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Disinformatico

сентября 4, 2012 21:00 , by profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Amazombi!

февраля 12, 2016 5:40, by Il Disinformatico

Avete presente che si dice sempre che bisogna leggere bene e fino in fondo le clausole di ogni contratto che si accetta? E avete presente che non lo fa nessuno, specialmente per i contratti dei servizi su Internet? Amazon ha pensato di approfittare di questa diffusissima cattiva abitudine per nascondere una chicca contrattuale notevole: la clausola anti-zombi.

Non sto scherzando: è realmente presente una clausola anti-zombi, una sorta di easter egg o di ricompensa per chi si prende la briga di leggere le condizioni di Amazon Web Services almeno fino alla cinquantasettesima clausola compresa.

Questa clausola infatti parla di usi accettabili di un motore per giochi 3D di Amazon e dei suoi materiali e dice che questi materiali “non sono concepiti per l’uso con sistemi critici per la sopravvivenza o la sicurezza, come l’uso nell’azionamento di apparati medici, sistemi di trasporto automatici, veicoli autonomi, aerei o controllo del traffico aereo, impianti nucleari, veicoli spaziali con equipaggio, o uso militare in relazione al combattimento non simulato.” Fin qui sembra una restrizione standard, ma poi la clausola prende una piega decisamente bizzarra: “Tuttavia questa restrizione non si applica al verificarsi (certificato dai Centri per il Controllo delle Patologie degli Stati Uniti o dall’ente ad essi successore) di un’infezione virale ad ampia diffusione, trasmessa mediante morsi o contatto con fluidi corporei, che induca i cadaveri umani a rianimarsi e cercare di consumare carne umana, sangue, cervelli o tessuto nervoso di esseri umani viventi e che probabilmente causerà la caduta della civiltà organizzata”.

In altre parole, Amazon, in un contratto legalmente vincolante, sta parlando seriamente di zombi.

Questo è l'originale:

57.10 Acceptable Use; Safety-Critical Systems. Your use of the Lumberyard Materials must comply with the AWS Acceptable Use Policy. The Lumberyard Materials are not intended for use with life-critical or safety-critical systems, such as use in operation of medical equipment, automated transportation systems, autonomous vehicles, aircraft or air traffic control, nuclear facilities, manned spacecraft, or military use in connection with live combat. However, this restriction will not apply in the event of the occurrence (certified by the United States Centers for Disease Control or successor body) of a widespread viral infection transmitted via bites or contact with bodily fluids that causes human corpses to reanimate and seek to consume living human flesh, blood, brain or nerve tissue and is likely to result in the fall of organized civilization.

Umorismo per avvocati geek. Ringrazio i tanti lettori che mi hanno segnalato questa chicca.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Antibufala: il video antigravità degli OK Go

февраля 12, 2016 1:09, by Il Disinformatico

Il nuovo video degli OK Go, intitolato Upside Down, Inside Out, parte subito dichiarando che “Quello che state per vedere è reale. Lo abbiamo girato in gravità zero, in un vero aereo, in cielo. Non ci sono fili o green screen”. Seguono tre minuti abbondanti di evoluzioni spettacolari e impossibili che fanno davvero sembrare che gli OK Go abbiano annullato la gravità. Molti si stanno chiedendo come possa essere vera l’affermazione del gruppo musicale, noto per i suoi video stracolmi di illusioni ottiche e di effetti ottenuti dal vivo, senza trucchi digitali.  È una bufala?

Non proprio. La tecnica descritta dagli OK Go, ossia usare un aereo per creare un effetto identico all’assenza di peso, è reale e documentata da decenni: la adoperano gli astronauti per allenarsi all’assenza di peso che troveranno nello spazio. Basta lanciare l’aereo su una traiettoria che lo faccia arrampicare in cielo e poi ridurre la spinta dei motori: il velivolo traccia un arco parabolico e poi inizia a cadere, e durante questo periodo di caduta libera a bordo si ha l’effetto dell’assenza di peso (non assenza di gravità: la gravità c'è ancora ed è infatti quella che attira l’aereo verso terra, ma siccome i passeggeri cadono alla stessa velocità con la quale cade l'aereo, gli oggetti e le persone a bordo fluttuano come se non ci fosse gravità).

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OK Go - Upside Down & Inside Out
Hello, Dear Ones. Please enjoy our new video for "Upside Down & Inside Out". A million thanks to S7 Airlines. #GravitysJustAHabit
Pubblicato da OK Go su Giovedì 11 febbraio 2016


Fin qui, insomma, il video degli OK Go è realistico, ma c’è un piccolo problema: i periodi di caduta libera ottenibili con gli aerei durano al massimo una ventina di secondi (per non schiantarsi al suolo) e sono seguiti da un periodo nel quale i piloti fanno rialzare l'aereo dalla sua traiettoria diretta verso il suolo, con un’accelerazione che aumenta il peso degli occupanti. Nel video, invece, ci sono circa tre minuti di assenza di peso ininterrotti. Allora c’è un trucco?

Ebbene sì: il video è stato realizzato in spezzoni brevi che poi sono stati uniti in fase di montaggio, come sottolinea su Facebook persino la NASA. Secondo la spiegazione pubblicata sul sito ufficiale degli OK Go, si tratta di una ripresa singola di 45 minuti, che include otto periodi consecutivi di assenza di peso di circa 21 secondi intervallati da alcuni minuti di condizioni normali: questi minuti sono stati tolti dal video e gli stacchi non si vedono grazie a un piccolo ritocco digitale di morphing. Se li volete scovare senza troppa fatica, sono a 0:46, 1:06, 1:27, 1:48, 2:09, 2:30 e 2:50.

Le riprese si sono svolte su un grande aereo apposito del Centro di Addestramento per Cosmonauti vicino a Mosca, all’interno del quale è stata costruita una finta fusoliera da aereo di linea, ben più lavabile dei normali interni di un velivolo. Geniale e divertente.


Fonti aggiuntive: Nofilmschool, S7 Airlines, Buzzfeed, Redbull.com.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Mini-centrale idroelettrica francese comandabile da chiunque via Internet

февраля 11, 2016 23:25, by Il Disinformatico

Collegare i dispositivi a Internet, in modo da poterli comandare da lontano, è sicuramente molto utile. Ma bisogna collegarli come si deve, pensando alla sicurezza, altrimenti ci si ritrova con situazioni come questa, scovata in Francia dal motore di ricerca Shodan: una mini-centrale idroelettrica che è stata collegata a Internet così maldestramente che chiunque può prenderne il controllo da lontano, come ho visto fare in queste ore, con conseguenze facilmente immaginabili.



Vediamo quali errori sono stati commessi, così possiamo imparare come non si configura l’Internet delle Cose.

1. Non si deve contare su un indirizzo IP “segreto”. Molti utenti (e amministratori di dispositivi) pensano ancora che un indirizzo IP, se non viene divulgato, sia un fattore di sicurezza perché se nessuno conosce l'indirizzo di un dato dispositivo quel dispositivo è introvabile. Non è così: motori di ricerca appositi, come Shodan, permettono di cercare dispositivi in base al loro tipo e alla loro posizione geografica. Sapendo qual è la marca e il modello del dispositivo e dove si trova, scoprire il suo indirizzo IP di controllo è banale. Vale anche il contrario: per esempio, secondo Utrace.de risulta che la centrale idroelettrica mostrata qui sopra (di cui non pubblico l’indirizzo IP per ovvie ragioni) è situata dalle parti di Tolosa, in Francia. Altri indizi suggeriscono più precisamente la località di Aiguillon.

2. Non si deve abilitare una connessione remota aperta a tutti e senza password. La centrale idroelettrica in questione è accessibile via Internet a chiunque sappia il suo indirizzo IP e usi una normale applicazione di gestione remota come VNC. Non viene neppure richiesta una password di accesso alla connessione VNC: ci si collega e basta. Ciliegina sulla torta, la connessione non è cifrata contro eventuali intercettazioni. Ciliegina sulla ciliegina, la centrale fa collegare chiunque ne digiti l'indirizzo IP anche in un normale browser.

3. Non si devono memorizzare sul computer remoto i nomi degli utenti e le password di accesso. Chi avvia una sessione VNC con il computer che gestisce la centrale idroelettrica di questo esempio non deve neppure tentare di indovinare i nomi degli utenti autorizzati, perché sono stati memorizzati nel browser del computer remoto. Insieme alle password. Così ho visto utenti accedere ai controlli della centrale e alla configurazione degli utenti semplicemente cliccando nella casella del nome utente e lasciando che il completamento automatico proponesse il nome dell’utente e poi la sua password.

4. Non si devono usare password stupidamente evidenti. Nel caso della centrale, ho visto che i visitatori hanno scoperto che almeno un account ha la password uguale al nome utente.


Sono rimasto alcune ore a osservare l’andirivieni dei visitatori sulla connessione di controllo remoto e ho visto fare di tutto, compreso cliccare sui comandi della centrale. Mi sono ovviamente posto il problema di come avvisare il responsabile della centrale, ma nelle scorribande dei visitatori non ho visto alcuna informazione di contatto, per cui ho inviato una mail alle aziende citate nelle schermate di configurazione della centrale. Ho inoltre creato sul desktop del computer remoto un file di stampa di nome "ATTENTION VOUS ETES ACCESSIBLES PAR INTERNET". Speriamo in bene.

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L'ultima prova di Albert Einstein

февраля 11, 2016 13:18, by Il Disinformatico

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L'ultimo atto della caccia alle Onde Gravitazionali, la cui esistenza venne teorizzata da Albert Einstein 100 anni fa, intorno al 1916, potrebbe concludersi proprio oggi.

La caccia cominciò alla fine degli anni '60, con alcuni esperimenti effettuati anche in Italia. Una Barra di Weber, l'antenna gravitazionale che si pensava fosse in grado di rivelare le onde gravitazionali, è visibile ancora oggi all'ingresso del dipartimento di Fisica dell'università di Roma La Sapienza.

In meno di un'ora alle 15:30 GMT (16:30 ora italiana) di oggi, giovedi 11 Febbraio, conferenza stampa del LIGO, in cui potrebbe essere comunicata la rivelazione di un evento che confermi l'esistenza di queste onde.

Potete seguirla in diretta cliccando qui o qui (sperando che i server "reggano" la popolarità dell'evento).

Aggiungo i link in chiaro in caso di problemi:


Ricordo che nella ricerca ha un ruolo importante anche l'Italia, con un rivelatore vicino Pisa: VIRGO.

Scriverò se necessario, e se Paolo me lo permette, un articolo con qualche spiegazione del fenomeno e della sua storia, insieme ad un sommario della videocon.

Paolo G. Calisse, 15 Feb 2016.

Prima pagina del lavoro originale di A. Einstein, 1916.



 

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Pannello di controllo d’impianto di biogas italiano visibile via Internet

февраля 11, 2016 8:17, by Il Disinformatico

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Una domanda molto semplice: che ci fa online questo quadro di controllo di un impianto per biogas? È accessibile via Internet con VNC. Basta conoscerne l’indirizzo IP, facilmente ottenibile tramite un motore di ricerca come Shodan (la segnalazione arriva da @viss). Non ditemi che qualcuno crede ancora che per “proteggere” un accesso del genere sia sufficiente non dire in giro il suo indirizzo IP.

E non ditemi che questo quadro è comandabile via VNC. Sarebbe da incoscienti.




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