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сентября 4, 2012 21:00 , by profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

“Scie chimiche”, risponde l’Ufficio Federale dell’Ambiente svizzero

февраля 20, 2016 1:50, by Il Disinformatico

È un po’ che non parlo delle cosiddette “scie chimiche” per mancanza di novità, ma oggi torno sull’argomento perché è stata resa pubblica una risposta dell’Ufficio Federale dell’Ambiente svizzero (UFAM) alla richiesta di un attivista sostenitore di questa tesi. Concordo con Metabunk che si tratta di una delle risposte ufficiali più complete e meglio scritte in questo campo. Ecco la traduzione dal tedesco della parte saliente:


Per quanto riguarda le sue preoccupazioni riguardanti le scie chimiche, possiamo rassicurarla. La tesi delle cosiddette “scie chimiche” circola su Internet all’incirca dal 2004. A volte è stata anche ripresa dai media. I siti Internet e gli articoli che se ne occupano vengono spesso citati dai cittadini preoccupati. Condivideremmo queste preoccupazioni se ci fossero dei fatti che confermassero la tesi delle scie chimiche. Tuttavia in tutti questi anni non abbiamo trovato alcuna prova che vengano spruzzate sistematicamente sostanze tramite aerei. Inoltre le seguenti argomentazioni contraddicono la tesi delle scie chimiche:

– Il traffico aereo è aumentato enormemente negli ultimi decenni. Di conseguenza le scie di condensazione sono diventate molto più frequenti. A seconda della temperatura e delle condizioni del vento, le scie di condensazione possono persistere a lungo nel cielo e manifestare interruzioni improvvise e vistose forme a ventaglio (i cosiddetti cirri).

– A causa del monitoraggio permanente dello spazio aereo, l'irrorazione sistematica di sostanze chimiche da parte di voli segreti è concretamente impossibile. Eventuali violazioni ripetute dello spazio aereo non verrebbero ignorate, se non altro per via dei rischi conseguenti per il traffico aereo.

Secondo le informazioni a nostra disposizione, la tesi delle scie chimiche è priva di qualunque fondamento pratico. In Svizzera le autorità per la sorveglianza dello spazio aereo, per la salute e per l’ambiente interverrebbero immediatamente se ci fossero indicazioni dell’uso di tali metodi.

In questo senso il Consiglio Federale ha già risposto, il 12 settembre 2007, all’interrogazione “Emissioni di aeromobili” di Luc Recordon (può reperire la risposta al seguente link: http://www.parlament.ch/D/Suche/Seiten/geschaefte.aspx?gesch_id=20073387). Tale risposta è tuttora valida. Il Consiglio Federale, in detta risposta, dichiara: “Perlomeno nello spazio aereo europeo, la tesi delle scie chimiche è priva di fondamento, sia perché l’irrorazione segreta e sistematica di sostanze chimiche è proibita, sia perché essa è all’atto pratico impossibile a causa del monitoraggio permanente dello spazio aereo. Tutti gli aereomobili nello spazio aereo europeo devono attenersi a un piano di volo dettagliato che viene monitorato dal controllo del traffico aereo. In Svizzera lo spazio aereo controllato arriva alla quota di circa 20 chilometri. Anche un solo volo di prova non autorizzato e non identificabile farebbe scattare immediatamente una missione d’intercettazione da parte delle forze aeree svizzere. Se “attività di scie chimiche” siano in corso o si siano svolte al di fuori dell’Europa è al di là delle conoscenze del Consiglio Federale.”

Nella sua lettera lei cita anche i metodi di geoingegneria (per esempio l’immissione di aerosol di zolfo nella stratosfera) mirati a influire sul clima. Questo in considerazione del fatto che il riscaldamento globale potrebbe diventare completamente incontrollabile e che soltanto una misura del genere potrebbe prevenire un riscaldamento catastrofico. In effetti sono in corso delle ricerche che sono anche descritte nel documento informativo dell’UFAM che lei cita. Tuttavia questo non significa che oggi vengano usati tali metodi su vasta scala o che esistano piani per usarli in futuro. Qualunque uso sistematico futuro di tali metodi dovrebbe in ogni caso essere esaminato in dettaglio e coordinato a livello internazionale. Non siamo al corrente di alcuna proposta concreta, da parte di paesi o enti, per l’uso di tali metodi su vasta scala. L’UFAM è scettico su questi metodi ed esaminerebbe con molta attenzione tali proposte per via dei possibili effetti collaterali gravi. Al momento attuale non c’è motivo di usare tali metodi. Gli attuali negoziati in corso alla conferenza sul clima a Parigi hanno lo scopo di prevenire un riscaldamento significativo della Terra tramite una riduzione coordinata globale dei gas serra. Questa, e non l’influsso sul clima su vasta scala, è la strada da seguire anche dal punto di vista dell’UFAM.


Se il link all’interrogazione parlamentare citato qui sopra non funziona, ce n’è una copia su Archive.org (anche in italiano).
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Apple vs. FBI: il commento di Edward Snowden

февраля 19, 2016 21:55, by Il Disinformatico

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Edward Snowden poco fa ha tweetato parole pesanti come macigni sulla controversia legale fra FBI e Apple che ho riassunto qui. Le traduco qui sotto.

Journalists: Crucial details in the @FBI v. #Apple case are being obscured by officials. Skepticism here is fair: pic.twitter.com/lEVEvOxcNm
— Edward Snowden (@Snowden) 19 Febbraio 2016



Giornalisti: i funzionari governativi stanno occultando dettagli fondamentali nel caso FBI contro Apple. Qui è giusto essere scettici:

[traduzione del testo contenuto nell’immagine che accompagna il tweet:]

1) L’FBI ha già tutti i tabulati delle comunicazioni del sospettato – con chi ha parlato e come lo ha fatto – perché questi dati sono già custoditi dai fornitori di servizi, non sul telefonino stesso.

2) L’FBI ha già ricevuto backup completi di tutti i dati del sospettato fino ad appena 6 settimane prima del reato.

3) Copie dei contatti del sospettato con i suoi colleghi – la cosa alla quale l’FBI afferma di essere interessata – sono disponibili in duplicato sui telefonini di quei colleghi.

4) Il telefonino in oggetto è un telefono di lavoro fornito dal governo, soggetto al consenso di monitoraggio; non è un dispositivo segreto di comunicazione per terroristi. I telefonini “operativi” che si ritiene nascondano informazioni incriminanti, recuperati dall’FBI durante una perquisizione, sono stati fisicamente distrutti, non “protetti da Apple”.

5) Esistono mezzi alternativi per ottenere accesso a questo dispositivo – e ad altri – che non richiedono l’assistenza del fabbricante.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Il Delirio del Giorno: le “scie chimiche” causano 12 milioni di morti l’anno a New York

февраля 19, 2016 21:14, by Il Disinformatico

posso darti le prove dei milioni di morti ogni anno a causa delle scie chimiche. Nei soli Usa parliamo di 40 milioni di morti ogni anno per le scie chimiche di cui ben 12 milioni l’anno nella sola città di new york. Ho con me i documenti che lo attestano . se mi darai modo te li fornirò ma prima voglio le scuse che devi a quello che tu chiami complottismo.

Commento inviato da “juventin87” a questo articolo, 2016/02/19 19:11


L'area metropolitana di New York ha 19 milioni di abitanti. D’accordo che i newyorchesi sono notoriamente scorbutici e asociali, ma credo che se ne sparissero dodici milioni l’anno qualcuno lo noterebbe. Attendo con malcelata impazienza le “prove” e i “documenti”.
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Ospedale USA paga 17.000 dollari di riscatto per riavere i propri dati

февраля 19, 2016 17:47, by Il Disinformatico

Il ransomware si sta rivelando una forma di attacco informatico tristemente efficace nel portar via soldi alle vittime: dagli Stati Uniti arriva la notizia che un ospedale, il Hollywood Presbyterian Medical Center, è stato preso in ostaggio da un ransomware che ne ha paralizzato i sistemi informatici al punto che è stato necessario tornare a registrare i pazienti su carta e recuperare le cartelle cliniche cartacee e la rete informatica è rimasta ferma per oltre una settimana.

Alla fine, dopo dieci giorni di paralisi, i dirigenti dell’ospedale si sono arresi e hanno pagato il riscatto ai criminali che gestivano il ransomware: 40 bitcoin, che al cambio attuale sono circa 17.000 dollari. Il presidente e CEO dell’ospedale ha detto che “il modo più rapido ed efficiente per ripristinare i nostri sistemi e le nostre funzioni amministrative era pagare il riscatto e ottenere la chiave di decifrazione”. È andata tutto sommato bene, visto che la richiesta iniziale di riscatto era di circa 3,6 milioni di dollari.

L’attacco con ransomware a un’azienda o a un’istituzione sembra essere la moda del momento fra i criminali, probabilmente perché è più remunerativo rispetto all’attacco a privati: un altro esempio arriva sempre dagli Stati Uniti, in questo caso da Conway, nel South Carolina, dove la rete informatica scolastica delle Horry County Schools è stata colpita con la stessa tecnica che ha messo in ginocchio l’ospedale californiano: buona parte dei dati cifrati dagli aggressori è stata recuperata dai backup, ma resta una ventina di server che ancora contengono file presi in ostaggio, per cui gli amministatori hanno stanziato 8500 dollari per pagare la richiesta di riscatto. I responsabili della rete scolastica hanno detto che sono disposti a pagare perché si tratta di una cifra modesta rispetto alle ore-uomo già sprecate nel tentativo (vano) di risolvere il problema.


Fonti: Ars Technica, Wbtw.com, Los Angeles Times, Ars Technica.

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“Scie chimiche”, risponde l’Ufficio Federale dell'Ambiente svizzero

февраля 19, 2016 13:29, by Il Disinformatico

È un po’ che non parlo delle cosiddette “scie chimiche” per mancanza di novità, ma oggi torno sull’argomento perché è stata resa pubblica una risposta dell’Ufficio Federale dell’Ambiente svizzero (UFAM) alla richiesta di un attivista sostenitore di questa tesi. Concordo con Metabunk che si tratta di una delle risposte ufficiali più complete e meglio scritte in questo campo. Ecco la traduzione dal tedesco della parte saliente:


Per quanto riguarda le sue preoccupazioni riguardanti le scie chimiche, possiamo rassicurarla. La tesi delle cosiddette “scie chimiche” circola su Internet all’incirca dal 2004. A volte è stata anche ripresa dai media. I siti Internet e gli articoli che se ne occupano vengono spesso citati dai cittadini preoccupati. Condivideremmo queste preoccupazioni se ci fossero dei fatti che confermassero la tesi delle scie chimiche. Tuttavia in tutti questi anni non abbiamo trovato alcuna prova che vengano spruzzate sistematicamente sostanze tramite aerei. Inoltre le seguenti argomentazioni contraddicono la tesi delle scie chimiche:

– Il traffico aereo è aumentato enormemente negli ultimi decenni. Di conseguenza le scie di condensazione sono diventate molto più frequenti. A seconda della temperatura e delle condizioni del vento, le scie di condensazione possono persistere a lungo nel cielo e manifestare interruzioni improvvise e vistose forme a ventaglio (i cosiddetti cirri).

– A causa del monitoraggio permanente dello spazio aereo, l'irrorazione sistematica di sostanze chimiche da parte di voli segreti è concretamente impossibile. Eventuali violazioni ripetute dello spazio aereo non verrebbero ignorate, se non altro per via dei rischi conseguenti per il traffico aereo.

Secondo le informazioni a nostra disposizione, la tesi delle scie chimiche è priva di qualunque fondamento pratico. In Svizzera le autorità per la sorveglianza dello spazio aereo, per la salute e per l’ambiente interverrebbero immediatamente se ci fossero indicazioni dell’uso di tali metodi.

In questo senso il Consiglio Federale ha già risposto, il 12 settembre 2007, all’interrogazione “Emissioni di aeromobili” di Luc Recordon (può reperire la risposta al seguente link: http://www.parlament.ch/D/Suche/Seiten/geschaefte.aspx?gesch_id=20073387). Tale risposta è tuttora valida. Il Consiglio Federale, in detta risposta, dichiara: “Perlomeno nello spazio aereo europeo, la tesi delle scie chimiche è priva di fondamento, sia perché l’irrorazione segreta e sistematica di sostanze chimiche è proibita, sia perché essa è all’atto pratico impossibile a causa del monitoraggio permanente dello spazio aereo. Tutti gli aereomobili nello spazio aereo europeo devono attenersi a un piano di volo dettagliato che viene monitorato dal controllo del traffico aereo. In Svizzera lo spazio aereo controllato arriva alla quota di circa 20 chilometri. Anche un solo volo di prova non autorizzato e non identificabile farebbe scattare immediatamente una missione d’intercettazione da parte delle forze aeree svizzere. Se “attività di scie chimiche” siano in corso o si siano svolte al di fuori dell’Europa è al di là delle conoscenze del Consiglio Federale.”

Nella sua lettera lei cita anche i metodi di geoingegneria (per esempio l’immissione di aerosol di zolfo nella stratosfera) mirati a influire sul clima. Questo in considerazione del fatto che il riscaldamento globale potrebbe diventare completamente incontrollabile e che soltanto una misura del genere potrebbe prevenire un riscaldamento catastrofico. In effetti sono in corso delle ricerche che sono anche descritte nel documento informativo dell’UFAM che lei cita. Tuttavia questo non significa che oggi vengano usati tali metodi su vasta scala o che esistano piani per usarli in futuro. Qualunque uso sistematico futuro di tali metodi dovrebbe in ogni caso essere esaminato in dettaglio e coordinato a livello internazionale. Non siamo al corrente di alcuna proposta concreta, da parte di paesi o enti, per l’uso di tali metodi su vasta scala. L’UFAM è scettico su questi metodi ed esaminerebbe con molta attenzione tali proposte per via dei possibili effetti collaterali gravi. Al momento attuale non c’è motivo di usare tali metodi. Gli attuali negoziati in corso alla conferenza sul clima a Parigi hanno lo scopo di prevenire un riscaldamento significativo della Terra tramite una riduzione coordinata globale dei gas serra. Questa, e non l’influsso sul clima su vasta scala, è la strada da seguire anche dal punto di vista dell’UFAM.


Se il link all’interrogazione parlamentare citato qui sopra non funziona, ce n’è una copia su Archive.org (anche in italiano).
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