Attivissimo.net torna parzialmente online
февраля 3, 2017 7:35Sto migrando il contenuto di Attivissimo.net a un nuovo hosting. Al momento il sito è già accessibile correttamente presso www.attivissimo.net; non mi risulta accessibile se si digita semplicemente attivissimo.net. L’aggiornamento del DNS deve ancora propagarsi completamente, quindi a qualcuno il sito potrebbe risultare ancora temporaneamente irraggiungibile.
Non ho ancora migrato tutti i contenuti: ho iniziato stanotte, finirò probabilmente nel weekend. Se trovate link rotti, avvisatemi.
Le cose che non colsi: 2017/02/01
февраля 1, 2017 22:03Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora.Sto facendo un esperimento: visto che sono disperatamente a corto di tempo e gli eventi nel mondo si stanno facendo particolarmente frenetici, provo ad archiviare pubblicamente qui i miei tweet salienti della giornata, in modo da creare una traccia cronologica e uno spazio per i commenti. Ditemi cosa ne pensate.
Quanti prodotti conoscete che ispirano i fan a creare spot pubblicitari? 1. Tesla (Nikola) guida una Tesla (auto) https://t.co/snM2EVPq5i
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) January 31, 2017
2. Altri spot Tesla fatti da fan: https://t.co/9jaJdv1JSthttps://t.co/xH3YuimLp8https://t.co/b0jVfzXkWL
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) January 31, 2017
Preparativi per lanciare di nuovo un primo stadio Falcon 9 di @SpaceX che ha già volato: prova di accensione dei motori https://t.co/C3FaFvzQ66
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 1, 2017
Se usate Gitlab, questo forse vi interessa :-( https://t.co/57YNDghHgd
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 1, 2017
Gitlab, ovvero come avere _cinque_ sistemi di backup, nessuno dei quali funziona nel momento del bisogno #EpicFail https://t.co/Pm8kLZFmZG
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 1, 2017
Bozza dell'ordine esecutivo di Trump sulla sicurezza informatica (nessuna novità veramente significativa): https://t.co/ZXpdKigMKk
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 1, 2017
Come mai Firefox dice che il sito di @telepass ha un certificato non valido? https://t.co/ojEmO5xj0u pic.twitter.com/Blr9cXru0P
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 1, 2017
Domande strane per tempi strani.
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 1, 2017
(la risposta è "no") https://t.co/iVWWK4Q6C2
Per favore ditemi che è uno scherzo. Questo sarebbe un libro di _scienza_ in una scuola USA. Qualcuno può confermare? https://t.co/250T3sfuOV
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 1, 2017
L'arte della protesta silenziosa.
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 1, 2017
(il cartello dice "Vi sta mentendo") https://t.co/WceCipwmDq
Farsi beccare su Shodan è già imbarazzante. Farsi beccare mentre si viene distrutti dal ransomware non ha prezzo: https://t.co/pwxeLNo6gU pic.twitter.com/pexyJVx7P4
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 1, 2017
LOL. La schermata di ransomware di cui twittavo poco fa è forse una trollata geniale: https://t.co/ylhWFi5wyZ
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 1, 2017
Se è vero quello che dice Insidetrade, la Casa Bianca ha dei seri problemi di competenza e ha tentato di negoziare coi singoli stati UE https://t.co/DzkpmMilll
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 1, 2017
Link all'articolo paywallato di InsideTrade.
1. Per quelli che insistono a dire che se hai la doppia cittadinanza o usi un altro passaporto non sei soggetto al bando di Trump https://t.co/x0Botgm8ee
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 1, 2017
2. Giudice federale ha ordinato stop al bando Trump. Il testo: https://t.co/b8rUKxayaJ
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 1, 2017
3. Primi dettagli sulle conseguenze dell'ordine del giudice: https://t.co/I4J5DpF0W4
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 1, 2017
4. Ora a chi obbediranno i controllori delle frontiere USA? Trump o giudice federale? Sono giorni incredibili
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) February 1, 2017
Ti amo, mandami soldi: consigli per evitare le truffe sentimentali
января 31, 2017 12:14![]() |
| Credit: EducationalTechnology. |
Una truffa da 45 milioni di euro (circa 49 milioni di franchi, 39 milioni di sterline): a tanto ammontano i soldi sottratti a circa 4000 vittime del romance scam o truffa sentimentale, quella in cui una persona incontrata su Internet sembra innamorata di noi ma è in realtà un impostore a caccia dei nostri soldi.
Queste sono cifre riferite a un solo anno e soltanto al Regno Unito, dove le forze anticrimine nazionali hanno da poco pubblicato i dati del 2016, notando che gli uomini sono il 40% dei truffati ed esistono bande specializzate nel prendere di mira chi ha più di cinquant’anni.
Lo stesso articolo del Telegraph che riporta i dati dell’anticrimine britannico include alcune regole universali su come comportarsi durante la legittima ricerca di un’anima gemella: le riassumo qui e le estendo con qualche raccomandazione.
- Se avete dubbi su un profilo, segnalatelo al sito d’incontri (andando sul sito o usando la sua app) in modo che venga verificato.
- Non dimenticate che i truffatori possono passare mesi a costruire su di voi una finta relazione sentimentale e vi chiederanno soldi soltanto quando vi avranno coinvolto emotivamente. Possono permettersi di investire mesi perché stanno tendendo contemporaneamente la stessa trappola a decine di altre vittime.
- I truffatori usano spesso identità false particolarmente accattivanti: si presentano come persone colte, spesso europee, di bell’aspetto, con una professione di successo, single ma con bambini perché hanno perso il partner. Diffidate in particolare di questi profili.
- Non fatevi scrupoli a mettere in dubbio l’autenticità dei vostri interlocutori: se sono sinceri non si opporranno alle vostre richieste di verifica e ne capiranno i motivi, mentre i truffatori inventeranno scuse.
- Chiedete al vostro interlocutore il nome e cognome e poi cercateli su Google e nei social network. Molti truffatori usano ripetutamente la stessa identità falsa, e un profilo su Facebook poco aggiornato e con pochi amici è spesso sintomo di un impostore.
- Cercate foto false o rubate: usate siti come Tineye.com o la ricerca per immagini di Google per controllare le immagini del profilo del vostro interlocutore.
- Non fidatevi di scansioni di documenti inviati dal vostro interlocutore: non provano nulla e spesso si tratta di documenti rubati ad altri internauti.
- Organizzate un incontro in videochiamata e durante la chiamata, a sorpresa, chiedete al vostro interlocutore di fare alcuni gesti specifici per voi: serve a evitare che il truffatore usi immagini preregistrate di qualcun altro (sì, i criminali professionisti lo fanno). Se si rifiuta, lasciatelo perdere, è quasi sicuramente un truffatore.
- Chiedete un parere a un amico o a un’amica di cui vi fidate: non avendo un coinvolgimento emotivo, noterà cose che le vostre emozioni vi rendono difficile vedere e accettare.
- Non date mai troppe informazioni personali come l’indirizzo di casa, il numero di telefono o l’indirizzo di mail.
- Create un indirizzo di mail apposito per le comunicazioni con i siti d’incontri e procuratevi un telefonino prepagato (o una SIM prepagata), da usare esclusivamente per fare e ricevere chiamate dai vostri interlocutori sentimentali digitali.
- Soprattutto, non mandate mai soldi: per quanto possa essere straziante la storia che vi sta raccontando il vostro interlocutore, è quasi sicuramente una truffa. Provate a chiedervi se ha senso che chieda proprio a voi del denaro. Davvero non ha nessun altro che lo possa aiutare?
- Se subite una truffa, non vergognatevi: siete vittime di truffatori professionisti che hanno approfittato dei vostri buoni sentimenti. Raccontate la vostra esperienza in modo che altre persone possano farne tesoro. E siate prudenti.
Vodafone: niente inserzioni sui siti di false notizie, compreso il “Corriere d’Italia”
января 30, 2017 8:25
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Una delle tecniche per ridurre i danni causati dai siti che diffondono notizie false a scopo di lucro è toccarli dove sono sensibili: non nel buon cuore o nel buon senso, ma nel portafogli. A differenza dei siti di propaganda o di quelli complottisti, quelli dei bufalari di professione sono motivati solo dal guadagno: pubblicano bufale su qualunque argomento, purché attiri clic.
Uno di questi siti bufalari è Corriere d’Italia (ilcorriereditalia.it), il cui nome scimmotta ingannevolmente quello di giornali molto conosciuti (ed è identico a quello di una testata vera dei primi del Novecento). Il Corriere d’Italia ha pubblicato bufale come quella di Donald Trump che dona 20 milioni di euro per i terremotati italiani.
Pochi giorni fa Vodafone ha annunciato di aver individuato “oltre 100.000 siti su cui non pianificare inserzioni pubblicitarie”, fra i quali c’è ora anche il sito del Corriere d’Italia. Un’iniziativa lodevole che mi piacerebbe vedere più spesso anche da parte di altri inserzionisti: senza pubblicità i bufalari per lucro non hanno motivo di esistere e quindi chiudono. Non sembra un caso, infatti, che ora Corriereditalia.it risulta deserto e vuoto.
Sarei anche molto curioso di conoscere l’elenco dei centomila siti individuati da Vodafone.
Questo è il comunicato Vodafone integrale:
Vodafone non pianifica pubblicità su siti fake
di Redazione VodafoneNews | 26/01/2017 20:03
Vodafone da anni ha in essere un sistema di verifica della correttezza dei canali che ospitano la propria comunicazione di marca.
Questo processo ha consentito all’azienda di individuare oltre 100.000 siti su cui non pianificare inserzioni pubblicitarie.
Tale lista, che è in continuo aggiornamento, da oggi include anche il sito del Corriere d’Italia.
Rimane fermo l’impegno dell’azienda a continuare a non finanziare con i propri investimenti pubblicitari i cosiddetti siti “fake”.
Ho pubblicato una bufala. Scusatemi tutti
января 29, 2017 21:59Ho fatto uno sbaglio. Queste sono le mie scuse pubbliche e la mia cronologia dei fatti, per chi si perdesse nella tweetstorm che è nata dal mio errore.
Poche ore fa ho segnalato su Twitter un video nel quale il giornalista Marcello Foa, l’8 novembre 2016 (prima dell’insediamento di Trump), prevedeva che il neopresidente sarebbe stato “rassicurante” e “moderato”. Specificamente, Foa diceva fra le altre cose: “quando tu sei nella stanza dei bottoni, quando ti rendi conto di quanto potere hai e ti rendi conto che governare comunque un grande paese democratico come gli Stati Uniti significa rispettare i check and balances, il rapporto col Congresso, di solito l'effetto è calmante, è moderatore. Per diversi mesi Donald Trump probabilmente tenterà alcune riforme, ma risulterà più moderato e più rassicurante di quanto non sia stato in campagna elettorale, dove, come sappiamo, si tende a esagerare.”
Il video è questo:
La previsione di Foa mi è sembrata piuttosto divertente, visti gli eventi non particolarmente rassicuranti e moderati di questi primi giorni di presidenza Trump, e l’ho quindi segnalata con un primo tweet. Questo primo tweet, però, conteneva un errore (non incorporava il link alla notizia della BBC) e quindi l’ho cancellato, copiaincollandone subito il testo in un nuovo tweet, ossia questo:
Diceva @MarcelloFoa: Trump sarà "rassicurante" e "moderato" (a 2:30) https://t.co/8yD8BhCuF0… Oggi: https://t.co/RYxA6X69tl— Paolo Attivissimo (@disinformatico) January 29, 2017
Il tweet viene visualizzato da Tweetdeck così:
Per me la questione era conclusa: una segnalazione di una previsione ben poco azzeccata da parte di un rappresentante di spicco del giornalismo. Ma poi mi è arrivata la segnalazione che il video non sembrava esserci più:
@disinformatico @MarcelloFoa il video pare non più esistente— maragines (@MarcoPitrolo) January 29, 2017
Sorpreso, ho cliccato sul mio tweet originale e ho visto questo:
Ne ho dedotto (sbagliando) che effetticamente il video era stato rimosso dopo che ne avevo parlato menzionando Foa. Così ho postato alcuni tweet di commento:
1. Rimosso il video del Corriere del Ticino nel quale @marcellofoa prevedeva Trump "rassicurante" e "moderato" #1984 https://t.co/C3c7eEvDMK— Paolo Attivissimo (@disinformatico) January 29, 2017
2. Ne avevo twittato un'oretta fa: https://t.co/tSGRzQPaIh— Paolo Attivissimo (@disinformatico) January 29, 2017
3. Screenshot del video di @marcellofoa ora cancellato. pic.twitter.com/YBE3pBeOzr— Paolo Attivissimo (@disinformatico) January 29, 2017
Ho presentato Foa per chi non lo conoscesse:
4. Foa dirige il gruppo editoriale Timedia. Insegna giornalismo all'Università della Svizzera Italiana https://t.co/XKzLr875B2— Paolo Attivissimo (@disinformatico) January 29, 2017
Poi ho formulato un’ipotesi sulla base dei dati che avevo e delle mie esperienze passate:
5. Forse la rimozione di questo video è un'amara lezione di giornalismo: gli errori non si correggono, si cancellano. Non sono mai esistiti.— Paolo Attivissimo (@disinformatico) January 29, 2017
Ma poco dopo mi è arrivata in privato una segnalazione che il video risultava invece ancora online, e così sono andato a ricontrollare, scoprendo che nel copiaincollare il mio tweet iniziale il link era stato troncato: da https://www.youtube.com/watch?v=Hwo0tppisxw era diventato https://www.youtube.com/watch?v=Hwo0tp.
Non avevo motivo di sospettare un errore di copiaincolla, anche perché mi era arrivato almeno un tweet nel quale un mio lettore diceva di aver visto il video correttamente:
@disinformatico @MarcelloFoa Fortunatamente ho fatto in tempo a vederlo. Se non sbaglio finiva con "prepariamoci ad essere sorpresi" (sic)— Guido Rescio (@Guido_Rescio) January 29, 2017
Marcello Foa ha risposto così:
@DavideDenti Il signor @disinformatico non sa cercare i video. Nulla è rimosso. https://t.co/T2FanX2IUy. Visibili anche su FB. Attendo scuse— Marcello Foa (@MarcelloFoa) January 29, 2017
Se volete, sotto il tweet che ho appena citato e nello screenshot qui accanto c’è la tweetstorm di cui parlavo all’inizio di quest’articolo.
In sintesi, Foa ha chiesto le mie scuse; io ho pubblicato ripetute rettifiche nei vari subtweet e poi ho pubblicato la correzione e le scuse:
6. CORREZIONE: Il video di @marcellofoa è tuttora disponibile a questo link https://t.co/aHIWw2yk2w— Paolo Attivissimo (@disinformatico) January 29, 2017
@MarcelloFoa Non essendoci stata rimozione, mia ipotesi decade. Resta la frase su Trump "rassicurante" e "moderato" @DavideDenti— Paolo Attivissimo (@disinformatico) January 29, 2017
@MarcelloFoa Certo: mi scuso senza riserve per l'errore. Chi lavora sbaglia @DavideDenti— Paolo Attivissimo (@disinformatico) January 29, 2017
@MarcelloFoa Del resto, anche prevedere Trump "moderato" e "rassicurante" è notevole. Gli errori càpitano. @DavideDenti— Paolo Attivissimo (@disinformatico) January 29, 2017
Prima o poi un errore mi doveva capitare, e oggi è capitato. A titolo di ulteriore ammenda, offro e pubblico la trascrizione completa del video di Marcello Foa.
Il dollaro crolla, le borse crolleranno, è uno scenario che abbiamo già visto altre volte, lo abbiamo visto con la Brexit. Dobbiamo dedurne che Trump sarà un cattivo presidente? No, la storia insegna che le oscillazioni dei mercati finanziari vanno prese per quelle che sono: movimenti a corto termine. Quel che per noi è importante è di capire quale sarà il programma di Donald Trump e quale sarà la sua squadra. Allora per quel che riguarda il programma in politica estera, paradossalmente Donald Trump è più rassicurante oppure meno pericoloso di quanto sarebbe stata Hillary Clinton se fosse stata eletta alla Casa Bianca.
Perché dico questo? Perché Donald Trump propone una distensione con la Russia e vede un ruolo dell’Aamerica meno aggressivo, meno destabilizzante di quanto sia stato fino ad oggi, e questo per noi europei è perlomeno un'aspettativa che è senz'altro positiva. Noi abbiamo bisogno di stabilità e di distensione con il nostro più grande vicino, che è la Russia.
Per quel che riguarda la sua squadra, questa è la incognita principale. Oggi non sappiamo con certezza chi sono gli uomini dietro Trump. Non sappiamo neanche se lui si sia costruito una squadra con sé. Questo sarà il grande tema dei prossimi due mesi, ovvero dal tempo... il tempo che ci separa dal giorno in cui Donald Trump verrà insediato ufficialmente alla Casa Bianca. Dobbiamo essere preoccupati? Beh, in una certa misura sì: quando non si sa qual è la squadra ovviamente c'è da farsi qualche domanda.
Però tradizionalmente, quando personaggi eccentrici e fuori dagli schemi, imprevedibili, come Donald Trump arrivano al potere di solito l'effetto è opposto a quello che la maggior parte dei media – che peraltro sono i grandi sconfitti di queste elezioni perché non hanno previsto nulla ancora una volta – ha sulla... rispetto a quanto ci si aspetta.
In cosa intendo? Intendo il fatto che quando tu sei nella stanza dei bottoni, quando ti rendi conto di quanto potere hai e ti rendi conto che governare comunque un grande paese democratico come gli Stati Uniti significa rispettare i check and balances, il rapporto col Congresso, di solito l'effetto è calmante, è moderatore. Per diversi mesi Donald Trump probabilmente tenterà alcune riforme, ma risulterà più moderato e più rassicurante di quanto non sia stato in campagna elettorale, dove, come sappiamo, si tende a esagerare. Per cui io direi aspettiamo e vediamo, è troppo presto per dire che Trump sarà un pessimo presidente, così come era stato troppo presto affermare otto anni fa che Obama sarebbe stato un grande presidente. Lasciamoci sorprendere.











