Transito di Mercurio davanti al Sole il 9 maggio
Maggio 3, 2016 6:13![]() |
| Fonte: Blueplanetheart. |
Nel pomeriggio del 9 maggio il pianeta Mercurio transiterà sul Sole. Durante un transito un corpo celeste si interpone tra tra un osservatore e un altro corpo, di solito più grande. In questo modo la sagoma del primo rimane proiettata sul secondo.
Nel nostro sistema solare i transiti possibili di oggetti naturali sul Sole sono ovviamente solo quelli dei pianeti interni. I transiti si verificano molto di rado: il prossimo di Venere, per esempio, avverrà l'11 dicembre 2117. I successivi di Mercurio invece si verificheranno più a breve ma comunque con periodicità assai dilatata.
Sono fenomeni astronomici affascinanti e relativamente facili da osservare. Il transito di Mercurio, a differenza di quello di Venere, non è visibile senza strumenti ottici, date le minori dimensioni angolari del pianeta (video): occorre come minimo un ottimo binocolo, a patto ovviamente di utilizzare un filtro solare fabbricato con materiale di qualità. Soluzioni artigianali come pellicole nere o vetri affumicati sono da evitare per la incompleta capacità di trattenere le radiazioni solari. Come è ovvio, il filtro deve essere posizionato tra i raggi solari e l’obiettivo dello strumento, non tra l’oculare e l’occhio dell’osservatore.
Il fenomeno inizierà poco dopo le 13 (ora italiana) e terminerà più o meno al tramonto.
Ti Porto la Luna 2016: la tappa in Abruzzo
Maggio 2, 2016 15:15
Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).
Sono rientrato ieri da una bellissima (e golosissima) tappa in Abruzzo di Ti Porto La Luna, che ha permesso a Luigi Pizzimenti, ideatore e responsabile del tour, e al sottoscritto di portare fra la gente una roccia lunare proveniente dalle missioni Apollo.
La Luna è arrivata in Abruzzo grazie al lavoro eccezionale degli organizzatori locali (Biagio Cimini, Antonio Moretti e Valerio Galiffa) e delle amministrazioni locali, che si sono rivelate capaci di fare quello che località più grandi si sono invece lasciate sfuggire tra le dita per burocrazia o pretenziosità personali. E così oltre mille persone di tutte le età hanno visto la Luna da pochi centimetri e hanno conosciuto, nelle conferenze che ho tenuto insieme a Luigi, la storia di chi l’ha raccolta e l’ha portata sulla Terra. Ecco qualche foto e un video pubblicato dalla TV locale.
Controguerra
#Tiportolaluna in Abruzzo: prima tappa con gli studenti di Controguerra! @disinformatico @LuigiPizzimenti pic.twitter.com/YLmt9076ym— Biagio Cimini (@BiagioCimini) 29 aprile 2016
J News TV
Ancarano
— Luigi Pizzimenti (@LuigiPizzimenti) 30 aprile 2016
— Luigi Pizzimenti (@LuigiPizzimenti) 30 aprile 2016
— Luigi Pizzimenti (@LuigiPizzimenti) 30 aprile 2016
Torano Nuovo
#Tiportolaluna a Torano Nuovo successo di pubblico! @BiagioCimini @disinformatico @PaoloDan pic.twitter.com/8wH4Yxaoa8— Luigi Pizzimenti (@LuigiPizzimenti) 30 aprile 2016
![]() |
| Valerio Galiffa, Biagio Cimini e Antonio Moretti si godono il meritato momento con la Luna tra le mani. |
Altre foto, anche del tour precedente (2015), sono su Twitter con l’hashtag #tiportolaluna.
E se fosse stata una tappa in auto elettrica?
Rivedendo sullo schermo le immagini delle auto elettriche usate dagli astronauti sulla Luna nelle missioni Apollo 15, 16 e 17 mi è venuto spontaneo pensare che fra un paio d’anni, se tutto va bene, anch’io viaggerò in un’auto elettrica. Non sulla Luna, ovviamente, ma dovrò essere in grado di affrontare anche trasferte come questa in Abruzzo. Così sto tenendo traccia dettagliata dei viaggi che faccio e sto provando a simularli come se dovessi farli con la Tesla Model 3 che ho prenotato. Finora la trasferta abruzzese è il primo caso, dall’inizio dell’anno, in cui le limitazioni di autonomia e ricarica dell’auto elettrica mi avrebbero obbligato a cambiare drasticamente il piano di viaggio rispetto a un’auto a carburanti fossili.
Il viaggio da Lugano a Torano Nuovo, in Abruzzo, è lungo circa 610 chilometri. Li ho percorsi, con la mia attuale auto a benzina, in poco più di sei ore (compresi 50 minuti di sosta per pranzo e rifornimento di benzina). Come sarebbe andata con una Tesla Model 3? Male.
Con l’attuale rete di ricarica veloce Tesla (i Supercharger) e stimando prudenzialmente 300 km di autonomia della Model 3 (rispetto ai 350 dichiarati), avrei potuto fare il tragitto di 250 chilometri da Lugano fino a Modena, dove c'è un Supercharger lungo la strada che dovrei comunque percorrere. Ma poi avrei dovuto affrontare la tratta da Modena a Torano, che è di 360 km e non ha attualmente alcun punto di ricarica Tesla. Con una Model 3 non ce l’avrei fatta (con una Model S sì, a patto di poter ricaricare all’arrivo, all'agriturismo dove ero alloggiato, nel corso della notte). Tuttavia per fine 2016 sono previsti due Supercharger sulla costa adriatica, che mi permetteranno in futuro di completare un viaggio come questo con due tappe di ricarica da circa 40 minuti l'una. Certo, allungherò il tempo di viaggio (ma soltanto di una quarantina di minuti, visto che una delle soste che avrei dovuto fare con la Model 3 l’ho fatta comunque con l’auto a benzina); in compenso viaggerò senza inquinare e risparmierò 135 euro che avrei speso in carburante per l’andata e il ritorno.
Storia di un furto informatico da un miliardo di dollari
Maggio 1, 2016 5:34
Sono emersi alcuni dettagli tecnici molto interessanti a proposito del furto informatico milionario ai danni della Bangladesh Bank che ho raccontato un mesetto fa.
Si sapeva già che criminali informatici erano riusciti a penetrare nei computer della banca centrale del Bangladesh e a sottrarre le credenziali necessarie per effettuare bonifici, inviandone una quarantina per un importo complessivo di circa un miliardo di dollari, che sarebbero finti nei conti di complici nelle Filippine e nello Sri Lanka se i ladri non avessero commesso un banale errore di ortografia (indicando come beneficiaria la Shalika Fandation al posto della Shalika Foundation) che aveva insospettito un intermediario presso la Deutsche Bank. Il furto era stato quindi interrotto quando la cifra sottratta era soltanto (si fa per dire) di circa ottanta milioni di dollari.
Ora è emerso che la Bangladesh Bank era in pratica priva di firewall e usava una rete informatica di seconda mano con componenti a bassissimo costo, secondo le indagini della BAE Systems, che hanno rivelato che i ladri avevano alterato il software del sistema SWIFT in modo da poter spedire denaro in tutto il mondo senza lasciarne tracce in Bangladesh.
Normalmente il sistema interbancario SWIFT è sicuro: è una rete privata e la maggior parte delle banche consente trasferimenti soltanto fra mittenti e destinatari concordati. Per alterarlo bisogna essere all’interno dell’organizzazione di una delle banche che partecipano al sistema, come appunto la Bangladesh Bank. Purtroppo questa banca, usando componenti di rete a basso costo, non aveva isolato i propri sistemi SWIFT dal resto della rete informatica aziendale.
Come spiega Ars Technica, questa vulnerabilità ha consentito ai criminali di entrare nella rete bancaria via Internet, farsi strada fino ai sistemi SWIFT e alterare il software Alliance Access, che effettua e registra le transazioni SWIFT. La modifica ha rimosso i controlli di integrità e coerenza del software Alliance Access, consentendo di alterare gli importi dei bonifici e il contenuto dei messaggi di conferma, in modo che non rimanesse traccia dei bonifici fraudolenti dopo il loro invio. Il tutto veniva gestito da un server situato in Egitto, ma questo non vuol dire che i criminali risiedevano in questo paese.
Il riciclaggio del denaro sottratto è passato attraverso le Filippine, dove è in corso un’indagine governativa: i soldi sono arrivati su conti intestati a due cittadini cinesi che gestiscono il gioco d’azzardo a Macao e nelle Filippine, e da lì sono stati trasferiti a vari casinò e poi a conti bancari internazionali. I casinò nelle Filippine sono esentati dalle norme antiriciclaggio e quindi sono un canale perfetto (consapevole o inconsapevole) per queste operazioni fraudolente. Le indagini hanno già portato alle dimissioni del governatore della Bangladesh Bank e all’incriminazione di altre persone che hanno fatto da tramite per i movimenti illeciti di denaro.
Hai un vecchio Android? Criminali te lo bloccano e chiedono un riscatto da pagare con carte iTunes
Maggio 1, 2016 3:26Uno dei problemi principali della sicurezza dei dispositivi Android è la mancanza di aggiornamenti del sistema operativo: molti utenti non solo non aggiornano il proprio telefonino o tablet, ma non lo possono proprio aggiornare perché l’operatore o il produttore non prepara e non distribuisce gli aggiornamenti. Questo può avere conseguenze molto più gravi di quello che molti utenti immaginano.Per esempio, Blue Coat Labs segnala che i telefonini Android non recenti (che usano versioni di Android fino almeno alla 4.4) possono essere attaccati con un ransomware che li blocca, mostrando pubblicità persistenti che impongono alla vittima di comperare 200 dollari di carte prepagate iTunes. L’attacco è particolarmente aggressivo perché avviene senza l’interazione dell’utente e non viene visualizzata la normale finestra di dialogo che descrive le richieste di permessi delle applicazioni.
Un utente colpito può copiare i propri file dal telefonino infetto e poi entrare in recovery mode per reinstallare una versione di Android non infetta, ma si tratta di un compito al di sopra delle capacità dell’utente medio, per cui molti rischiano di trovarsi costretti a pagare i criminali per riavere il controllo del proprio telefonino e soprattutto i propri dati.
Blue Coat examined the malware on a device running the custom Cyanogenmod 10 cur of the Android 4.2.2 operating system. ®
http://www.theregister.co.uk/2016/04/26/net_scum_lock_ancient_androids_force_users_to_buy_itunes_gift_cards/
Un altro sito d’incontri violato: un milione di profili privati di BeautifulPeople è ora in Rete
Maggio 1, 2016 3:12Ricordate Ashley Madison, il sito dedicato agli incontri intimi infedeli i cui utenti furono messi a nudo ad agosto 2015 dal furto e dalla pubblicazione dei loro dati personali maldestramente custoditi? Adesso è il turno di un altro sito dello stesso genere, BeautifulPeople.com, che si vanta di selezionare i propri membri in base al loro aspetto.A quanto pare BeautifulPeople ha selezionato con lo stesso criterio anche i responsabili della sicurezza informatica, perché i dati personali di un milione di utenti del sito sono ora in vendita nei bassifondi di Internet: nomi utenti, indirizzi di mail, collocazione geografica, caratteristiche fisiche, professione, preferenze sessuali e altro ancora.
I dati sono stati trafugati attingendo a un server di test non protetto sul quale girava il software MongoDB, che ha seri problemi di sicurezza: per esempio, per colpa sua di recente sono finiti online 93 milioni di dati identificativi riservati degli elettori messicani e pochi mesi fa hanno fatto la stessa fine i dati di circa 13 milioni di utenti di MacKeeper. Secondo il motore di ricerca Shodan l’anno scorso c’erano circa 600 terabyte di dati esposti in circa 30.000 database di vari siti grazie alle errate configurazioni di MongoDB.
BeautifulPeople.com dice di aver avvisato tutti gli utenti coinvolti e che le password e le informazioni finanziarie non sono state compromesse. Ma anche senza questi dati le possibilità di ricatto e di furto d’identità sono enormi.










