Giornalismo 2.0: ci piace tanto come lavori, ma non vogliamo pagarti
October 5, 2016 21:28Questo articolo vi arriva gratuitamente grazie alle donazioni dei lettori e perché avevo voglia di raccontarvi questa storia. Se vi piace, potete farne una per incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).Ricevo spesso mail di proposte di collaborazione o di “articoli sponsorizzati” da parte di testate giornalistiche e agenzie di PR aziendali. Alcune sono particolarmente gustose, come questa, arrivata oggi.
Salve sono il CTO di T****z.it, stiamo cercando una figura come la sua di esperienza per arricchire il nostro Team molto variegato. Per caso mi sono imbattuto qualche tempo fa nel sito "*******.eu" e mi piacciono molto i suoi articoli. Nel nostro sito trattiamo news sul mondo mobile e collateralmente scriviamo anche di scienza e tecnologia e tutorial di informatica e mobile modding ci piacerebbe avere una figura come la sua nel nostro team per il grande Know-out che potrebbe apportare, magari creando una sua rubrica. Essendo un sito appena nato non potremo garantire un fisso al mese ma verrà pagato tramite suoi banner di Google Adsense predisposti negli articoli. Stiamo cercando di contattare sponsor per espandere il sito e cercare di dare un fisso al nostro staff. Ad ogni Editore verrà assegnata una mail personale con nostro dominio e riceverà gadget delle aziende da recensire, ed alcuni di essi rimarranno a lei se regalati dalle aziende.
In attesa di risposta,
Cordialmente Saluto.
[nome e cognome]
La mia risposta:
Buonasera Sig. *****,
grazie dell'apprezzamento, ma se T****z non è in grado di garantire di poter pagare il mio lavoro, io non sono in grado di garantire di voler lavorare per T****z.
E francamente un CTO che parla di "know-out" mi pare un po’ a corto di know-how.
Cordiali saluti
Paolo Attivissimo
Giornalismo 2.0: ci piaci tanto, ma non vogliamo pagarti
October 5, 2016 19:11Questo articolo vi arriva gratuitamente grazie alle donazioni dei lettori e perché avevo voglia di raccontarvi questa storia. Se vi piace, potete farne una per incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).Ricevo spesso mail di proposte di collaborazione o di “articoli sponsorizzati” da parte di testate giornalistiche e agenzie di PR aziendali. Alcune sono particolarmente gustose, come questa, arrivata oggi.
Salve sono il CTO di T****z.it, stiamo cercando una figura come la sua di esperienza per arricchire il nostro Team molto variegato. Per caso mi sono imbattuto qualche tempo fa nel sito "*******.eu" e mi piacciono molto i suoi articoli. Nel nostro sito trattiamo news sul mondo mobile e collateralmente scriviamo anche di scienza e tecnologia e tutorial di informatica e mobile modding ci piacerebbe avere una figura come la sua nel nostro team per il grande Know-out che potrebbe apportare, magari creando una sua rubrica. Essendo un sito appena nato non potremo garantire un fisso al mese ma verrà pagato tramite suoi banner di Google Adsense predisposti negli articoli. Stiamo cercando di contattare sponsor per espandere il sito e cercare di dare un fisso al nostro staff. Ad ogni Editore verrà assegnata una mail personale con nostro dominio e riceverà gadget delle aziende da recensire, ed alcuni di essi rimarranno a lei se regalati dalle aziende.
In attesa di risposta,
Cordialmente Saluto.
[nome e cognome]
La mia risposta:
Buonasera Sig. *****,
grazie dell'apprezzamento, ma se T****z non è in grado di garantire di poter pagare il mio lavoro, io non sono in grado di garantire di voler lavorare per T****z.
E francamente un CTO che parla di "know-out" mi pare un po’ a corto di know-how.
Cordiali saluti
Paolo Attivissimo
Antibufala: I video di al-Qaeda “made in USA”
October 5, 2016 15:39
Questo articolo vi arriva gratuitamente grazie alla segnalazione di ”kilotr*” e alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una per incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/10/05 20:40.
Mi manca il tempo di rispondere immediatamente e in dettaglio alle segnalazioni che mi stanno arrivando a proposito di un articolo del Corriere del Ticino di oggi, a firma di Marcello Foa (copia su Archive.org), secondo il quale “certi filmati di Al Qaeda erano "made in USA"”.
Ho già chiesto via Twitter a Foa come mai il suo articolo omette di citare due fatti importanti (dichiarati dalle sue stesse fonti):
a) che i video erano realizzati riprendendo attentati realmente effettuati da al Qaeda (“Bell Pottinger would send teams out to film low-definition video of al Qaeda bombings and then edit it like a piece of news footage”) o rimontando materiale originale di al-Qaeda (“He was given precise instructions: ‘We need to make this style of video and we’ve got to use al Qaeda’s footage’”).
b) che i video venivano confezionati su CD con un accorgimento tecnico che consentiva di tracciare chi li guardava, quindi erano esche informatiche antiterrorismo (“The CDs were set up to use Real Player, a popular media streaming application which connects to the internet to run. Wells explained how the team embedded a code into the CDs which linked to a Google Analytics account, giving a list of IP addresses where the CDs had been played”).
Questi due fatti cambiano completamente l’interpretazione della notizia ma mancano dall’articolo di Foa, pur essendo chiaramente riportati nella notizia originale.
Nella notizia originale manca invece ogni indicazione che i video venissero prodotti “perché scoprire filmati di quel genere in località insospettabili avrebbe aumentato il clamore e l'interesse mediatico” come dice Foa e manca l’affermazione, fatta da Foa, che questi video venivano poi autenticati dalla CIA o dalla Casa Bianca (“erano la CIA o la Casa Bianca a certificarne l'autenticità”, scrive Foa).
Sto aspettando chiarimenti o smentite, ma per il momento sembra proprio che Foa abbia preso un grosso granchio giornalistico, suggerendo per omissione la tesi che i video di al-Qaeda siano fabbricati (tutti o alcuni) ex novo dal Pentagono e alimentando il bislacco filone complottista che sostiene che al-Qaeda sia una messinscena americana.
Intanto segnalo queste fonti per maggiori dettagli:
– Breve analisi di Francesco Sottobosco.
– The Daily Beast racconta la storia attribuendola anche al Sunday Times, ma non ho ancora reperito l'articolo del Times per verifiche.
– Questo articolo del Bureau of Investigative Journalism, che sembra essere la fonte originale della notizia riportata da Foa e la riporta con completezza.
Per evitare derive e deliri di puro complottismo e berciamenti politici, avviso subito che verranno pubblicati soltanto i commenti che sono pertinenti a questa specifica notizia e che la smentiscono, confermano o chiariscono. Risparmiatevi rantoli sull’11 settembre e tutto il resto. Grazie.
Antibufala: video di Al Qaeda fabbricati dal Pentagono
October 5, 2016 10:57
Questo articolo vi arriva gratuitamente grazie alla segnalazione di ”kilotr*” e alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una per incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).
Mi manca il tempo di rispondere immediatamente e in dettaglio alle segnalazioni che mi stanno arrivando a proposito di un articolo del Corriere del Ticino, a firma di Marcello Foa (copia su Archive.org), secondo il quale “certi filmati di Al Qaeda erano "made in USA"”.
Ho già chiesto via Twitter a Foa come mai il suo articolo omette di citare il fatto (dichiarato dalle sue stesse fonti) che i video “made in USA” erano:
a) realizzati rimontando materiale originale di al-Qaeda (“He was given precise instructions: ‘We need to make this style of video and we’ve got to use al Qaeda’s footage’”).
b) confezionati su CD in modo da tracciare chi li guardava, quindi erano esche informatiche antiterrorismo (“The CDs were set up to use Real Player, a popular media streaming application which connects to the internet to run. Wells explained how the team embedded a code into the CDs which linked to a Google Analytics account, giving a list of IP addresses where the CDs had been played”).
Questi due fatti cambiano completamente l’interpretazione della notizia ma mancano dall’articolo di Foa, pur essendo chiaramente riportati nella notizia originale.
Sto aspettando chiarimenti o smentite, ma per il momento sembra proprio che Foa abbia preso un grosso granchio giornalistico, suggerendo la tesi che i video di al-Qaeda siano fabbricati (tutti o alcuni) dal Pentagono e riallacciandosi al filone complottista che sostiene che al-Qaeda sia una messinscena americana.
Intanto segnalo queste fonti per maggiori dettagli:
– Breve analisi di Francesco Sottobosco.
– The Daily Beast racconta la storia attribuendola anche al Sunday Times, ma non ho ancora reperito l'articolo del Times per verifiche.
– Il Bureau of Investigative Journalism, che sembra essere la fonte originale della notizia riportata da Foa e la riporta con completezza.
Per evitare derive e deliri di puro complottismo e berciamenti politici, avviso subito che verranno pubblicati soltanto i commenti che sono pertinenti a questa specifica notizia e che la smentiscono, confermano o chiariscono. Risparmiatevi rantoli sull’11 settembre e tutto il resto. Grazie.
Star Trek contro Trump
October 3, 2016 20:16Il cast di Star Trek si è schierato compatto contro l’idea di una presidenza messa in mano a Donald Trump. Il cast di quale serie o film della saga, direte voi?
Tutti.
C’è una pagina Facebook, intitolata Trek Against Trump, che presenta una breve riflessione accompagnata dalle adesioni di oltre 110 membri dei cast di Star Trek (la serie originale), The Next Generation, Deep Space Nine, Voyager, Enterprise e i film (compresi i registi degli ultimi tre film, J.J. Abrams e Justin Lin).
Star Trek negli Stati Uniti è un fenomeno culturale di massa da cinquant’anni. Vedere così tanti volti e nomi noti di questa saga prendere apertamente posizione contro un candidato alla Casa Bianca è decisamente insolito. Il loro messaggio è ispirato alle idee di Star Trek. Eccolo tradotto:
Star Trek ha sempre offerto una visione positiva del futuro, una visione di speranza e di ottimismo e, cosa più importante, di inclusione, nella quale le persone di tutte le razze ricevono pari rispetto e dignità, nella quale le credenze e gli stili di vita individuali vengono rispettati purché non siano una minaccia per gli altri. Non possiamo restare indifferenti di fronte a quello che sta accadendo nell’elezione che sta arrivando. Non c’è mai stato un candidato alla presidenza così completamente all’opposto degli ideali dell’universo di Star Trek come lo è Donald Trump. Eleggerlo farebbe arretrare questo paese, forse in modo disastroso. Dobbiamo eleggere un presidente che spingerà questo paese in avanti, verso il tipo di futuro che tutti sogniamo, nel quale le differenze personali vengono capite e accettate, nel quale la scienza scavalca la superstizione, e nel quale le persone lavorano insieme invece che l’una contro l’altra.
La risoluzione dei conflitti in Star Trek non è mai stata facile. Non restate indifferenti: votate! Abbiamo sentito gente dire che voteranno per i Verdi o i Libertarian o non voteranno affatto perché entrambi i candidati principali sono ugualmente colmi di difetti. Questo è illogico e anche inesatto. La Casa Bianca verrà occupata o dal Segretario Clinton o dal signor Trump. Uno è un dilettante che ignora con condiscenza le leggi nazionali e le realtà internazionali; l’altra ha dedicato la propria vita al servizio pubblio e ha un’esperienza profonda e preziosa oltre ad aver dimostrato di essere capace di lavorare con il Congresso per far approvare leggi di cui c’era disperato bisogno. Se, come dicono alcuni, il governo si è rotto, un voto di protesta non lo aggiusterà.
Avete appena compiuto 18 anni? Avete traslocato? Non avete mai votato prima? Alcuni stati offrono una registrazione anticipata (ai primi di ottobre) e/o il voto per corrispondenza. Non potete votare se non vi siete registrati. Per cui attivatevi: andate a https://www.rockthevote.com, un’associazione neutrale senza scopo di lucro, e fare il vostro dovere civico. Perché, dannazione, siete cittadini americani, e avete l’obbligo di far parte della nostra democrazia! Fatelo non solo per voi stessi, ma per tutte le generazioni che seguiranno. Votate per un futuro di persone illuminate e d’inclusione, per un futuro che un giorno ci porterà alle stelle.
Approvato da:
J.J. Abrams
Allan Apone
Richard Arnold
René Auberjonois
Scott Bakula
Ira Steven Behr
Rick Berman
John Billingsley
Christopher Black
Paula Block
Paul Boehmer
André Bormanis
Brannon Braga
Mark Robert Brown
LeVar Burton
Terri Potts-Chattaway
John Cho
Tracee Cocco
George Colucci
Mimi Cozzens
Denise Crosby
Dan Curry
Joseph D'Agosta
Peter David
Nicole de Boer
Keith R.A. DeCandido
John de Lancie
Jonathan Del Arco
John DeMita
Chris Doohan
Paul Eiding
Aron Eisenberg
Terry Erdmann
Terry Farrell
Lolita Fatjo
David C. Fein
Juan Carlos Fernandez
Louise Fletcher
Jonathan Frakes
Bryan Fuller
Dave Galanter
Tim Gaskill
David Gerrold
Robert Greenberger
Bruce Greenwood
Max Grodénchik
Martha Hackett
Glenn Hauman
Manu Intiraymi
Michael Jan Friedman
Dominic Keating
John Knoll
Walter Koenig
Alex Kurtzman
Judith Levitt
Jeff Lewis
Justin Lin
David Mack
Dennis Madalone
Chase Masterson
Dakin Matthews
Gates McFadden
Robert Duncan McNeill
Nicholas Meyer
Anthony Montgomery
Ronald B. Moore
Tom Morga
Kate Mulgrew
Larry Nemecek
Adam Nimoy
Susan Nimoy
Robert O'Reilly
Linda Park
Leslie Parrish
Robb Pearlman
Simon Pegg
Randy Pflug
Ethan Phillips
Robert Picardo
Sandra Piller
Chris Pine
Emmett Plant
Zachary Quinto
Michael Reisz
Andrew Robinson
Eugene & Heidi Roddenberry
Marvin Rush
Tim Russ
Zoe Saldana
Ralph Senensky
Naren Shankar
Armin Shimerman
Gregory Smith
Brent Spiner
Rick Sternbach
Peter Sternlicht
Eric Stillwell
Jay Stobie
Sandy Stone
Carel Struycken
Marina Sirtis
Michael Sussman
Kitty Swink
George Takei
Michael Taylor
Hallie Todd Withrow
Connor Trinneer
Karl Urban
Wil Wheaton
Herman Zimmerman







