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Disinformatico

Settembre 4, 2012 21:00 , by profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Facebook sa quando dormi e lo dice in giro

Marzo 4, 2016 7:30, by Il Disinformatico

È facile non rendersi conto di quante informazioni personali lasciamo trapelare quando usiamo un social network e per questo bisogna fare attenzione nel concedere l’amicizia. Per esempio, Soren Louv-Jansen, uno sviluppatore software danese, ha scoperto che è possibile usare Facebook per tracciare le abitudini di sonno degli amici e ha pubblicato uno strumento che facilita questo monitoraggio.

In sintesi, Facebook aggiunge un timestamp (marcatore temporale), chiamato lastActiveTimes, che indica pubblicamente la data e ora dell'ultima volta che gli utenti amici sono stati attivi su Facebook e Messenger. Soren ha creato un software scaricabile che controlla questi timestamp ogni dieci minuti, il traduce e li usa per creare una mappa grafica dei cicli di sonno degli utenti.

“Il mio scopo non è spiare i miei amici. Voglio che le persone siano consapevoli che lasciano tracce digitali dovunque vadano”, dice lo sviluppatore, precisando che Facebook potrebbe decidere di nascondere questinformazione ma potrà sempre raccoglierla per sé.

Facebook, però, non l’ha presa bene e ha avvisato Louv-Jansen che sta violando le condizioni d’uso del social network, invitandolo a non offrire il suo software di monitoraggio. Tuttavia Facebook, nelle sue dichiarazioni, ha aggiunto un dettaglio che rende ancora più intrusivo il monitoraggio delle attività altrui: i nostri cicli di sonno possono essere sorvegliati non solo dagli amici ma anche dalle persone che abbiamo aggiunto come contatto Messenger o con le quali abbiamo scambiato un messaggio.


Fonti aggiuntive: Washington Post, Naked Security.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Video impressionante di un robot “tormentato” dai suoi creatori: che emozioni vi suscita?

Marzo 4, 2016 7:10, by Il Disinformatico

Come vi sentite a guardate questo video di Atlas, un robot umanoide della Boston Dynamics, messo alla prova dai suoi sviluppatori con modi decisamente brutali?


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Ultimo giorno per vedere al cinema il documentario su @Astrosamantha

Marzo 2, 2016 9:13, by Il Disinformatico

Astrosamantha - la donna dei record nello spazio, il documentario di Gianluca Cerasola dedicato alla missione spaziale di Samantha Cristoforetti, è disponibile nei cinema italiani ancora per oggi, dopo il debutto di ieri.

Se non volete perdervelo, questa è la vostra occasione: consultate sul sito ufficiale del documentario oppure qui l’elenco dei cinema che lo proiettano e godetevelo anche per me. Io, per impegni di lavoro, non riesco ad andare a vederlo: se lo vedete, ditemi nei commenti cosa ne pensate. Non temo gli spoiler sulla trama.

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Nuovo aggiornamento dell’Almanacco dello Spazio

Marzo 2, 2016 5:43, by Il Disinformatico

Stamattina sono tornati sulla Terra, a bordo della Soyuz TMA-18M, Sergei Volkov, Mikhail Kornienko e Scott Kelly a conclusione di una permanenza a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Kelly e Kornienko hanno stabilito il nuovo record di durata di una singola permanenza a bordo della Stazione, trascorrendovi 340 giorni e raccogliendo dati fisiologici preziosissimi per la pianificazione delle missioni interplanetarie di lunga durata.

Kelly ha stabilito anche il nuovo record statunitense di tempo complessivo trascorso nello spazio e quello statunitense di durata di una singola missione, ma non quello mondiale: davanti a lui, infatti, ci sono altri quattro cosmonauti che hanno totalizzato oltre un anno di permanenza in una singola missione (Vladimir Titov e Musa Manarov, con 365 giorni fra il 1987 e il 1988; Sergei Avdeyev, con 379 giorni fra il 1998 e il 1999; e Valery Polyakov, con 437 giorni fra il 1994 e il 1995).

Se vi interessano questi primati e tanti dettagli aggiornati della storia dell’esplorazione spaziale, ho appena aggiornato la bozza del mio Almanacco dello Spazio: un e-book gratuito in italiano che, giorno per giorno, vi racconta gli eventi spaziali e astronomici avvenuti in quel giorno, con le chicche, le immagini rare e le curiosità di ciascun evento. La nuova bozza è arrivata a 760 voci (compreso l’atterraggio di stanotte) ed è scaricabile liberamente subito cliccando qui.

Scott Kelly: “Ho appena letto l’Almanacco ed è bellissimo”.

L’Almanacco non è protetto contro la copia; anzi, è liberamente distribuibile e copiabile secondo la licenza Creative Commons inclusa nel testo. Chiedo solo che venga rispettato il mio diritto legale di essere riconosciuto come autore. Se volete incoraggiarmi ad ampliare l’Almanacco e a scrivere altri libri di questo genere, potete offrirmi una birra e una pizza con una donazione seguendo le istruzioni che trovate nel sito del libro. Buona lettura!
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50 anni fa la NASA perdeva due astronauti: Charles Bassett ed Elliott See

Febbraio 28, 2016 16:56, by Il Disinformatico

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È il 28 febbraio 1966. La NASA, con il programma Gemini, sta imparando tutto quello che serve sapere per poter mandare degli astronauti sulla Luna: come camminare e lavorare in assenza di peso, come effettuare rendez-vous e attracchi fra due veicoli spaziali. Molti membri degli equipaggi delle missioni Gemini viaggeranno poi fino alla Luna: Neil Armstrong, Buzz Aldrin, Tom Stafford, John Young e Gene Cernan, per citarne alcuni.

Ma l’equipaggio della Gemini IX, costituito da Elliot See e Charles Bassett II, non avrà questa possibilità. See, 38 anni, e Bassett, 34 anni, partono intorno alle sette di mattina dalla base di Ellington, diretti allo stabilimento della McDonnell a St. Louis, a bordo di un addestratore T-38, accompagnati dall’equipaggio di riserva, Tom Stafford e Gene Cernan, su un altro T-38. Devono trascorrere a St. Louis una decina di giorni per ispezionare la loro capsula Gemini ed addestrarsi nel simulatore.

Alla partenza il tempo è ottimo, ma a St. Louis piove; le nuvole sono basse (a 600 metri di quota) e la visibilità è scarsa. All’arrivo sopra la base aerea di Lambert Field, poco prima delle nove, i due jet si trovano troppo vicini alla fine della pista d’atterraggio e così See vira a sinistra, stando sotto le nuvole, mentre Stafford si arrampica e rientra nelle nubi per tentare un altro avvicinamento, cosa che gli riesce senza problemi.

Ma la virata di See porta il suo T-38 vicino all’Edificio 101 della McDonnell, dove i tecnici stanno lavorando proprio alla capsula Gemini che dovrà portare See e Bassett nello spazio. Rendendosi forse conto di star perdendo quota troppo rapidamente, See accende i postbruciatori e tenta di virare bruscamente a destra, ma è troppo tardi: l’aereo colpisce il tetto dell’edificio con un’ala e si schianta, incendiandosi e uccidendo Bassett e See. Frammenti del loro aereo colpiscono la capsula Gemini. See viene sbalzato fuori dall'aereo; il suo cadavere viene ritrovato in un parcheggio adiacente. La testa di Bassett viene trovata incastrata fra le travi del tetto dell’Edificio 101. Se l’aereo fosse stato leggermente più basso, avrebbe distrutto la capsula e soprattutto ucciso decine di specialisti che vi lavoravano, mettendo in crisi l’intero progetto di arrivare alla Luna.

Non è il primo incidente che tronca la vita di un astronauta: era già successo con Theodore Freeman nel 1964. Ma è la la prima volta che la NASA si trova costretta a rimpiazzare l’equipaggio primario di una missione con quello di riserva. Stafford e Cernan voleranno nello spazio con la Gemini IX e diventeranno i primi ad effettuare con successo tre rendez-vous; in seguito voleranno insieme fino alla Luna con Apollo 10.

L’incidente aereo innesca un effetto domino che cambia il corso della storia: senza la morte di Bassett e See, per esempio, Buzz Aldrin non sarebbe stato scelto come membro di riserva per Gemini IX e non avrebbe volato con la Gemini XII a novembre del 1966; probabilmente non sarebbe stato il pilota del modulo lunare di Apollo 11 e quindi non sarebbe stato il secondo uomo a camminare sulla Luna. Inoltre Gene Cernan probabilmente non sarebbe stato l’ultimo uomo sulla Luna. Aldrin, amico e vicino di casa di Bassett, non dimenticherà mai che la sua presenza nei libri di storia è frutto di questa tragedia.

See e Bassett verranno sepolti al Cimitero Nazionale di Arlington, uno vicino all’altro. I loro nomi non sono noti ai più, forse perché sono morti prima di andare nello spazio, ma sono incisi nello Space Mirror Memorial al Centro Spaziale Kennedy, insieme a tutti gli altri astronauti deceduti nello svolgimento del proprio compito, e sono stati portati sulla Luna dagli astronauti di Apollo 15 nella targa che accompagna la statuetta Fallen Astronaut collocata nei pressi della Hadley Rille.



Per aspera ad astra.


Fonti: NASA, AmericaSpace.

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