Sono a un simposio internazionale di sicurezza informatica. Vi racconto cosa si dice
Settembre 21, 2016 4:29Questo articolo vi arriva gratuitamente grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una per incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).Sono stato cortesemente invitato ad assistere al simposio Cybersecurity and Managerial Challenges “A continuing challenge for a modern society” che si tiene oggi e domani al Franklin College di Lugano (www.cmcsymposium.org). I relatori sono di tutto rispetto e promettono di toccare argomenti estremamente interessanti per la sicurezza informatica aziendale, nazionale e internazionale. Proverò a raccontarvi più o meno in tempo reale gli eventi salienti della giornata. Intanto date un’occhiata al programma e all’elenco dei relatori.
Le foto private “hackerate” di Diletta Leotta sono sul sito de La Voce di Napoli. Giornalismo 2.0
Settembre 20, 2016 17:36
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ANSA ha annunciato oggi, citando una nota dell’ufficio stampa della giornalista di Sky Sport Diletta Leotta, che il “telefono portatile [sic] di Diletta è stato hackerato e alcune sue foto privatissime di alcuni anni fa, in realtà insieme ad evidenti fotomontaggi, in queste ore sono distribuite in rete da moltissime persone”. La giornalista “ha subito sporto denuncia alla Polizia di Stato (Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano) chiedendo che si dia inizio all'azione penale contro chiunque risulti concorrente di tutti i reati perseguibili e cioè della pubblicazione e distribuzione delle foto.”
Diletta Leotta sembra insomma intenzionata seriamente ad agire penalmente contro chiunque pubblichi e distribuisca le foto in questione, come è suo sacrosanto diritto. Come prevedibile, è partito il coretto dei giornalisti casti e puri, indignati per questa nuova violazione della privacy di una donna, che puntano il dito giudicatore contro gli utenti comuni che stanno distribuendo le foto personali della Leotta su WhatsApp, Dropbox, Imgur e su tanti altri siti e servizi. Ma la cosa interessante è che fra questi disseminatori c’è anche una testata giornalistica italiana: La Voce di Napoli.
Almeno due delle foto in questione, infatti, sono pubblicate sul server web de La Voce di Napoli. Hanno un indirizzo accessibile a chiunque, facilissimo da trovare con una banale ricerca in Google. Per ora non pubblico qui i link diretti, caso mai Sky Sport, la Polizia Postale o Diletta Leotta volessero sporgere denuncia. Su La Voce di Napoli le foto sono parzialmente mascherate con i quadrettoni in alcuni punti, ma non nel volto.
Ho salvato una copia delle foto su Archive.is e su Archive.org, in modo da avere una prova indipendente di quello che affermo. Visto che la Leotta parla di “gravissima violazione della privacy” e di “azione penale” nei confronti di chi pubblica le sue foto personali, sarà interessante vedere come procederà con i colleghi giornalisti che le mettono sui propri siti di testata.
Podcast del Disinformatico del 2016/09/16
Settembre 20, 2016 11:34È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di venerdì del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!
Tesla “hackerate da remoto”? Non proprio
Settembre 20, 2016 8:59Questo articolo vi arriva gratuitamente grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una per incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).Sono a corto di tempo, per cui scrivo giusto due righe per evitare che si diffondano bufale: sì, gli esperti di Keen Security Lab hanno pubblicato un video nel quale sembrano mostrare un attacco informatico nel quale prendono il controllo da remoto di una Tesla Model S, riuscendo addirittura a farla frenare di colpo mentre è in movimento. Spettacolare, certo, ma non è un vero e proprio “hackeraggio da remoto”: serve infatti comunque la collaborazione attiva del conducente, che deve connettere l’auto a una rete Wi-Fi (cosa che non succede mentre si è in giro), per cui non si tratta di una tecnica che consente di prendere facilmente il controllo a distanza di un’auto Tesla qualsiasi.
Molte testate giornalistiche che stanno raccontando la scoperta omettono di precisare questo particolare, forse per incompetenza o forse per pompare la notizia: fra quelle che ho visto fin qui fa felice eccezione The Verge.
Tecnicamente è un risultato notevole, comunque, rispetto agli attacchi precedenti che richiedevano lo smontaggio del cruscotto. Fra l’altro, la vulnerabilità è già stata risolta con un aggiornamento software diffuso a tutte le Tesla.
Spero di potervi raccontare tutti i dettagli nelle prossime ore.
Sì, collaborerò con “La verità”. Niente panico
Settembre 19, 2016 22:58Ho ricevuto un po' di commenti e di messaggi via mail, alcuni anche increduli e allarmati, a proposito della notizia della mia imminente collaborazione con il nuovo giornale La verità. Posso confermare che non si tratta di una bufala: la collaborazione ci sarà.Non intendo occuparmi di politica, ma solo di fatti informatici o tecnologici e di bufale mediatiche, con lo stesso stile e la stessa autonomia che trovate qui. La collaborazione non fa parte di un piano strategico per la mia ascesa ad imperatore del mondo con l’aiuto dei Rettiliani, della CIA e del Nuovo Ordine Mondiale: semplicemente la redazione mi ha contattato, mi ha proposto una collaborazione, abbiamo trovato una soluzione che va bene ad entrambe le parti e io ho accettato a titolo sperimentale. Scrivo per varie testate; questa è semplicemente una di esse. Se la cosa vi mette in subbuglio ancora prima di aver letto quello che verrà pubblicato, ho preparato una foto di gatti per tranquillizzarvi.
L’idea è di offrire le informazioni che trovate qui a un pubblico che non legge online ma preferisce la carta e per questo motivo rischia di non essere informata su novità, trappole e bufale della Rete. Spero, insomma, di rendermi utile. È tutto quello che ho da dire, per ora: se son rose, fioriranno.








