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сентября 4, 2012 21:00 , by profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Un’altra piovra delle panzane smascherata in Italia: Direttanews.it, iNews24.it e altri 170 siti di fake news

ноября 22, 2017 10:26, by Il Disinformatico

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Buzzfeed ha pubblicato un’indagine che rivela una vasta rete di circa 170 siti di disinformazione in italiano controllati da una singola azienda, Web365, gestita dall’imprenditore romano Giancarlo Colono usando soltanto sei dipendenti e alcuni giornalisti professionisti.

Questa rete, che include siti molto popolari come Direttanews.it e iNews24.it e pagine Facebook (chiuse ieri per intervento del social network dopo la pubblicazione dell’indagine), diffonde “retorica nazionalista, contenuti contro gli immigrati e disinformazione”, secondo Alberto Nardelli e Craig Silverman di Buzzfeed, che ne mostrano numerosi esempi nel proprio articolo.

Il fenomeno delle piovre di panzane, le reti di siti apparentemente slegati ma in realtà gestiti da uno stesso centro di coordinamento, non è nuovo: ne avevo scritto circa un anno fa insieme a David Puente a proposito della galassia di siti gestiti da Edinet con vari nomi che richiamavano quelli di testate giornalistiche molto conosciute. Ma la rete di fake news di Web365 è ben più vasta e potente: prima della sua chiusura, la pagina Facebook di DirettaNews.it (dotata, paradossalmente, di bollino di autenticazione del social network) aveva quasi tre milioni di like, ossia più di quelli delle principali testate giornalistiche italiane: più del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport.

Non solo: la rete di Web365 ha conquistato questa visibilità pur avendo un personale ridottissimo, a dimostrazione del potere straordinario dei social network di amplificare contenuti spazzatura e notizie false generate facendo leva su sensazionalismi, morbosità, luoghi comuni e paure.

Per carità, il giornalismo sensazionalista o di pettegolezzo e la propaganda politica esistono da sempre: ma la differenza enorme, rispetto al passato, è che oggi questa spazzatura è monetizzabile sfruttando gli utenti in modo automatico. È come se Novella 2000 incassasse soldi per il solo fatto che avete dato uno sguardo alla sua copertina in edicola.

Credit: BuzzFeed.
La linea editoriale di questa fabbrica di fake news era molto chiara e ben lontana da qualunque pretesa di obiettività giornalistica: per esempio, iNews24.it (quasi 1,5 milioni di follower su Facebook) presentava l’hashtag #noiussoli direttamente nella propria icona su Facebook e pubblicava una pioggia di contenuti razzisti e ideologicamente schierati, come mostrano le schermate raccolte da Buzzfeed.

L’inchiesta ha portato alla luce anche gli strani compagni di letto di questa rete: “legami stretti tra i membri della famiglia Colono e un’associazione cattolica denominata La Luce di Maria” (1,5 milioni di fan su Facebook), che accanto a contenuti religiosi propone pseudomedicina (copia su Archive.is; 250.000 engagement su Facebook con questo singolo articolo), presunte prove che Pokémon Go è stato inventato da Satana (copia su Archive.is) e articoli condivisi con DirettaNews.it. C’è anche la promozione, da parte di Direttanews.it e de La Luce di Maria, dei nazionalismi di Matteo Salvini. Giancarlo Colono e il fratello Davide hanno dichiarato di aver semplicemente contribuito a far partire le attività online de La Luce di Maria e di essere semplicemente seguaci affezionati.

Come già avvenuto in passato, ci sono conferme tecniche dei legami fra queste entità apparentemente slegate: per esempio, “Direttanews.it condivide un ID di Google Analytics con La Luce di Maria... il che significa che gli introiti pubblicitari vanno sullo stesso account”. I fratelli Colono hanno detto che la condivisione è dovuta a “circostanze precedenti”.

La vicenda ha avuto ampia risonanza sui giornali italiani, per esempio su La Stampa, Il Post e Repubblica, che citano vari esempi di fake news arruffapopolo pubblicate da Direttanews.it e dagli altri siti della rete per promuovere specifici partiti e movimenti politici.

Chi è rimasto alla romantica illusione che Internet sia un luogo libero da influenze e condizionamenti economici e politici farebbe bene a darsi finalmente una bella svegliata. Cito, per esempio, queste parole della senatrice Monica Casaletto: “uso la rete che è controllata da me e non da altri organi” (Facebook, 30 aprile 2017). Parole, fra l’altro, pubblicate subito dopo aver condiviso una notizia falsa.


Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Gli appuntamenti pubblici della settimana: Novara, Lugano e Modena

ноября 20, 2017 8:58, by Il Disinformatico

Questa sera (20 novembre) sarò a Novara, ospite del Rotary Val Ticino, per parlare con loro di bufale e disinformazione (questo appuntamento è riservato ai soci); domattina, grazie al Rotary, terrò tre lezioni di sicurezza e privacy online per i peer educator delle scuole di Novara presso l'ITI Omar.

Giovedì mattina (23 novembre) sarò all’Istituto Elvetico di Lugano per parlare di informazione online con gli studenti.

Domenica sera (26 novembre alle 18) sarò a Modena, alla Biblioteca Civica Antonio Delfini, per parlare del problema della conservazione dei dati digitali.

Tutti i dettagli sono nel mio calendario pubblico.

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Gli appuntamenti della settimana: Novara, Lugano e Modena

ноября 20, 2017 4:34, by Il Disinformatico

Questa sera (20 novembre) sarò a Novara, ospite del Rotary Val Ticino, per parlare di bufale e disinformazione; domattina, grazie al Rotary, terrò tre lezioni di sicurezza e privacy online per i peer educator delle scuole di Novara presso l'ITI Omar.

Giovedì mattina (23 novembre) sarò all’Istituto Elvetico di Lugano per parlare di informazione online.

Domenica sera (26 novembre alle 18) sarò a Modena, alla Biblioteca Civica Antonio Delfini, per parlare del problema della conservazione dei dati digitali.

Tutti i dettagli sono nel mio calendario pubblico.

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Podcast del Disinformatico del 2017/11/17

ноября 17, 2017 16:11, by Il Disinformatico

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!

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Pensarci prima no? Amazon vuole dare le chiavi (digitali) di casa ai fattorini. Subito craccate

ноября 17, 2017 8:53, by Il Disinformatico

A volte viene proprio da chiedersi se per caso, nelle grandi società informatiche, c'è qualcuno che ha ancora un neurone funzionante o se stanno andando avanti tutti a furia di deliri di onnipotenza e incapacità di fermarsi e dire “Un momento, siamo proprio sicuri di voler fare questa cosa?”.

Prendete Amazon, per esempio: ha partorito l’idea che gli utenti diano ai suoi fattorini il permesso di entrare in casa per le consegne, installando una serratura elettronica, chiamata Amazon Key, che il fattorino di Amazon sbloccherebbe con un’apposita app sullo smartphone se l’utente non è nell’abitazione.

Per evitare abusi, ha pensato bene Amazon, una webcam sorveglierebbe la porta d’ingresso per registrare eventuali comportamenti scorretti dei fattorini. Ma non c’è voluto molto per trovare una falla molto semplice in quest’idea straordinariamente infelice: dato che la webcam è collegata via Wi-Fi, basta sovraccaricare la rete Wi-Fi di appositi segnali (pacchetti di deauthorization) per scollegare la webcam dalla rete e intercettare il comando di richiusura della serratura, che quindi rimane sbloccata. In questo modo l’utente riceve dalla webcam solo l’ultima immagine fissa trasmessa prima del blocco e non può vedere cosa fa il fattorino, che può rientrare in casa, non visto, dopo aver effettuato la consegna ed essersene apparentemente andato via senza far nulla.

È stato pubblicato un video dimostrativo che spiega in dettaglio la vulnerabilità e Amazon ha diffuso un aggiornamento di sicurezza automatico che avvisa i clienti se si verificano attività sospette. L’azienda ha anche obiettato che questa tecnica farebbe cadere immediatamente i sospetti sul fattorino, che sarebbe rintracciabile e quindi non avrebbe nessuna convenienza ad abusare del sistema. Ma gli esperti hanno notato che una terza persona, un criminale informatico in agguato, potrebbe approfittare della visita del fattorino, bloccare la serratura elettronica in posizione aperta e poi far cadere la colpa di un furto sul povero fattorino innocente. Uno scenario non facile, certo, ma non impossibile.

Ci sono poi altre considerazioni: per esempio, che succede se in casa c’è un animale domestico che scappa (o attacca il fattorino)? O se la casa è dotata di allarme antifurto? Forse pensarci prima sarebbe stato un risparmio di tempo per tutti.


Fonte aggiuntiva: The Register.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



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