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Disinformatico

September 4, 2012 21:00 , by profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

L’appontaggio di SpaceX da tre angolazioni differenti

May 14, 2016 13:01, by Il Disinformatico

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).

Qualche giorno fa SpaceX ha pubblicato un video che mostra da tre punti di vista differenti e molto ravvicinati l’atterraggio del primo stadio del suo lanciatore Falcon 9 sul ponte della nave di recupero Of Course I Still Love You nell’Oceano Atlantico, dopo aver collocato in orbita un satellite per telecomunicazioni, come raccontato in questo mio articolo. Spettacolare.

Notate, a 0:42, la scivolata laterale del razzo dopo l’appontaggio.

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Podcast del Disinformatico del 2016/05/13

May 14, 2016 10:07, by Il Disinformatico

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di ieri del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!

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250 milioni di account di posta violati? Niente panico

May 13, 2016 7:03, by Il Disinformatico

La notizia del furto delle credenziali di oltre 250 milioni di account diffusa da Reuters ha creato un notevole panico, ma secondo Sophos non è il caso di preoccuparsi: la stragrande maggioranza degli account è di Mail.ru, quindi riguarda principalmente utenti russi, mentre la percentuale di account Google, Microsoft e Yahoo è molto piccola.

L’altro motivo per il quale è altamente probabile che queste credenziali siano poco attendibili è il prezzo al quale sono messi in vendita: meno di un dollaro.

Niente panico, quindi: conviene invece investire un momento di tempo per verificare se per caso il proprio indirizzo di mail è incluso in uno dei tanti archivi di account violati. Per farlo c’è un sito apposito, HaveIBeenPwned.com, che raduna tutti i principali archivi. Da evitare tassativamente, invece, tutti i vari siti che invitano a digitare in essi la propria password per sapere se è robusta: il rischio che siano siti rubapassword è troppo alto.

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Dispositivi comandabili via Internet in Svizzera

May 13, 2016 6:50, by Il Disinformatico

Prosegue il viaggio nelle insicurezze dell’Internet delle Cose: oggi è il turno di questi apparati che sono accessibili e comandabili via Internet semplicemente usando un programma di controllo remoto, come VNC, e collegandosi al loro indirizzo IP. Non sono protetti né da password né da crittografia, per cui chiunque li può visualizzare e controllare.

Molte aziende sono ancora convinte che basti usare un indirizzo IP segreto per dare sicurezza ai dispositivi da gestire via Internet, ma motori di ricerca specializzati come Shodan dimostrano che è un grave errore. Per sicurezza non indico gli indirizzi IP e maschero il nome dell’azienda nelle schermate mostrate qui sotto, che mi risultano tuttora pubblicamente accessibili. Le località indicate sono Buchs e Ilnau, ma ce ne sono molte altre.

Riuscite a decifrare di cosa si tratta? Se sì, ditemelo nei commenti o scrivetemi via mail a paolo.attivissimo@gmail.com (se scrivete informazioni sensibili nei commenti non li pubblicherò, per sicurezza).  E soprattutto, se lavorate per quest’azienda, riuscite ad avvisare i responsabili che mettere queste cose online senza password e senza cifratura non è salutare?




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Antibufala: quindicenne scopre città Maya

May 13, 2016 6:35, by Il Disinformatico

Nei giorni scorsi i giornali e i siti di notizie di tutto il mondo hanno riportato con entusiasmo la notizia (Corriere; BBC; Yucatan Living; Huffington Post; Ouest-France; Telegraph) che un quindicenne canadese, William Gadoury, aveva scoperto una città Maya usando le immagini satellitari e allineando le città Maya conosciute con le costellazioni, e che l’Agenzia Spaziale Canadese aveva confermato il ritrovamento.

Gli utenti dei social network hanno amplificato la notizia, attratti dall’indiscutibile fascino dell’archeologia e della storia di un ragazzino intraprendente che fa una grande scoperta sfuggita agli esperti. Ma è una bufala: il quindicenne esiste e ha agito correttamente e in buona fede, ma la sua “scoperta” è un abbaglio creato dai media. I veri colpevoli, qui, sono infatti i giornalisti che hanno diffuso la notizia senza chiedere una verifica da parte degli esperti.

Il primo indizio che si tratta di una bufala è la struttura della vicenda: un ragazzino autodidatta che scopre quello che gli esperti non hanno saputo trovare è emotivamente una gran bella storia, un classico e appagante trionfo di un brillante Davide contro gli ottusi Golia, ma quanto è realmente probabile che accada? Infatti non è accaduto.

Andando a leggere la notizia originale, pubblicata dal Journal de Montreal, emerge che il quindicenne è stato contagiato dalla pseudoarcheologia, quella secondo la quale i Maya prevedevano la fine del mondo nel 2012: se avesse studiato anche solo le basi della storia vera della civiltà Maya, avrebbe saputo che praticamente tutte le città Maya erano costantemente in guerra tra loro. L’idea che si mettessero d’accordo per edificare intere città allineandole con le stelle è ridicola, e comunque nella cultura Maya non esiste traccia di questo concetto di ubicare città in base alle posizioni degli astri.

Anzi, l’idea stessa che nell’antichità le civiltà costruivano edifici o città allineandole con le costellazioni è una cretinata classica della fantarcheologia (la stessa tesi esiste, per esempio, per le piramidi egizie, che sarebbero allineate con le stelle della cintura della costellazione di Orione). La civiltà Maya è durata circa 3000 anni, durante i quali le stelle si sono spostate nel cielo, come fanno tuttora lentissimamente, per cui allineare qualunque cosa rispetto alle stelle su un periodo così lungo è semplicemente impossibile. E quanto sarebbe preciso questo ipotetico allineamento? Stando al Journal, William Gadoury è arrivato alla sua “scoperta” provando a far corrispondere alle città Maya ben tre stelle.

Ma che dire della conferma dell’Agenzia Spaziale Canadese? In realtà, sempre leggendo la fonte originale, risulta che non si tratta di una conferma dell’agenzia, ma delle opinioni di due persone dell’agenzia: Armand LaRocque e Daniel De Lisle, che  non sono archeologi o esperti in rilevamento satellitare di edifici antichi, e comunque si sono limitati a dire rispettivamente di aver osservato “forme geometriche... difficilmente attribuibili a fenomeni naturali” e a lodare il quindicenne per il suo impegno e la sua correttezza, dato che nelle sue ricerche non dice di aver scoperto una città Maya ma si limita a segnalare una possibile area d’interesse basata su un’ipotesi che chiede agli esperti di verificare.

I giornalisti, insomma, hanno pubblicato la notizia senza fare la cosa più importante: sentire prima gli esperti veri. Se l’avessero fatto, la “scoperta” del giovane Gadoury sarebbe stata smontata subito, come è successo quando alcuni siti di notizie un po’ più corretti e meno sensazionalisti hanno chiesto lumi alle persone competenti. In particolare, uno di loro, l’antropologo Geoffrey Braswell del Laboratorio di Archeologia Mesoamericana della University of California, ha detto di conoscere bene la zona dove sorgerebbe la “città” e che non ci sono piramidi: le forme geometriche sono probabilmente campi coltivati abbandonati. Una spiegazione semplice e banale che non è venuta in mente a nessuno dei tanti giornalisti e utenti social che hanno ripetuto a pappagallo la “notizia”.

Morale della storia: non si diventa un archeologo usando Google Maps e guardando programmi di pseudoscienza. Bisogna studiare, documentarsi, imparare le tecniche di ricerca e di verifica. Lungi dal dimostrare l’impegno di un quindicenne, questa storia dimostra i danni causati dal proliferare di panzane che distraggono dalla ricerca vera e fanno sembrare tutto molto più facile di quello che è.

Ulteriori dettagli sugli errori colossali di questa teoria pseudoarcheologica sono presso Bufale un tanto al chilo, Science Alert, Ouest-France, Wired, Gizmodo, Anonymous Swiss Collector, Vérifié, HoaxBuster, Snopes.

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