Perché gli smartphone prendono fuoco? il disastro del Samsung Galaxy Note 7
октября 14, 2016 5:47Ars Technica ha pubblicato un bel sunto del disastro che ha colpito Samsung con il suo Galaxy Note 7, colpevole di esplodere o prendere fuoco, ferendo i clienti. Il blocco delle vendite e il richiamo di 2,5 milioni di esemplari non hanno risolto il problema: anche la nuova versione ha lo stesso problema di autocombustione: meno di prima, ma ce l’ha. Per cui Samsung ha deciso che il Galaxy Note 7 verrà ritirato definitivamente dal commercio e ha predisposto un costo sistema di restituzione che include scatole ignifughe per la spedizione.
Ma come ha fatto un difetto enorme del genere a superare i controlli e i test interni prima della messa in vendita? Non è la prima volta che uno smartphone di punta debutta con problemi (qualcuno ricorderà gli iPhone che si piegavano un po’ troppo facilmente), ma in ultima analisi questi guai derivano dalla tecnologia troppo spinta e dalla paura individuale e aziendale di conseguenze legali.
La prima versione del Samsung Galaxy Note 7 è stata tradita da un errore di fabbricazione delle batterie, leggermente troppo grandi per il loro alloggiamento: l’installazione ne comprimeva un angolo, producendo un corto circuito fra i componenti della batteria che portava al surriscaldamento. Nessuno degli incaricati dei test segreti prima della vendita l’aveva notato.
Secondo le prime informazioni, la seconda versione ha invece manifestato problemi incendiari analoghi probabilmente per via del tentativo di Samsung di ridurre i tempi di ricarica: si sospetta che la ricarica veloce indebolisca a lungo andare qualche componente della batteria.
Ma il doppio flop è dovuto anche al fatto che i numerosissimi tecnici di collaudo di Samsung incaricati di scoprire la causa dei primi incendi, temendo conseguenze legali e di sequestri di documentazione, non lasciavano traccia scritta dei propri risultati, su ordine di Samsung, per cui coordinare le informazioni raccolte era quasi impossibile.
Per evitare guai, insomma, Samsung si è cacciata in un guaio peggiore, e non ha tenuto conto di un fatto tristemente noto agli informatici: l’unico vero ambiente di test è la produzione. Finché un prodotto non è in mano agli utenti, pasticcioni, distratti e maldestri, capaci di creare situazioni che non verrebbero mai in mente ai collaudatori, non c’è alcuna certezza che sia privo di difetti fatali.
Dodicenne riceve una fattura di 100.000 euro da Google: ha confuso AdWords e AdSense
октября 14, 2016 5:10Non è la prima volta che racconto di disavventure economiche causate da giovanissimi internauti. Di solito i danni ammontano a qualche migliaio di dollari, euro o franchi, ma stavolta la cifra è da record: centomila euro di bolletta. È quello che ha combinato un dodicenne spagnolo, José Javier di Torrevieja, che ha ricevuto da Google una fattura di questo importo, secondo quanto riferisce il quotidiano El País.
José aveva le idee chiare: voleva fare soldi su Internet pubblicando su Youtube dei video del suo gruppo musicale, usare il servizio AdSense di Google per associare questi video a delle pubblicità che gli avrebbero dato un guadagno e raccogliere abbastanza soldi da comprare gli strumenti musicali e diventare ricco facendo musica.
Purtroppo, però, ha confuso AdSense (il servizio di Google che paga gli utenti ogni volta che qualcuno guarda o clicca su una pubblicità associata ai loro contenuti) con AdWords, che invece fa pagare gli utenti inserzionisti ogni volta che qualcuno clicca sulle loro pubblicità.
José ha dato a Google il numero di un conto corrente della famiglia e ha scelto una parola chiave che avrebbe mostrato la sua pubblicità a chi cercava in Google quella parola. Nel giro di un paio di mesi, i clic sulla sua inserzione sono stati così tanti che Google gli ha mandato, appunto, la fattura da centomila euro.
Di fronte alle contestazioni della famiglia di José, Google ha poi annullato la fattura, essendo chiaro che si trattava di un errore da parte di un ragazzino, ma ha ricordato alla famiglia che esistono delle restrizioni d’età su servizi come AdWords (bisogna essere diciottenni) e che i genitori dovrebbero consultare le informazioni fornite dal suo Centro per la sicurezza online prima di lasciare che i figli usino Internet senza supervisione. La famiglia, per contro, ha obiettato che è stato troppo facile per José attivare un conto AdWords e che servirebbero maggiori salvaguardie.
E voi come siete messi? Siete sicuri di aver spiegato bene ai vostri figli che ogni cosa che riguardi soldi su Internet va discussa e approvata da voi?
Se un’auto autonoma deve scegliere chi uccidere e chi salvare, per Mercedes salverà il conducente
октября 14, 2016 4:04Per fortuna ci siete voi, accanto alla leva che aziona uno scambio lungo il percorso del tram. Potreste quindi deviare la corsa del veicolo e salvare i cinque operai; ma sul binario alternativo c’è un altro operaio, che non si aspetta che gli piombi addosso un tram e non avrà tempo di accorgersene. Cosa fate?
Se non fate niente, moriranno cinque persone. Se azionate lo scambio, ne morirà una sola, ma sarà stato il vostro intervento diretto a scegliere di farla morire.
Questo dilemma è tornato di moda di recente con l’inizio della sperimentazione delle automobili a guida autonoma, dove il conducente si lascia trasportare dal computer di bordo e non è più responsabile delle azioni dell’auto, come un passeggero su un treno. Cosa deve fare il computer di bordo se si trova nella situazione di dover decidere, per esempio, se restare in strada e investire un gruppo di bambini che stanno attraversando su una curva cieca oppure uscire volontariamente di strada e uccidere i propri passeggeri?
Il guaio di questo dilemma (incubo di tanti automobilisti) è che non esiste una risposta accettabile. Chi vende automobili, di fronte a questo dilemma, deve decidere se dire al cliente che la sua auto sceglierà di ucciderlo o se dirgli che l’auto ucciderà freddamente chiunque incontri sul proprio percorso. Nessuno comprerà un’auto programmata per ammazzarlo. Per cui venditori e fabbricanti finora hanno cercato in tutti i modi di glissare.
In questo pantano morale ed etico si è invece tuffato di recente Christoph von Hugo, il direttore della Mercedes-Benz per i sistemi di assistenza al conducente e di sicurezza attiva. In un’intervista alla rivista Car and Driver, von Hugo ha dichiarato che le future auto autonome della casa automobilistica saranno programmate per dare sempre la priorità alla sicurezza dei passeggeri. “Se sai che puoi salvare almeno una persona, almeno salva quella. Salva quella nell’auto. Se tutto quello che sai con certezza è che puoi evitare una morte, allora quella è la tua priorità.”
Ragionamento da brivido, giustificato però da alcune considerazioni: “Potresti sacrificare l’auto, ma non sai cosa succederà poi alle persone che hai salvato inizialmente in situazioni spesso molto complesse”, ha aggiunto von Hugo. Se l’auto sterza per evitare dei bambini, potrebbe perdere il controllo e centrare un altro gruppo di pedoni o uno scuolabus che arriva nell’altro senso di marcia. Le conseguenze sono troppo imprevedibili. Ma von Hugo ha chiarito che in realtà la ricerca sulle auto autonome ha l'obiettivo di evitare che si trovino in situazioni indecidibili come quella del dilemma del tram: “il 99% del nostro lavoro tecnico consiste nel prevenire in partenza queste situazioni.”
Antibufala: questionario scolastico britannico chiede "Italiani, napoletani o siciliani?”
октября 12, 2016 10:18
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Sta spopolando sui giornali e sui social network l’indignazione per un questionario proposto in alcune scuole del Regno Unito e dedicato ai nuovi alunni. Fra le opzioni proposte nel questionario, la scelta fra “Italiano”, “Italiano (napoletano)”, “Italiano (siciliano)” e “Italiano (Altro)”.
C'è chi ha pensato che il questionario fosse un falso e chi l’ha interpretato come una schedatura di tipo etnico, con una discriminazione specifica nei confronti degli italiani. Addirittura è partito un commento pungente dell’ambasciatore italiano Pasquale Terracciano, successivamente ammorbidito (ANSA) quando è diventato chiaro, almeno per chi si è degnato di fare ricerca invece di fare titoloni acchiappaclic, che tutta la questione è una montatura.
Infatti il questionario esiste veramente, ma non c’è nessun intento discriminatorio fra italiani, siciliani e napoletani sulla base delle loro origini: si tratta di classificazioni linguistiche, non etniche. Le scuole, in altre parole, chiedono ai genitori degli alunni di indicare a quali aree linguistiche si sentono di appartenere o in quali lingue hanno competenza, in modo da calibrare meglio i servizi scolastici forniti.
Qualunque giornalista che avesse avuto la dignità di lavorare invece di fare copiaincolla scansafatiche e seguire l’onda dell’indignazione collettiva avrebbe trovato in trenta secondi quello che ho trovato io.
La schermata mostrata qui sopra e tratta da Repubblica mostra due menu separati facendoli sembrare parte di un’unica domanda: quello superiore (WOTH - Any other White...) è un Ethnicity code (che fra l’altro censisce in base non agli antenati o al colore della pelle ma in base al senso di appartenenza culturale e sociale), mentre il menu sottostante è un Language code.
Quindi non è vero quello scrive l’ANSA quando afferma che “Sui moduli d'iscrizione messi online da alcune circoscrizioni scolastiche britanniche di Inghilterra e Galles c'era la distinzione tra "Italiani", "Italiani-Siciliani" e "Italiani-Napoletani". Una inopinata distinzione etnico-linguistica riservata ai bambini provenienti dalla Penisola”. E non è vero quello che ha scritto il Giornale, a firma di Sergio Rame: “Il ministero dell'Istruzione inglese, ha infatti, inserito nel modulo di iscrizione alla scuola elementare l'obbligo di specificare se il bambino è di origine italiana, siciliana o napoletana.” Non si tratta di italiani ma di lingua italiana.
La traduzione corretta sarebbe semmai “distinzione tra "lingua italiana", "lingua italiana-sicula" e "lingua italiana-napoletana"”. Ma tradurre correttamente significherebbe dire addio alla polemica.
Non c’è nessun intento discriminatorio di tipo etnico, insomma: anzi, semmai i siculi, napoletani potrebbero essere contenti del fatto che l’italiano siculo e napoletano vengono considerate (non a torto) lingue a tutti gli effetti. Fra l’altro, mi sembra che nessuno abbia notato che esiste un codice linguistico di classificazione specifico anche per il sardo (sardinian, SRD).
Inoltre non c’è nessuna discriminazione specifica per l’Italia: il docente italiano Michele La Motta, citato per esempio dal Mattino e da altri giornali perché “[v]uole sapere dai suoi amici spagnoli se anche loro sono stati divisi tra galleghi, baschi e catalani”, troverà che nei Language code ci sono appunto Galician/Galego, Catalan e Basque/Euskara.
Particolarmente infelice la scelta di parole di Fabio Cavalera, corrispondente a Londra del Corriere della Sera, che scrive: “C’è poco da ridere e da scherzare. A essere buoni siamo di fronte a una manifestazione di stupidità e ignoranza. A essere cattivi, invece, c’è da pensare di molto peggio. Fatto sta che in alcune scuole del Regno Unito, all’atto dell’iscrizione, occorre passare dalle forche caudine della classificazione etnica”. Ma i fatti documentano che la “stupidità e ignoranza” stanno probabilmente altrove.
Molto rumore per nulla, insomma: ma l’importante, per gli editori, è che ci si indigni, che i giornalisti facciano articoli faticando poco, e che si acchiappino tanti clic, così gli inserzionisti sono contenti. E se credete che questa sia una mia malizia, permettetemi di citare testualmente quello che mi è stato scritto da uno dei membri di queste redazioni pochi giorni fa:
Purtroppo su queste cose si scivola per la pulsione a pubblicare pezzi "pop" che portino clic.
Poi mi dicono che sono troppo cattivo quando definisco certi giornalisti e certe redazioni puttane del clic. Ecco, adesso l’avete nero su bianco.
Fonti (in senso negativo, archiviate su Archive.is per non regalare clic): Il Giornale, Il Gazzettino, Il Messaggero, La Stampa, Corriere della Sera, Repubblica.
Il Delirio del Giorno: Elon Musk, servo degli Illuminati, vuole distruggere la Terra
октября 11, 2016 15:25Questo articolo vi arriva gratuitamente grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una per incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).
Commento inviato oggi al mio articolo Elon Musk: tecnologie fattibili e costi accettabili per colonizzare Marte:
Ocio
Il tanto celebrato Musk, visto da me in una conferenza via internet di qualche anno fa, dove lui parlava con condiscendenza di intelligenza artificiale a un audience di giovani, che poteveno-dovevano fargli delle domande,
il tutto preconfezionato, dato che erano sempre gli stessi, ha raccolto alcuni clamorosi flop, tipo la macchina Tesla3 andata fuori strada confermato dal guidatore dopo che la vettura ha "accelerato da sola" (sic),inoltre non si possono ricaricare le batterie ecc. (guai anche per Samsung che ne ha già altri) poi c'è la storia del razzo: http://www.lautomobile.aci.it/articoli/2016/09/05/guai-a-razzo-per-elon-musk.html.
Questa ostinazione di andare su Marte, il famoso volo di Icaro che si ripete, è la premessa del fatto che la terra, il bellissimo pianeta blu, dovrà essere distrutta e 'solo un élite' dovrà sopravvivere, il centenario progetto degli Illuminati, e se mai nelle 'prove generali' un po' di gente dovrà morire, come dichiarato da Musk, (che ovviamente non parteciperà alla prima spedizione!) non tanto onestamente come nell'articolo è precisato, ma invece tanto cinicamente.
Il tutto per ora, sembra piuttosto motivato dall'insaziabile voglia di fare denaro. Usassero questi e altri quattrini piuttosto per rigenerare la terra unica per la sua vivibilità e bellezza, in quella-piccola- parte dell'universo finora esplorata.
E' stato veramente così importante per noi lo sbarco sulla luna? Certamente l'uomo è stato sempre attratto dalle scoperte che comprendevano ovviamente dei grossi rischi ma indubbiamente utili per l'umanità, anche se spesso a costi degli altri, quindi questa sete di conoscenza è insita, ma stavolta si tratta di qualcosa di ben diverso.
Per chi si interessa a questi argomenti consiglio vivamente la lettura di " Extraterrestri- Le radici occulte di un mito moderno- ed. Rubbettino, scritto a quattro mani dal Prf. Enzo Pennetta e dal Prf. Gianluca Marletta.
Commento: Pennetta e Marletta, cazzata perfetta.







