L’ultimo uomo sulla Luna si racconta in un documentario emozionante
мая 27, 2016 15:25Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).
Si parla spesso del primo uomo sulla Luna, perché la nostra cultura è affascinata dai primati; si parla assai meno spesso degli ultimi, e in questo dell’ultimo a camminare sulla Luna: Gene Cernan.
Se il primo, Neil Armstrong, era un nerd riservato, travolto e perseguitato da una celebrità immensa che cozzava con la sua modestia, l’ultimo è un uomo che ha abbracciato l’incredibile sorte che gli è capitata – essere uno degli unici dodici esseri umani, in tutta la storia dell’umanità, ad aver camminato su un altro mondo – e ne è diventato uno dei testimoni viventi più eloquenti e appassionanti.
Sentire Gene Cernan dal vivo, come mi è capitato qualche tempo fa, è avvincente: non ti racconta soltanto cosa ha fatto sulla Luna, facendoti sentire come se tu fossi stato lì con lui, ma ti spinge a riflettere sul significato profondo di quel viaggio. Se lui, cresciuto in una fattoria senza corrente elettrica e senza neppure un trattore, è riuscito a fare così tanta strada da arrivare ad essere scelto per andare sulla Luna, quali altre cose straordinarie possiamo fare se ci impegniamo? Con che coraggio diciamo “non si può fare”? Forse è una retorica d’altri tempi, ma Cernan la sa porgere con rara potenza.
La storia personale di Gene Cernan è raccontata in un documentario, The Last Man on the Moon, che è ora finalmente disponibile in streaming anche in Italia e in Svizzera su iTunes e su Netflix. Questo è il trailer:
The Last Man on the Moon (IMDB) include moltissime riprese rare o inedite e ricostruzioni delle missioni con ottimi effetti speciali, ospita molti nomi storici dell’astronautica (Gene Kranz, Charlie Duke, Alan Bean, Jim Lovell, Chris Kraft, Dick Gordon, per citarne solo alcuni) e riepiloga non solo la missione Apollo 17, quella che portò Cernan a camminare sulla Luna e terminare la prima esplorazione umana della Luna nel 1972, ma anche le sue altre missioni spaziali: la Gemini 9A in orbita terrestre e Apollo 10, che fu la prova generale dello sbarco sulla Luna e arrivò a soli 14 chilometri dalla superficie lunare per acquisire esperienza in tutte le fasi dello sbarco tranne l’atterraggio vero e proprio sulla Luna.
Ma non c’è solo avventura: il documentario parla anche dei drammi personali della vita d’astronauta di allora: l’ansia da prestazione, l’estraniamento dalle famiglie, i compagni caduti, le angosce delle mogli (“Se pensate che andare sulla Luna sia difficile, provate a restare a casa”, dice appunto sua moglie).
La versione su iTunes è in inglese con sottotitoli in varie lingue ma non in italiano: quella su Netflix italiano, mi dicono, ha i sottotitoli italiani con l’audio inglese. Il sito di supporto, ricco di ulteriori chicche e immagini, è http://thelastmanonthemoon.com.

A proposito di chicche, e anche per trasparenza: conosco uno dei montatori del documentario, che è la stessa persona che mi ha permesso di avere le riprese restaurate che potete vedere nel mio documentario Moonscape. Ho comunque pagato come chiunque altro la mia copia di The Last Man On the Moon e non scrivo questa recensione per fare un favore a un conoscente, ma per segnalare un gran bel film che non può mancare a chiunque abbia la passione per lo spazio e per le grandi imprese. In compenso, però, il montatore mi ha fatto sapere che per una di quelle singolari coincidenze che costellano il mondo dell’astronautica compaio in una delle riprese del documentario insieme a Luigi Pizzimenti (di Ti Porto la Luna), anche se la scena è stata tagliata. Buona visione.
Fufologia: capo di stato maggiore USA parla pubblicamente di “omini verdi”
мая 27, 2016 6:50Ancora una volta gli ufologi (non tutti, ma tanti di loro) dimostrano il problema principale dell’ufologia: la totale mancanza di senso della realtà.La notizia del momento è che “il generale Mark A. Milley, capo di stato maggiore dell’Esercito degli Stati Uniti (US Army), ha dichiarato al pubblico..., che i futuri soldati potranno confrontarsi con dei temibili avversari ‘ibridi’ e ‘piccoli omini verdi’”.
Non mancano i video che documentano le parole del generale e ne discutono senza farsi la domanda più ovvia: perché mai un militare dovrebbe fare una rivelazione del genere dopo decenni di presunto silenzio? E perché mai la farebbe con così tanta disinvoltura?
La risposta è semplicissima, ma sembra sfuggire ai più forsennati fra gli appassionati di ufologia: l’espressione inglese little green men usata dal generale Milley è sì molto usata in inglese per indicare semiseriamente gli extraterrestri, ma nel gergo militare ha un significato completamente diverso e tristemente terrestre: indica infatti le forze militari che indossano tute verdi anonime e partecipano ai conflitti senza dichiarare un’appartenenza formale a uno stato. Gergo militare, insomma: infatti il generale Milley, nel video, si stata appunto rivolgendo a un pubblico composto da militari a Northfield, nel Vermont, il 21 aprile 2016.
Secondo le ricerche pubblicate da Metabunk, fra l’altro, il termine non è un’invenzione estemporanea del generale ma è entrato da tempo nell’uso formale nel settore, come testimoniato da varie pubblicazioni militari. Armytimes ha addirittura chiarito pubblicamente il possibile equivoco. Niente alieni verdi e di piccola statura, insomma, neanche stavolta; e tanto di cappello a tutti gli ufologi che non si sono fatti distrarre da questa notizia-fuffa, ottima per attirare clic e incassi pubblicitari ma pessima per chi vuole fare ufologia seria.
Trasformare il telefonino nel tricorder di Star Trek (o quasi) con l’app Science Journal
мая 27, 2016 6:42Se avete la passione per la scienza, o conoscete qualcuno che ce l’ha o gliela volete instillare, allora regalatevi o regalate l’app Science Journal di Google (per telefonini Android): trasforma lo smartphone in una stazione di raccolta di dati scientifici che utilizza i vari sensori del dispositivo, misurando suoni (tramite il microfono), luce (mediante la telecamera) e movimenti (con l’accelerometro); altri valori possono essere acquisiti collegando il telefonino a sensori esterni.L’app è gratuita e utilissima per insegnare i valori e il significato delle unità di misura e i grafici; consente di registrare i valori e combinarli in “esperimenti”. Per esempio, quanto è realmente rumorosa o silenziosa l’auto che guidate rispetto a quella degli amici o colleghi? Qual è l’accelerazione massima su un ottovolante, su un’altalena o durante un salto? Quanto è luminosa una lampadina rispetto a un’altra? Chi sa fare il grido più potente? I dati possono essere visualizzati in forma storica, tramite un grafico, oppure in tempo reale in forma numerica, ed esportati per l’elaborazione esterna in formato CSV.
L’app ha anche un sito di supporto, con proposte di attività, kit di materiale, accessori e tutorial. C’è anche un canale Youtube apposito.
Panico per LinkedIn, oltre 100 milioni di password rubate. Dal 2012
мая 27, 2016 6:32Brutta, bruttissima figura per LinkedIn. Sul mercato nero sono in vendita gli indirizzi di mail e le password di 117 milioni (c'è chi dice 164 milioni) di suoi utenti, che sono stati rubati all’azienda. Il guaio è che il furto risale a quattro anni fa ma viene annunciato in dettaglio soltanto adesso: prima si pensava che il danno fosse circoscritto (si fa per dire) a circa 6,5 milioni di persone.Ciliegina sulla torta, sono coinvolto personalmente: fra gli indirizzi di mail violati ce n’è uno dei miei, secondo HaveIBeenPwned, noto sito che avvisa gli utenti iscritti quando uno dei loro account è oggetto di furto di credenziali.
L’incidente di LinkedIn è un promemoria perfetto della ragione per la quale è sbagliatissimo usare la stessa password dappertutto “perché tanto la mia non la indovinerà mai nessuno”: oggigiorno non è più questione di indovinare, perché i ladri si riforniscono direttamente e in massa alla fonte, costituita dai fornitori di servizi su Internet. Di conseguenza, non ha importanza quanto siano forti le mie misure di sicurezza: quelle che contano sono quelle del fornitore di servizi. Che in questo caso erano decisamente scadenti.
Se usate la stessa password dappertutto e viene violato l’archivio di password di uno dei vostri fornitori di servizi, i criminali avranno gioco facile nel prendere il controllo di tutti i vostri account. Se prendono quello della mail, possono leggere tutta la vostra corrispondenza e soprattutto farsi mandare i link di reset delle password di tutti i vostri servizi online.
Se avete un account su LinkedIn, vi conviene cambiarne la password, rendendola diversa dalle altre che usate; se avete usato la password di LinkedIn anche per altri siti, cambiate anche le password di questi siti. E per ridurre il rischio che capiti di nuovo, attivate la verifica in due passaggi (o autenticazione a due fattori): accedete al vostro profilo, cliccate sulla vostra icona del profilo e scegliete Privacy e impostazioni. Ricordatevi di attivare l’opzione Vuoi uscire da tutte le sessioni?, perché c’è una vulnerabilità di LinkedIn non risolta che consente il furto di password se avete altre sessioni aperte (per esempio sul telefonino), e aggiungete un numero di telefonino per consentire la verifica in due passaggi: in questo modo per rubarvi l’account dovranno avere anche il vostro telefonino.
Come far durare più a lungo la batteria di un iPhone
мая 27, 2016 6:22Afflitti da problemi di durata della batteria nel vostro smartphone Apple? Howtogeek segnala che in iOS 9 è stata introdotta una modalità di risparmio energetico (solo per gli iPhone, non per gli iPad): quando la batteria scende al 20% di carica residua, compare un avviso che invita ad attivare questa modalità. Ma potete anche decidere di attivarla manualmente, per esempio se prevedete di essere lontani da una presa di corrente o da un altro dispositivo di ricarica per molte ore di seguito.Per attivarla manualmente andate nelle Impostazioni, scegliete Batteria e attivate la voce Risparmio energetico. Questo riduce la luminosità dello schermo, disabilita l’invio e la ricezione delle mail, l’aggiornamento in background delle app e alcuni degli effetti grafici dell’iPhone (per esempio gli sfondi animati), e accorcia il tempo di blocco e spegnimento automatico dello schermo. L’indicatore della batteria diventa giallo e compare l’indicazione della percentuale di carica (se non l’avevate già attivata manualmente). Dietro le quinte, il processore principale e quello grafico vengono rallentati, facendo diventare l’iPhone un po’ lento nel rispondere ai comandi.
Per uscire dalla modalità di risparmio energetico è sufficiente ripetere la procedura, disattivando la voce Risparmio energetico, oppure caricare un bel po’ la batteria (almeno oltre il 70%).
Più in generale, se volete ridurre il consumo di batteria del vostro smartphone Apple potete disabilitare la ricezione automatica delle mail (Impostazioni - Posta, Contatti, Calendari - Scarica nuovi dati e disattivate Push); ridurre la luminosità dello schermo, che è consumatore vorace di energia; e disabilitare gli aggiornamenti automatici dei dati (Impostazioni - Generali - Aggiornamento app in background e disattivate Aggiorn. app in background).









