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Disinformatico

September 4, 2012 21:00 , von profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

Podcast del Disinformatico del 2017/01/13

January 13, 2017 14:31, von Il Disinformatico

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Aiuto, mi hanno rubato l’account Instagram

January 13, 2017 9:06, von Il Disinformatico

Rispondo pubblicamente a Igor, che mi segnala il furto del suo account Instagram e chiede aiuto:

“Dopo quasi 1 giorno in cui non controllavo il telefono, sono entrato come di mio solito nel mio account Instagram, con enorme sopresa mi chiede di effettuare l'accesso, cosa che non mi è mai stata chiesta. Io ci provo, ma dice che la password è errata. Ho poi provato a ripristinare, ma niente. Mi diceva che il mio nome utente e la mia email non erano collegati a nessun account Instagram, cosa alquanto sospetta. Tra l'altro il mio account Instagram era collegato a quello Facebook. Ho poi scoperto che il mio account è scomparso da Instagram. Qualcuno, un hacker probabilmente, me l'ha rubato, oppure ha cercato di rubarlo e Instagram me l'ha cancellato, chiaramente non lo so perché non ho notizie dal supporto Instagram. Così per caso sono entrato nella mia casella di posta elettronica e ho trovato delle mail alquanto sospette, che appena ho visto, con ritardo di quasi 1 giorno ho subito cestinato. Ho contattato più e più volte l'assistenza ma nessuna risposta. Mi potresti aiutare? Ti allego gli screenshots delle mail, che ho subito cestinato, anche gli orari sono particolari, la prima era delle 20 47 e le successive più di 2 ore dopo. Grazie e scusa per il disturbo. Saluti”
Il caso è significativo anche perché stando agli screenshot che mi ha inviato, Igor aveva attivato la verifica in due passaggi, per cui quando l’intruso ha tentato di entrare nel suo account Instagram ha mandato a Igor un codice di sicurezza, senza il quale l’intruso in teoria sarebbe stato bloccato.

La pagina di aiuto apposita di Instagram porta a una serie di consigli e a una pagina di segnalazione di furto di account; Chimeraevo ricorda inoltre quali dati serviranno a Instagram per ridare il controllo dell’account all’utente legittimo: una foto, l’indirizzo di mail usato per iscriversi, le date dei cambi di password legittimi (se ce ne sono stati) ed informazioni su contenuti che l’utente ha eliminato in passato.

Vale la pena, inoltre, di ripassare i consigli di prevenzione di Instagram: usare una password robusta (almeno sei caratteri) e differente dalle altre che usate altrove; modificare periodicamente la password; non condividerla mai con nessuno, ma specialmente con gli sconosciuti; verificare la sicurezza della casella di mail; uscire da Instagram se si usa un computer o telefono altri; fare attenzione ad autorizzare applicazioni di terzi.


Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Aiuto, mi hanno rubato l’account del Playstation Network

January 13, 2017 9:03, von Il Disinformatico

Mi scrive Kevin con un problema di Playstation:

oggi mi hanno rubato l’account della playstation e hanno cambiato password e data di nascita, quindi non posso recuperarlo, il problema oltre ad aver perso l’account è che i giochi li ho presi tutti in digitale, e non avendo più il mio account principale mi è impossibile usarli, c’è una qualche soluzione a ciò?

Ho chiesto a Luca Paltrinieri, esperto locale della Rete Tre RSI, che ha spiegato come risolvere il problema: bisogna contattare Sony via mail (l’indirizzo è un po’ nascosto nel sito, ma per la Svizzera è service@ch.playstation.com) e avere pazienza, senza tentare rimedi improvvisati.

Entro un giorno Sony risponde, di solito in lingua italiana, e fornisce anche un numero di telefono per dare istruzioni in diretta se non bastano quelle trasmesse via mail. La console di gioco ha un numero identificativo univoco, stampigliato sul dispositivo, che bisogna comunicare a Sony. Questo consente a Sony di ripristinare tutte le impostazioni originali e restituire il maltolto.

Come misura di prevenzione, per evitare che il furto si ripeta, consiglio l’attivazione della verifica in due passaggi, per cui quando ci si collega alla rete di gioco è necessario digitare anche un PIN che ci arriva sul telefonino.

Per maggiori informazioni segnalo anche questi tre link (in inglese): Playstation Community, Reddit, Digital Trends.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Facebook legge automaticamente tutte le foto che postate e le descrive

January 13, 2017 8:51, von Il Disinformatico

Gli esperti di sicurezza e privacy di Labnol segnalano una particolarità poco conosciuta di Facebook: ogni foto che caricate viene analizzata da un sistema automatico di riconoscimento delle immagini. Lo potete vedere all’opera prendendo una qualsiasi foto di Facebook, vostra o di qualcun altro, cliccandovi sopra per mostrarla in modalità galleria fotografica e usando gli strumenti avanzati del browser (meglio su computer, non su smartphone) per vedere il codice che compone la pagina contenente la foto. Nel codice troverete un img class="spotlight” seguito da una descrizione della foto, che viene generata automaticamente.

Per esempio, secondo Facebook questa foto “può contenere: 2 persone”, riconosciute nonostante i vestiti ampi ne coprano e confondano le forme.



Facebook riconosce una persona anche se è mascherata dentro l’involucro informe di uno scafandro spaziale ed è vista di lato: dice che questa foto “può contenere: una o più persone”.



Ho provato a caricare la foto di un gatto che è visibile solo per metà ed è a cavalcioni di un monitor di computer, e Facebook l’ha descritta immediatamente come “gatto e schermo”:



Nelle demo di Labnol ci sono esempi nei quali Facebook riconosce “una o più persone in bicicletta all’aperto”, “tre persone sedute”, “un paio di occhiali”, e addirittura conta le persone presenti, come nel caso mostrato qui sotto, dove dichiara “26 persone, persone che sorridono, persone sedute, persone in piedi e al chiuso”:



Se già questo è un risultato notevole (qualcosa di simile esiste anche in Google Foto) concepito per aiutare i non vedenti, Facebook sta sperimentando un sistema chiamato DeepFace, che è in grado di riconoscere l’identità precisa delle persone nelle foto con la stessa affidabilità di un essere umano e meglio del sistema di riconoscimento usato dall’FBI, secondo Computerworld. Non solo: riesce spesso a identificare anche persone il cui volto non è visibile, guardando l'acconciatura, la corporatura, la posizione e l’abbigliamento.

Il potere di schedatura di massa di queste tecnologie è impressionante: significa che uno sconosciuto può fotografarvi per strada e scoprire chi siete e qual è il vostro account sui social network, come avviene già in Russia con Findface.ru, con risultati inquietanti documentati in molti video.

A proposito di riconoscimento facciale, se siete utenti di Facebook e volete evitare che il social network vi riconosca in ogni foto e suggerisca automaticamente a tutti il vostro nome come tag, potete andare (da computer) nelle Impostazioni del diario e dei tag del vostro account e scegliere la voce Come faccio a gestire i tag aggiunti dalle persone e i suggerimenti di tag? e la sottosezione Chi può vedere i suggerimenti dei tag quando vengono caricate foto che ti somigliano?: scegliete l’opzione Nessuno e poi Chiudi.



Fonti aggiuntive: F-Secure.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Arriva la spazzola per capelli connessa a Internet. Ne sentivamo il bisogno

January 13, 2017 8:41, von Il Disinformatico

Il Consumer Electronics Show che si tiene all’inizio di ogni anno a Las Vegas è una fiera delle novità informatiche ed elettroniche che non manca mai di regalare esempi di gadget totalmente assurdi. Nel 2013, per esempio, ci aveva deliziato con iPotty, un vasino per bambini dotato di un supporto per iPad, subito ribattezzato iFatto.

Quest’anno è il turno della spazzola smart. O meglio, il Kérastase Hair Coach, una spazzola per capelli connessa a Internet. Per soli 200 dollari potete avere una spazzola che incorpora un accelerometro e un giroscopio per contare i colpi dati alla chioma. L’imprescindibile accessorio è dotato anche di un microfono, che ascolta il suono delle spazzolate per darvi informazioni sulle condizioni dei capelli, e di sensori per indicarvi se avete i capelli bagnati o asciutti, caso mai non foste in grado di capirlo da soli.

Come se non bastasse, la spazzola – pardon, il Hair Coach – vibra se ritiene che stiate usando un vigore eccessivo. Tutti questi dati vengono trasmessi tramite Bluetooth o Wi-Fi a un’app per smartphone, che li combina con i dati sulle condizioni meteo, il vento, l’umidità e persino i livelli di luce ultravioletta, per poi consigliare all’utente fashion i trattamenti ottimali per gestire la situazione. Ne sentivamo disperatamente il bisogno, e ora questo bisogno è stato soddisfatto.

La spazzola smart non è stato l’unico gadget a destare qualche perplessità e ilarità al CES di quest’anno: vanno citate infatti le mutande antiradiazioni Spartan, i cui materiali includono fibre d’argento che (stando ai produttori) bloccano le emissioni Wi-Fi e cellulari, impedendo che possano interferire con i... gioelli di famiglia. Non dev’essere stato facile per i venditori della Spartan stare alla fiera dell’elettronica e dichiarare, nella loro pubblicità leggermente terroristica, che i prodotti venduti da tutti gli altri espositori erano (secondo loro) cancerogeni e sterilizzanti.

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