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Disinformatico

Settembre 4, 2012 21:00 , by profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Antibufala mini: “robot di Facebook” che parlano fra loro una lingua sconosciuta

Agosto 1, 2017 13:29, by Il Disinformatico

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/08/01 18:30.

No, non c’è nessuna “paura nella Silicon Valley”, come scrive Il Messaggero (copia su Archive.is) titolando “Due robot iniziano a parlare fra loro in una lingua sconosciuta: sospeso l'esperimento di Facebook”. Huffington Post, invece, titola “Facebook sospende il test per l'Intelligenza Artificiale: "Due bot hanno inventato un proprio linguaggio, incomprensibile all'uomo"” (copia su Archive.is).

La realtà, come spiega divertita la BBC invece di fare terrorismo luddista, è che la notizia, pubblicata inizialmente da Facebook, risale a giugno scorso, quando era passata inosservata (a parte qualche commento di riviste scientifiche divulgative): due chatbot di Facebook avevano dialogato tra loro in modo curioso. Tutto qui.

Ma adesso la storia è stata ripresa dai tabloid britannici (Mirror e dal Sun, per esempio, che mi rifiuto di linkare) con toni catastrofici, da insurrezione robotica imminente, come se domattina dovessimo temere l’attacco dei tostapane che hanno preso coscienza della propria condizione sociale. E guarda caso la notizia viene pubblicata solo ora dai media italofoni. Sarà un caso? Noi crediamo di no, direbbe qualcuno.

Non c’è nessuna intelligenza artificiale ostile che trama contro l’umanità in lingue segrete e non c’è stato nessun panico: semplicemente l’esperimento di intelligenza artificiale (due programmi che dialogavano tra loro, non due robot) “è stato chiuso perché faceva cose che al team di ricercatori non interessavano -- non perché i ricercatori pensavano di essersi imbattuti in un rischio per l’esistenza dell’umanità.”

Ancora una volta e con sentimento: non perdete tempo a leggere notizie tecniche o scientifiche sui giornali generalisti. Con pochissime eccezioni (tipo, in questo caso, Il Post), chi le scrive non capisce un’acca della materia e per di più copia dai peggiori giornali britannici invece che dalle pubblicazioni divulgative competenti. Procuratevi una rivista tecnica e leggetela: se non potete, date per scontato che quello che leggete sui giornali generalisti è una bufala.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Corriere e Repubblica, singolare gara a chi fa peggio

Agosto 1, 2017 9:57, by Il Disinformatico

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Repubblica, a firma di Giacomo Talignani, sostiene che a Malta c'è “una rete di tunnel di 28mila kmq”. Malta ha una superficie di 316 chilometri quadrati.

@disinformatico 28.000 kmq di tunnel sotto un'isola di 315 kmq pic.twitter.com/p9zX9kNLhp
— davide salerno (@davidesalerno68) August 1, 2017


Il Corriere preferisce la strada del clickbaiting più sfacciato, tratto oltretutto da una vecchia foto che gira in Rete, come nota Ufoofinterest (anche qui), e titola: “Invia questa foto al marito e lui chiede subito il divorzio: cosa le è sfuggito?”

Invia questa foto al marito e lui chiede subito il divorzio: cosa le è sfuggito? https://t.co/jqnD9Waa9s pic.twitter.com/RRTnuuyYF3
— Corriere della Sera (@Corriere) August 1, 2017



Ma Repubblica rilancia con questo (copia su Archive.is):

C'è un piccolissimo refuso, una consonante "cagato in macchina tutta la notte" @repubblica pic.twitter.com/2RWeqPVCOn
— Marcella Martinelli (@marcimarti17) August 1, 2017


E questo sarebbe il giornalismo che dovrebbe salvarci dalle fake news. Come dice Marco Cattaneo, “Poi facciamo un bel convegno chiedendoci pensosi come mai i giornali non sono più credibili, mi raccomando.”
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Su Le Scienze parlo del lato empatico del debunking

Agosto 1, 2017 9:03, by Il Disinformatico

Per il numero 588 de Le Scienze, in edicola adesso (sommario qui), ho scritto un articolo della mia rubrica Povera scienza intitolato Il lato empatico del debunking e dedicato a una possibile soluzione alla presunta inutilità di presentare i fatti a chi è già convinto di una tesi preconcetta. Ho preso in considerazione due casi di rifiuto dei dati: cambiamenti climatici e vaccini.

I testi che cito nell’articolo, per chi volesse approfondire l’argomento e in particolare la questione dei cambiamenti climatici, sono questi:

Who Cares about Polar Regions? Results from a Survey of U.S. Public Opinion, Lawrence C. Hamilton, in Arctic, Antarctic, and Alpine Research 40(4):671-678. (2008)

Education, politics and opinions about climate change evidence for interaction effects, Lawrence C. Hamilton, in Climatic Change, January 2011, Volume 104, Issue 2, pagg. 231–242; DOI 10.1007/s10584-010-9957-8

Improving Climate Change Acceptance Among U.S. Conservatives Through Value-Based Message Targeting, Graham Dixon, Jay Hmielowski e Yanni Ma (2017)

Consiglio inoltre l’articolo How a Professional Climate Change Denier Discovered the Lies and Decided to Fight for Science di Sharon Lerner su The Intercept (2017).

La dichiarazione del senatore USA Inhofe che cito è stata fatta in un’intervista a MSNBC il 15 marzo 2012 ed è riportata su ThinkProgress.

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Tesla Model 3, prime consegne e qualche dato tecnico definitivo

Luglio 29, 2017 4:04, by Il Disinformatico

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Poco fa si è conclusa la breve cerimonia di consegna delle prime trenta Model 3 di Tesla: l’auto che, secondo i piani di Elon Musk, dovrebbe rivoluzionare il mercato e avviare l’adozione su vasta scala dei veicoli elettrici. Finora sono stati fabbricati 50 esemplari di serie: trenta vanno a clienti e venti restano all’azienda per la validazione della produzione.

Queste sono le specifiche principali, secondo i dati raccolti da Electrek.

Inizialmente saranno disponibili due versioni: Standard e Long Range. La Standard ha un prezzo base di 35.000 dollari (34.000 CHF/29.800 EUR), un’autonomia di 354 km, un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,6 secondi e una velocità massima di 209 km/h. La Long Range parte da 44.000 dollari, ha un’autonomia di 498 km, fa da 0 a 100 km/h in 5.1 secondi e ha una velocità massima di 225 km/h. Non si sa se l’autonomia è dichiarata secondo i criteri EPA, più realistici, o quelli NEDC.

La velocità di carica presso i Supercharger (punti di ricarica veloce di Tesla) è di 210 km in 30 minuti; presso un punto di ricarica domestico da 240V/32A è 48 km in un’ora.

Verrà data la priorità alla produzione della Long Range, le cui consegne iniziano oggi; la Standard sarà disponibile dall’autunno; le versioni a doppio motore (quattro ruote motrici) arriveranno in seguito.

Come preannunciato, il cruscotto tradizionale non c’è: è sostituito da un tablet da 15 pollici in posizione centrale (foto e grafica qui). Sul volante ci sono due trackball che comandano gli specchietti e l’impianto audio. Sul piantone c’è il selettore di marcia (indietro - folle - avanti - Autopilot - parcheggio). Il tetto è interamente vetrato. Le maniglie sono a filo carrozzeria ma manuali (si spingono per farle uscire, a differenza di quelle delle altre Tesla, che sono automatiche).

L’auto ha sette telecamere, un radar frontale e dodici sensori a ultrasuoni, che consentono la protezione anticollisione e la frenata automatica d’emergenza di serie. Tutti gli esemplari includono l’hardware per la guida assistita o autonoma, attivabile via software a pagamento. Aggiungendo 5000 dollari si ha la guida assistita o Enhanced Autopilot, che consente all’auto di restare in corsia, adeguare la propria andatura a quella del traffico, cambiare corsia automaticamente, imboccare le uscite autostradali e  parcheggiare. Aggiornamenti software aggiungeranno altre funzioni. Per la guida autonoma vanno aggiunti altri 3000 dollari e bisogna aspettare che sia pronto il software e siano approvate le apposite normative.

La garanzia è di 4 anni o 80.000 km sul veicolo e di 8 anni e 160.000 km sulla batteria standard (193.000 sulla Long Range).

La Model 3 è lunga 470 cm, larga 193 cm (185 cm a specchietti ripiegati) e alta 144 cm. Il fondo è a 14 cm da terra. Il bagagliaio, doppio (anteriore e posteriore) ha un volume complessivo di quasi 425 litri. Il peso è 1610 kg per la Standard e 1730 kg per la Long Range. Le ruote sono disponibili in versioni da 18 pollici (standard) e 19 pollici (1500 dollari in più). Se volete farvi un’idea dei colori disponibili, guardate qui. C’è anche un pacchetto di opzioni per l’allestimento interno che fa salire il prezzo di altri 5000 dollari, e i colori diversi dal nero costano 1000 dollari in più.

Sparisce la chiave apriporta tradizionale con telecomando: l’auto si apre quando si avvicina il telefonino del proprietario (il che significa che rubare un telefonino equivale a rubare le chiavi dell’auto) o quando si avvicina al montante centrale una tessera NFC fornita.

Ci sono oltre 500.000 prenotazioni. Se vi state chiedendo se ci sono novità sulla mia, fatta il 2 aprile 2016, il sito di Tesla è attualmente bloccato e mostra solo l’opzione di vedere la presentazione di oggi, ma ieri sera è cambiata la schermata iniziale del mio account, che ora dice “Tra poco riceverai l’invito per la Model 3”. La grossa sfida per Tesla, ora, è riuscire a fabbricare in massa quello che finora ha prodotto in volumi molto modesti: nel 2016 ha costruito in tutto circa 84.000 auto. Ora vuole arrivare a sfornarne 20.000 al mese entro fine anno.

È tutto quello che so: se volete saperne di più, date un’occhiata alle mie FAQ e seguite Teslari.it. Per le foto dei dettagli, consiglio questa recensione di Motor Trend.

Intanto che aspetto novità da Tesla, ho prenotato per i primi di agosto una prova della Opel Ampera-e, che ha prezzi e caratteristiche di autonomia simili alla Model 3 ma non include le opzioni di guida assistita/autonoma. Vi racconterò tutti i dettagli appena possibile.


Fonti aggiuntive: Yahoo, The Verge, Ars Technica.
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Podcast del Disinformatico del 2017/07/28

Luglio 29, 2017 4:04, by Il Disinformatico

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di ieri del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



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