#BastaBufale: è online l’appello della Presidenza della Camera italiana contro le false notizie
февраля 8, 2017 11:23
Presso BastaBufale.it trovate da oggi il testo dell’appello lanciato dalla Presidenza della Camera italiana, firmato dalla Presidente Laura Boldrini.
Quelli che prevedevano sicuri un ordine di censura resteranno delusi. Gli altri, che hanno voglia di rimboccarsi le maniche invece di strillare al complotto, troveranno che nell’appello c’è lavoro per tutti per contrastare le bufale e le false notizie che causano danni gravi: scuole, giornalisti, personaggi dello spettacolo, gestori dei social network.
E il contrasto non si fa mettendo bavagli: si fa promuovendo i fatti e diffondendoli, in modo che coprano il rumore dei bufalari di ogni categoria, dai siti acchiappaclic ai politici che promuovono panzane come le scie chimiche e l’antivaccinismo.
Un primo passo che tutti possono fare è aderire online all’appello e diffondere l’hashtag #bastabufale.
Se volete saperne di più, c’è il lancio ANSA e c’è un’intervista a Laura Boldrini su Buzzfeed (in inglese).
Truffatore incastrato dai dati del pacemaker
февраля 5, 2017 8:03
A settembre scorso Ross Compton, un cinquantanovenne dell’Ohio, ha chiamato i servizi d’emergenza perché la sua casa era in fiamme: ma gli inquirenti hanno notato che c’erano delle anomalie nell’incendio e nelle dichiarazioni dell’uomo. Così hanno chiesto e ottenuto l’accesso ai dati di un testimone digitale molto particolare: il pacemaker di Compton.
I dati richiesti (numero di pulsazioni, le attivazioni del pacemaker e i ritmi cardiaci prima, durante e dopo l’incendio) hanno incastrato l’uomo, che è stato poi incriminato per incendio doloso e frode assicurativa usando questi dati come “elemento probatorio chiave”.
Le pulsazioni sono infatti un chiaro indicatore dello stato emotivo in condizioni del genere: chi appicca un incendio volontariamente ha infatti emozioni ben diverse da chi si accorge a sorpresa di avere un incendio in casa. Chissà quanti reati e quante scappatelle emergeranno grazie ai dispositivi digitali che indossiamo, come gli smartwatch e i braccialetti di fitness e che raccolgono dati senza che ci pensiamo.
Fonti: NetworkWorld, WLWT5, MyDaytonDailyNews, WCPO, Journal-News.com.
Podcast del Disinformatico del 2017/02/03
февраля 3, 2017 11:44È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!
Messaggino paralizza smartphone Android non recenti
февраля 3, 2017 8:46Gli esperti di sicurezza informatica di Context IS hanno scoperto un difetto negli smartphone Samsung Galaxy S4, S4 Mini, S5 e Note 4 che consente di attaccarli e forzarne continuamente il riavvio semplicemente inviando loro un messaggio appositamente confezionato.
Più specificamente, l’attacco avviene tramite i messaggi di configurazione WAP, una tecnologia quasi in disuso ma ancora presente negli smartphone, che la implementano senza fare alcuna verifica sull’origine o sul contenuto, come dimostrato in un video molto eloquente.
Le versioni più recenti degli smartphone Samsung non sono vulnerabili, ma quelle vecchie sono ancora molto diffuse. Conviene aggiornare il più possibile il software (Samsung ne ha rilasciato una versione che risolve questa falla) ed evitare, se possibile, di usare smartphone non più aggiornabili.
Fonti aggiuntive: Bitdefender, BoingBoing.
Antibufala: albergo attaccato da ransomware chiude gli ospiti fuori dalle camere
февраля 3, 2017 8:13Ha creato parecchio scalpore la notizia dell’albergo austriaco Romantik Seehotel Jaegerwirt, dove (secondo fonti come il Corriere della Sera) “circa 180 ospiti sono rimasti chiusi fuori dalle stanze, senza la possibilità di poter rientrare, fino al pagamento di un riscatto.”L’albergo era stato colpito da un attacco informatico basato sul ransomware (un malware che blocca i computer fino a che si paga un riscatto), ma la storia è parzialmente una bufala e va ridimensionata.
Come nota l’informatico Graham Cluley, gli attacchi di ransomware non sono una novità, ma questo sarebbe stato un attacco particolare perché avrebbe preso di mira le serrature informatizzate delle camere. Ma proprio questo aspetto insolito è la bufala.
La fonte originale della notizia, The Local, aveva effettivamente scritto inizialmente che gli ospiti erano rimasti chiusi fuori dalle proprie stanze, ma in un successivo aggiornamento aveva chiarito che gli ospiti non erano affatto imprigionati, ma semplicemente il ransomware aveva bloccato il computer che gestiva l’aggiornamento delle chiavi elettroniche delle camere, per cui quelle esistenti funzionavano senza problemi ma era impossibile generare chiavi nuove.
Il disagio è durato un giorno, ha dichiarato Christopher Brandstaetter, direttore dell’albergo, fino a quando è stato pagato il riscatto; ha precisato inoltre che “gli ospiti quasi non si sono accorti dell’inconveniente”.
Fonti aggiuntive: Gizmodo, The Register, Motherboard.






