e uno solo per il Nexus. Nella confezione non è prevista la cuffia: non che sia un problema, visto che ne ho una collezione intera proveniente dagli altri telefonini e comunque so che molti utenti preferiscono procurarsene una separatamente.
Manca la possibilità di inserire una scheda micro-SD per espandere la memoria o per trasferire rapidamente grandi quantità di dati (foto o filmati), che è una delle caratteristiche che mi ha sempre fatto preferire i dispositivi Android rispetto agli iCosi: il Nexus 5x è disponibile in versioni da 16 e 32 giga, ma bisogna scegliere quella che si vuole al momento dell’acquisto. Anche la batteria non è rimovibile: lo so, è una tendenza diffusa che snellisce i telefonini, ma rimpiango i tempi in cui potevo cambiare batteria al volo invece di dovermi portare un’ingombrante e inefficiente batteria esterna (che oltretutto nega quasi tutti i vantaggi di leggerezza e compattezza dell’integrazione della batteria).
La configurazione è molto semplice: dando i dati del mio account Google eredita app, posta e altre impostazioni. Il sensore d’impronta, situato sul retro del telefonino, funziona bene e mi permette di avere un PIN di sblocco d’emergenza bello lungo e poco sbirciabile.
Android 6.0 cambia molti dettagli dell’interfaccia e può risultare un po’ disorientante per chi arriva da versioni meno recenti (io ho usato finora un Samsung S3), ma ci si abitua in fretta, anche se bisogna Googlare per scoprire, per esempio, che l’accesso veloce alle impostazioni non è più una scrollata dal bordo superiore dello schermo ma è una doppia scrollata.
Il pregio principale di uno smartphone come questo è che non contiene fuffa. Non ci sono tutte le stupide e inutili app promozionali o “personalizzazioni” ficcate dai produttori o dai rivenditori, spesso impossibili da disinstallare e ficcanaso. C’è un Android liscio, pulito, veloce e senza orpelli, con aggiornamenti di sicurezza forniti prontamente e direttamente da Google (tant’è vero che mi sono arrivati subito gli aggiornamenti di novembre). Potrei prendere un telefonino di marca, rootarlo e installare una CyanogenMod, oppure prendere un Wileyfox con CyanogenMod preinstallata, ma ho poco tempo e il Wileyfox non ha il sensore d’impronta, che trovo discutibile per situazioni di elevata sicurezza ma è dannatamente pratico in condizioni normali.
Oggi è il battesimo del fuoco del mio Nexus 5x: sono in viaggio per Losanna per andare a sentire Buzz Aldrin e Alexei Leonov e questo articolo vi arriva grazie al tethering Bluetooth col quale ho collegato il mio laptop alla rete cellulare. Vi racconterò nei prossimi giorni com’è andata.
Storia crudele di un amore tradito in Rete
November 13, 2015 8:03Di recente sono stato contattato da una persona che mi ha chiesto di condividere pubblicamente la sua storia, affinché altri possano essere avvisati di quanto sia subdolo e crudele il mondo degli incontri su Internet. Ho cambiato i nomi e alcuni dettagli per tutelare l’anonimato che mi è stato chiesto, ma la sostanza della storia è esattamente come me l’ha raccontata la protagonista.
L’incontro
A giugno di quest’anno Angelica (è uno pseudonimo), una persona che vive in Svizzera, viene contattata via Facebook, come capita spesso, da un altro utente in vena di conversazione online. Lui è Ethan, sta in Inghilterra; con Angelica nasce un fitto scambio di messaggi in inglese, che spesso prosegue fino a notte fonda.
Lui man mano si racconta: è un uomo d'affari, un tipo religioso, ha una figlia molto giovane, Shirley, che sta con lui da quando ha divorziato dalla moglie che lo tradiva. Ethan ha pochi amici e nessun parente in vita (è cresciuto in orfanotrofio); fa un lavoro che lo impegna molto nel campo delle telecomunicazioni.
Man mano il rapporto via Facebook passa dalla semplice conversazione alla fiducia e all’amore. I messaggi di Ethan e Angelica sono centinaia, assidui e intensamente romantici, anche se la grammatica e la poetica non sono sublimi.
Lui propone a lei di raggiungerlo in Inghilterra, a Liverpool, per provare a iniziare una vita nuova con lui e con la bimba, ma senza fretta: fra un anno, dopo che il figlio di lei avrà finito la scuola. Prima, comunque, non sarebbe possibile, perché Ethan ha in forse un lavoro che lo potrebbe portare lontano per molto tempo.
I giorni passano, i messaggi proseguono a centinaia, e a un certo punto Ethan, euforico, annuncia ad Angelica che l’incarico per il quale era in gara gli è stato assegnato e che partirà presto per un periodo di lavoro in Nigeria insieme alla figlia. Resteranno comunque in contatto, rassicura Ethan: porterà un computer portatile con sé e chatteranno quando lui rientrerà in albergo. A fine incarico passerà a trovare Angelica di persona per conoscere lei e la sua famiglia.
Si parla già di una vacanza insieme, ad agosto, sul lago; lui ha già prenotato il volo, le manda i dettagli della prenotazione e le affida anche il proprio numero di telefono per potersi parlare. Si telefonano spesso, quasi tutti i giorni. Tutto va a gonfie vele, anche se Ethan non è molto contento del suo nuovo lavoro e soprattutto di dove lo sta svolgendo.La richiesta di soccorso
Ethan, infatti, è frustrato: le sue cose sono arrivate, via mare, ma la dogana fa storie. Le sue carte di credito sono quasi inutilizzabili, perché appartengono ai normali circuiti internazionali e invece in Nigeria si usa la Verve Card ovunque. Angelica, amareggiata e sorpresa che Ethan sia alle prese con questi disagi, controlla via Internet e trova riscontri diffusi di tutti questi problemi.
Ethan ha con sé parecchi contanti, ma si trova a doverli spendere in fretta. Una grossa fetta se ne va per la dogana, e allora chiede aiuto ad Angelica. Lui ha già speso oltre 13.000 sterline; chiede ad Angelica se può prestargli le 1.500 che restano per lo sdoganamento, con la promessa di restituirle al suo arrivo in Svizzera. Angelica acconsente, un po’ a malincuore, mandando i soldi tramite Moneygram. Lui è imbarazzato, si vergogna e le chiede di non parlarne alla famiglia: ci tiene a non fare brutta figura. Paga il dovuto alla dogana e le sue masserizie vengono finalmente sdoganate. Siamo ai primi di agosto.
Ma l’odissea non è finita. Ethan deve spostare le proprie cose dal porto di Lagos a Benin City: trecento chilometri su camion. Chiede ad Angelica 4750 sterline, ma lei non ha a disposizione quel genere di cifra e quindi non lo può aiutare: quest’impotenza la fa star male fisicamente dallo stress per carenza di sonno e alimentazione. Lei gli propone di tornare in Inghilterra per prelevare del denaro, ma lui teme che gli portino via le sue cose. Così Ethan vende il suo orologio di marca e guadagna qualche giorno.
Angelica, angosciata, riesce a racimolare la somma con l'aiuto degli amici e la invia a Ethan. Il problema doganale si risolve. Poi la mazzata: Ethan ha perso l’aereo con il quale doveva lasciare la Nigeria con la figlia, e ovviamente non ha modo di comperare un altro volo.
Lei gli dice di andare al consolato britannico a Lagos, ma non serve a nulla. Gli propone di andare a un’agenzia di viaggi per procurare un volo, e va meglio: ma due biglietti aerei all’ultimo momento costano 3000 sterline.
È fine agosto. Angelica riesce a mettere insieme i soldi, li manda a Ethan, ma l’ansia le sta costando la salute: perde tantissimo peso, i nervi sono a pezzi, prende tanti tranquillanti e non sa a chi rivolgersi. Ethan è sempre sereno e gentile con lei; le chiede del figlio, la invita a pregare Dio affinché i problemi si risolvano.
Il ricatto
Ai primi di settembre ad Angelica arriva un altro colpo: Ethan è stato bloccato in albergo con la figlia perché non è in grado di pagare il conto in sospeso. Ci sono 5800 sterline da saldare. Angelica crolla. Lo stress e forse una dose eccessiva di tranquillanti la portano a un incidente stradale. Rimane ricoverata tre settimane.
Una settimana dopo l’incidente, sua figlia viene a visitarla in clinica e le mostra un articolo che parla di una vicenda molto simile a quella che sta vivendo e la descrive inesorabilmente come una truffa. Razionalmente Angelica capisce di essere stata raggirata, ma il suo cuore non riesce a crederci. Tutti quei messaggi, quei mesi di corteggiamento, come è possibile che siano finti e che qualcuno perda così tanto tempo in una messinscena? Decide comunque di reagire e affronta Ethan. Lui nega tutto.
Angelica si documenta sulle truffe online, informa Ethan delle conseguenze di salute che lei ha subìto a causa del suo comportamento. Pochi giorni dopo Ethan torna a chiederle soldi, dicendo che lui e la figlia stanno morendo di fame perché in albergo non danno più loro da mangiare e gli è stato ritirato il passaporto per impedire ai due di partire.
All’inizio di ottobre Angelica scopre dettagli che non quadrano nella storia di Ethan, li contesta all’uomo e lo segnala a Facebook. Per tutta risposta, Ethan risponde che ucciderà la figlia e poi si suiciderà, e Angelica avrà le mani sporche del loro sangue. Le sue ultime parole sono “Non troverai mai più un uomo come me”.
Al peggio non c'è mai fine
In totale, Angelica ha inviato a “Ethan” circa 11.700 franchi (circa 10.800 euro). La sua denuncia al Ministero Pubblico di Lugano non offre alcuna speranza di individuare il colpevole o i colpevoli, perché Angelica ha usato servizi di trasferimento di denaro poco o per nulla tracciabili.
Lei si mette in contatto con un’associazione dedicata alla lotta ai crimini online, con la quale nasce una collaborazione. Ci si potrebbe aspettare che dopo aver preso così tanti soldi, i truffatori si fermino e lascino perdere, viste anche le condizioni di salute fragilissime della loro vittima. Invece Angelica viene contattata da un altro truffatore, che inizia subito a corteggiarla, esattamente come le avevano detto all’associazione anticrimine. Lei sta al gioco per avere informazioni.
Il canale è sempre lo stesso e il copione è molto simile: il truffatore arriva sempre tramite Facebook, dice che abita e lavora a Los Angeles, ha 55 anni ed è di origine polacca. Sua moglie è morta tre anni fa. Ha una figlia quattordicenne, che vive con la sorella della moglie. Lavora in campo petrolifero e si chiama Scot. Queste sono alcune delle sue foto pubbliche (probabilmente rubate da qualche parte). E inizia subito a dire ad Angelica che l’ama.
Ma Angelica stavolta passa al contrattacco: contatta una donna che ha cliccato su “Mi piace” a una foto del truffatore e scopre che “Scot” le ha promesso che la sposerà. Lo ha fatto proprio mentre diceva ad Angelica di amarla. Il truffatore ha detto all’altra donna di trovarsi in Australia, mentre ad Angelica ha detto che si trova a Los Angeles. Il piano è chiaro: il truffatore opera contemporaneamente su tante vittime ed è per questo che può permettersi di dedicare a ciascuna delle settimane o dei mesi. C'è una filiera, una catena di montaggio, nella quale i criminali oltretutto si passano le vittime, totalmente incuranti delle cifre sottratte, dei sacrifici affrontati dalle loro vittime per trovare i soldi e degli effetti sulla psiche e la salute delle persone che ingannano così intimamente. E conoscono tanti trucchi: l’altra donna spiega ad Angelica che s’è fidata perché “Scot” le ha inviato per posta un pacco contenente documenti importanti. Gli ha già inviato 1800 euro.
Epilogo
Ho controllato su Facebook: il profilo di “Scot” è ancora lì e continua a fare vittime, nonostante le segnalazioni. Angelica vuole reagire alla propria esperienza: vuole fare qualcosa per fermare questi truffatori, o almeno per informare meglio sulla loro esistenza e fare prevenzione. La sua storia, raccontata e condivisa, può servire a mettere in guardia altre persone che potrebbero finire nella medesima trappola perché hanno fiducia nel prossimo, non conoscono i meccanismi di Internet e non immaginano che si possa essere organizzati, pazienti e spietati manipolatori come lo sono questi criminali, capaci di costruire prove false per darsi credibilità.
Angelica ha un consiglio per chiunque si trovasse a vivere una situazione come la sua: non nascondersi, parlare di più di queste truffe e soprattutto non avere paura. Una persona sola, dice, non può fare tanto, ma tante persone insieme fanno la differenza. E ricorda che per chi non è mai stato coinvolto in una truffa del genere è troppo facile giudicare e criticare: bisogna viverla, spiega, perché per chi la vive in prima persona è una vera tragedia. A parte la perdita di denaro, quello che brucia di più è l’effetto psicologico. “Questi truffatori non hanno cuore e non ci pensano due volte a calpestare i sentimenti di altri”, mi dice Angelica, “e purtroppo sono cosi bravi a manipolarti che tu credi a quello che ti dicono.”
Ora Angelica sta proseguendo la collaborazione iniziata con un'associazione di lotta ai crimini online e alle truffe sentimentali costituita in Italia (con una diramazione anche in Canton Ticino) da una delle numerose vittime di questi criminali, e ci sono stati alcuni risultati di polizia, ma la prevenzione, attraverso l’informazione, resta l’approccio più efficace. Mettete in guardia le persone che conoscete, raccontate storie come quella di Angelica, perché tutti pensano di essere capaci di accorgersi di una truffa in corso, ma quasi sempre sottovalutano l’abilità dei truffatori e gli scherzi crudeli che può fare il cuore.
Per chi invece legge queste righe ho una raccomandazione: evitate di infierire con facili e inutili accuse di ingenuità. Verranno cestinate, perché sono le critiche di chi non ha vissuto l’esperienza ma pretende lo stesso di poter sentenziare. Provate anche voi a conoscere le vittime di queste truffe, e poi ne riparliamo. E non dimenticate che è proprio la paura del giudizio sferzante altrui a mantenere sommerso questo crimine.
L’asteroide WT1190F era un veicolo spaziale? Probabilmente sì, comunque niente panico
November 13, 2015 6:04![]() |
| Credit: Osservatorio Astronomico di Bologna. |
Da alcune settimane si parla in Rete dell’asteroide WT1190F, del suo nome un po’ comico (che richiama il popolare acronimo WTF) e soprattutto del fatto che gli esperti dicono che non è un sasso cosmico ma è un oggetto artificiale. Stando ai calcoli, dovrebbe aver colpito l’atmosfera terrestre poco fa, intorno alle 6:20 UTC (le 7:20 in Europa centrale), disintegrandosi senza pericolo significativo a sud dello Sri Lanka.
La traiettoria dell’oggetto è stata ricostruita con precisione e sappiamo che orbitava intorno alla Terra lungo un’orbita che lo portava oltre la Luna. Dalla sua luminosità, che varia periodicamente, sappiamo anche che è piccolo (qualche metro di diametro) e ruota su se stesso ogni due ore e mezza circa. Cosa più interessante, sappiamo si tratta di un oggetto artificiale perché ha una densità media molto bassa, come se si trattasse di un oggetto cavo, e il suo colore è molto chiaro, tipico dei relitti spaziali (gli asteroidi naturali sono normalmente molto scuri).
Questi dati hanno fatto pensare che si tratti di un detrito spaziale di qualche missione lunare, e ad alcuni ricercatori è venuto in mente un “detrito” molto particolare: la cabina del Modulo Lunare della missione Apollo 10, che a maggio del 1969 fece una prova generale dell’allunaggio. Dopo l’uso, la cabina (più precisamente, lo stadio di risalita o ascent stage) del Modulo Lunare fu abbandonato nello spazio e se ne persero le tracce. L’ipotesi è intrigante, ma non è affatto certa come titolano alcuni giornali: ci sono molti altri possibili relitti spaziali candidati.
Per quanto riguarda l’origine del suo nome, l’Agenzia Spaziale Europea spiega bene, tramite un articolo dello scopritore dell’oggetto, Eric Christensen, che non c’era alcun intento comico di rispecchiare nella sigla le perplessità degli scienziati sulla natura dell’oggetto: semplicemente, la W è la lettera progressiva che indica l’anno di scoperta (il 2015), la T indica la metà del mese di scoperta (le prime due settimane o le seconde due del mese di calendario), la cifra 1 identifica l’osservatorio che ha individuato l’oggetto, e i quattro caratteri successivi sono un contatore progressivo esadecimale. Il risultato è che quest’asteroide non è stato il solo ad avere un identificativo che richiama il classico WTF.
Aspettiamo qualche ora e vediamo se ci sono state osservazioni. Qui c'è un mini-blog (in tedesco) che segue uno dei voli osservativi appositi.
Fonti aggiuntive: ASI, Slate.
Buzz Aldrin e Alexei Leonov insieme domani a Losanna
November 12, 2015 10:37Domani (13 novembre) a Losanna (più precisamente a Ecublens) ci saranno Buzz Aldrin, uno dei primi due esseri umani a camminare sulla Luna, e Alexei Leonov, primo uomo ad avventurarsi nello spazio all’esterno del proprio veicolo, protetto soltanto dalla propria tuta in quella che impropriamente viene chiamata “passeggiata spaziale” ma fu tutt’altro che una passeggiata. Insieme all’astronauta svizzero Claude Nicollier e a Johannes Geiss (scienziato coordinatore del primo esperimento svolto sulla Luna da Aldrin) saranno gli ospiti eccezionali di una conferenza-spettacolo unica, organizzata da SwissApollo. Questo è il video promozionale dell’evento:
L’evento comincia presso lo SwissTech Convention Center (Route Louis Favre, 2, 1024 Ecublens) alle 18 con l’apertura dell’esposizione, mentre la conferenza vera e propria prenderà il via alle 20 e sarà tenuta in francese. Se verrà seguita la prassi degli altri eventi organizzati da SwissApollo, Aldrin e probabilmente anche Leonov si esprimeranno in inglese e ci sarà una traduzione consecutiva in francese. Tutti i dettagli sono su Themoonrace.ch, dove i biglietti sembrano al momento indisponibili. Io ci sarò: ci vediamo?
Fra l'altro, Aldrin è anche protagonista di questo spot notevole che promuove le bellezze montane della Svizzera per MySwitzerland.com.
Antibufala: le ultime parole di Steve Jobs
November 12, 2015 9:59
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Stanno circolando in Rete delle parole che vengono attribuite a Steve Jobs e sarebbero state pronunciate da lui in punto di morte. Ne parla per esempio Millionaire.it. Lo fa un po’ pigramente, perché cita la fonte della notizia senza accorgersi che quella fonte smentisce la notizia.
Le parole che Jobs avrebbe pronunciato sarebbero queste (nella traduzione italiana circolante):
Ho raggiunto l’apice del successo nel mondo degli affari. Agli occhi altrui la mia vita è stata il simbolo del successo. Tuttavia, a parte il lavoro, ho una piccola gioia. Alla fine, la ricchezza è solo un dato di fatto al quale mi sono abituato.
In questo momento, sdraiato sul letto d’ospedale e ricordando tutta la mia vita, mi rendo conto che tutti i riconoscimenti e le ricchezze di cui andavo così fiero, sono diventati insignificanti davanti alla morte imminente.
Nel buio, quando guardo le luci verdi dei macchinari per la respirazione artificiale e sento il brusio dei loro suoni meccanici, riesco a sentire il respiro della morte che si avvicina…
Solo adesso ho capito, una volta che accumuli sufficiente denaro per il resto della tua vita, che dobbiamo perseguire altri obiettivi che non sono correlati alla ricchezza. Dovrebbe essere qualcosa di più importante: per esempio le storie d’amore, l’arte, i sogni di quando ero bambino…Non fermarsi a perseguire la ricchezza potrà solo trasformare una persona in un essere contorto, proprio come me.
Dio ci ha dato i sensi per farci sentire l’amore nel cuore di ognuno di noi, non le illusioni costruite dalla fama. I soldi che ho guadagnato nella mia vita non li posso portare con me.Quello che posso portare con me sono solo i ricordi rafforzati dall’amore. Questa è la vera ricchezza che ti seguirà, ti accompagnerà, ti darà la forza e la luce per andare avanti.
L’amore può viaggiare per mille miglia. La vita non ha alcun limite. Vai dove vuoi andare. Raggiungi gli apici che vuoi raggiungere. E’ tutto nel tuo cuore e nelle tue mani.
Qual è il letto più costoso del mondo? Il letto d’ospedale. Puoi assumere qualcuno che guidi l’auto per te, che guadagni per te, ma non puoi avere qualcuno sopporti la malattia al posto tuo. Le cose materiali perse possono essere ritrovate. Ma c’è una cosa che non può mai essere ritrovata quando si perde: la vita. In qualsiasi fase della vita siamo in questo momento, alla fine dovremo affrontare il giorno in cui calerà il sipario.
Fate tesoro dell’amore per la vostra famiglia, dell’amore per il vostro coniuge, dell’amore per i vostri amici… Trattatevi bene. Abbiate cura del prossimo.
La versione inglese è invece questa:
I reached the pinnacle of success in the business world. In others’ eyes, my life is an epitome of success.
However, aside from work, I have little joy. In the end, wealth is only a fact of life that I am accustomed to.
At this moment, lying on the sick bed and recalling my whole life, I realize that all the recognition and wealth that I took so much pride in, have paled and become meaningless in the face of impending death.
In the darkness, I look at the green lights from the life supporting machines and hear the humming mechanical sounds, I can feel the breath of god of death drawing closer…
Now I know, when we have accumulated sufficient wealth to last our lifetime, we should pursue other matters that are unrelated to wealth…
Should be something that is more important:
Perhaps relationships, perhaps art, perhaps a dream from younger days
Non-stop pursuing of wealth will only turn a person into a twisted being, just like me.
God gave us the senses to let us feel the love in everyone’s heart, not the illusions brought about by wealth.
The wealth I have won in my life I cannot bring with me. What I can bring is only the memories precipitated by love.
That’s the true riches which will follow you, accompany you, giving you strength and light to go on.
Love can travel a thousand miles. Life has no limit. Go where you want to go. Reach the height you want to reach. It is all in your heart and in your hands.
What is the most expensive bed in the world?
Sick bed…
You can employ someone to drive the car for you, make money for you but you cannot have someone to bear the sickness for you.
Material things lost can be found. But there is one thing that can never be found when it is lost – Life.
When a person goes into the operating room, he will realize that there is one book that he has yet to finish reading – Book of Healthy Life.
Whichever stage in life we are at right now, with time, we will face the day when the curtain comes down.
Treasure Love for your family, love for your spouse, love for your friends.
Treat yourself well. Cherish others
Ma come dicevo, persino la fonte citata da Millionaire.it, ossia WafflesAtNoon, dice che si tratta di una bufala. Non esiste alcun riferimento a queste parole prima di novembre 2015 e nessuno dei siti che le ha pubblicate è in grado di documentare che Jobs le abbia davvero dette. Nessuna delle biografie ufficiali di Jobs menziona le frasi che stanno circolando. Anzi, secondo la sorella di Jobs, le sue ultime parole furono tutt’altro. Inoltre lo stile di scrittura è molto diverso da quello degli altri scritti di Jobs e contiene errori grossolani come “non-stop pursing” invece di “non-stop pursuit”. Per non parlare del fatto che le parole citano due volte Dio, ma Jobs non era credente.
Come segnala Bufale e Dintorni, alcuni commenti affermano che queste parole in realtà provengono da un libro scritto in cinese, Say It Before It's Too Late: The Last Words of New Yorkers, di Yuan Yicheng, specificamente da pagina 124-127, ma non ho conferme dirette di questa attribuzione.
Fonti aggiuntive: Giornalettismo.














