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Disinformatico

septiembre 4, 2012 21:00 , por profy Giac ;-) - | No one following this article yet.
Blog di "Il Disinformatico"

“Bibbia 4.0”, le copie false beffano e puniscono i ficcanaso

octubre 27, 2017 7:10, por Il Disinformatico

I recenti servizi giornalistici sull’archivio online di foto intime di donne (comprese alcune ragazze ticinesi) che circola in Rete da circa un anno producono un effetto collaterale pressoché inevitabile: alcuni internauti approfittano dei dettagli forniti durante i servizi stessi per andare in cerca di questo archivio.

È ovvio, o almeno dovrebbe esserlo, che detenere o diffondere questo genere di immagini può avere conseguenze legali gravissime, non solo perché si tratta di foto intime diffuse senza il consenso delle persone ritratte ma anche perché alcune delle persone riprese sono o erano minorenni. C’è, insomma, il rischio di trovarsi coinvolti in un traffico di pornografia minorile illegale, che si aggiunge al fatto di alimentare un trauma e un tormento che ha già portato ad un suicidio.

Ma questo genere di ragionamento di buon senso e rispetto probabilmente non fermerà chi vuole procurarsi questo materiale. Sarà invece la Rete stessa a farlo: intorno al nome dell’archivio è nata infatti una vera e propria industria di falsari che diffondono copie finte di questa collezione di immagini e pubblicano video “tutorial” che fingono di spiegare come trovarla.

Lo scopo di questi falsari non è altruistico: usano il clamore intorno alla vicenda per generare visualizzazioni dei propri video, per prendere in giro i ficcanaso che cercano l’archivio e, in alcuni casi, per indurre questi ficcanaso a visitare siti strapieni di pubblicità (sulle quali i falsari guadagnano) e a scaricare file infetti che devastano i computer o smartphone di chi li apre e li installa.

Per esempio, ci sono numerosi siti che promettono di fornire la password all’archivio a chi immette il proprio numero di telefonino, ma in realtà chi abbocca rischia di trovarsi abbonato a un servizio a pagamento dal quale è difficile togliersi.




Anche se le intenzioni di questi truffatori non sono affatto positive, il risultato è che le copie dell’archivio autentico sono nascoste in mezzo a una foresta di copie false e di piste fasulle, per cui chi va a caccia di questo materiale facilmente ottiene soltanto una colossale perdita di tempo, del malware nei propri dispositivi, e una bolletta telefonica salatissima. Per non parlare delle abbondanti tracce digitali che lascia: le indagini della polizia sono ancora in corso, per cui non entro nei dettagli. Ma il messaggio dovrebbe essere chiaro anche a chi non ha rispetto ma ragiona solo con l’egoismo: conviene stare alla larga da questo archivio.


Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Se anche l’ANSA pubblica le fake news: no, Weinstein non ha preso casa in Canton Ticino

octubre 23, 2017 6:07, por Il Disinformatico

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/10/23 8:15.

All’incontro sulle fake news del 21 aprile scorso a Montecitorio, nel quale ho moderato il tavolo di lavoro della stampa, il direttore di ANSA Luigi Contu disse che entro 8 minuti una notizia ANSA viene letta da 13 milioni di persone e che per questo ANSA non può sbagliare mai. Disse anche che bisogna fare il proprio mestiere con rigore. Belle parole, ma la realtà è un po’ diversa.

Stamattina ANSA ha pubblicato la notizia (falsa) che il produttore di Hollywood Harvey Weinstein (in disgrazia per le numerose accuse di molestie e violenze sessuali) avrebbe trovato residenza in Canton Ticino “in una villa sulle colline di Lugano” affittata per sei mesi al costo di 500.000 dollari.


Come faccio a sapere che è falsa? Semplice: ANSA stessa dichiara che la fonte è la Proto Group Ltd. Basta una ricerca di dieci secondi in Google con “Proto Group” bufala per capire il genere di attendibilità delle dichiarazioni della Proto Group:


Dieci secondi che ANSA, a quanto pare, non ha voluto spendere. Se volete sapere cosa c’è dietro le notizie false acchiappaclic smerciate da Proto Group, leggete Il Fatto Quotidiano di tre anni fa: non si tratta di un semplice fantasista. Proto Group in passato ha annunciato di aver comprato il Parma FC, di essere partner di Donald Trump, e di aver trovato casa al calciatore Ibrahimovic, a Mark Zuckerberg e a Maurizio Crozza.

Spendendo altri dieci secondi in ricerca online salta fuori l’origine della foto che illustra l’articolo-bufala dell’ANSA: basta immetterla in Tineye.com per scoprire (link su Archive.is) che si tratta di Villa Nesè a Bigorio (link su Archive.is). Non è chiaro se l’immagine è stata fornita da Proto Group o da ANSA e se l’agenzia immobiliare sia al corrente di questo uso della foto (l’ho contattata via mail mentre scrivevo queste righe ma non ho ancora avuto risposta).



Che un’agenzia come ANSA non sappia che qualunque notizia proveniente da Proto Group è semplice clickbait autopromozionale senza alcun contenuto di verità è semplicemente vergognoso. Se riesco io a saperlo in mezzo minuto, da casa mia, mentre bevo il caffé la domenica mattina, perché non ci riescono gli stipendiati di ANSA? Le parole di Contu sul non sbagliare mai e sul fare il proprio mestiere con rigore suonano molto stonate in momenti come questo.

Se i dati di Contu sono esatti, ANSA ha diffuso una fake news a milioni di persone. Eppure si insiste ancora a dire che le notizie false sono un problema causato da Internet e dai social network.


2017/10/23 8:15. Il tweet e l’articolo di ANSA sono stati rimossi (la copia dell’articolo che ho salvato su Archive.is resta). Non ho trovato alcuna traccia di rettifica. Interessante, inoltre, questa risposta pubblica di Massimo Sebastiani, che se non erro è responsabile principale del sito dell’ANSA:

Per @disinformatico anche questa foto di alessandro di meo per @Agenzia_Ansa era un fake... pic.twitter.com/C5GtNTrMZZ
— massimo sebastiani (@sebastianima) October 22, 2017


Ho risposto così:

1. Mi scusi, ma il mio articolo AUTENTICAVA la foto di Di Meo: https://t.co/w5hl9s0bBl
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) October 22, 2017


2. Attaccare il messaggero invece di affrontare il messaggio è davvero triste.
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) October 22, 2017


3. Proviamo a non sviare dal fatto che @Agenzia_Ansa ha pubblicato una notizia facilmente rivelabile come falsa: https://t.co/yOxSLAXx9G
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) October 22, 2017


4. Non sarebbe il caso di fare una rettifica? Due parole di scuse? Almeno in ricordo della deontologia?
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) October 22, 2017
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Mr. Robot, finalmente realismo nell’hacking televisivo

octubre 23, 2017 4:00, por Il Disinformatico

Ultimo aggiornamento: 2017/10/23 8:00.

È iniziata da poco la terza stagione della serie televisiva Mr. Robot, che è oggetto di culto fra gli informatici non solo per la trama, tutta incentrata sull’hacking e sulle sue conseguenze negative e positive, ma anche per una caratteristica che la differenzia completamente da quasi tutte le altre serie TV che parlano d’informatica: il realismo estremo delle tecniche di hacking utilizzate nel racconto.

Senza fare spoiler, nella prima puntata di questa terza stagione viene mostrata la ricerca di un bersaglio informatico usando un motore di ricerca apposito, Shodan, che non è un’invenzione della serie TV ma esiste realmente (presso Shodan.io) e consente davvero di effettuare questo genere di scansione di tutta Internet. Basta creare un account gratuito e si ha accesso, per esempio, alle telecamere di sorveglianza incautamente connesse a Internet senza protezioni. Shodan non fa altro che collezionare i loro annunci pubblici di presenza in Rete.



Ma si può fare anche di più: digitando title:"hacked by" nella casella di ricerca di Shodan si possono elencare i server web che sono stati violati negli ultimi giorni (Shodan indica lo stato di un sito com’era al momento della sua scansione; nel frattempo il sito può essere stato ripristinato) se l’intruso vi ha lasciato la propria “firma”, che di solito è appunto "hacked by" seguito dal nome di battaglia.

Questi elenchi possono anche essere filtrati per nazione aggiungendo country: seguito dalla sigla della nazione che interessa, messa fra virgolette e senza spazi dopo il due punti (per esempio  country:"IT", come mostrato qui sotto).



In Mr. Robot, Shodan viene usato per esempio per cercare i server della malefica multinazionale di fantasia che sta al centro della trama della serie, la E-Corp, che gli hacker protagonisti chiamano Evil Corp. Il bello è che non solo il comando usato dal protagonista (org:"Evil Corp" product:"Apache Tomcat") usa una sintassi reale e consente di trovare davvero i server di una qualsiasi organizzazione, ma funziona davvero e porta realmente ai siti web della E-Corp.



I produttori della serie, infatti, hanno creato dei siti web funzionanti che fingono di essere la E-Corp. Se non volete tribolare con Shodan, potete trovarne uno (con tanto di schermata di login per “dipendenti” presso www.e-corp-usa.com.

Se volete scoprire le mille altre chicche informatiche della prima puntata della terza stagione, leggete questo articolo di Geekwire. Buon divertimento.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Se anche l’ANSA pubblica le fake news: Weinstein in Canton Ticino

octubre 22, 2017 6:26, por Il Disinformatico

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora.

All’incontro sulle fake news del 21 aprile scorso a Montecitorio, nel quale ho moderato il tavolo di lavoro della stampa, il direttore di ANSA, Luigi Contu, direttore di Ansa, disse che entro 8 minuti una notizia ANSA viene letta da 13 milioni di persone e che per questo ANSA non può sbagliare mai. Disse anche che bisogna fare il proprio mestiere con rigore. Belle parole, ma la realtà è un po’ diversa.

Stamattina ANSA ha pubblicato la notizia (falsa) che il produttore di Hollywood Harvey Weinstein (in disgrazia per le numerose accuse di molestie e violenze sessuali) avrebbe trovato residenza in Canton Ticino “in una villa sulle colline di Lugano” affittata per sei mesi al costo di 500.000 dollari.


Come faccio a sapere che è falsa? Semplice: ANSA stessa dichiara che la fonte è la Proto Group Ltd. Basta una ricerca di dieci secondi in Google con “Proto Group” bufala per capire il genere di attendibilità delle dichiarazioni della Proto Group:


Dieci secondi che ANSA, a quanto pare, non ha voluto spendere. Se volete sapere cosa c’è dietro le notizie false acchiappaclic smerciate da Proto Group, leggete Il Fatto Quotidiano di tre anni fa: non si tratta di un semplice fantasista. Proto Group avrebbe comprato il Parma FC, sarebbe partner di Donald Trump, avrebbe trovato casa al calciatore Ibrahimovic, a Mark Zuckerberg e a Maurizio Crozza.

E spendendo altri dieci secondi in ricerca online salta fuori l’origine della foto che illustra l’articolo-bufala dell’ANSA: basta immetterla in Tineye.com per scoprire (link su Archive.is) che si tratta di Villa Nesè a Bigorio (link su Archive.is). Non è chiaro se l’immagine è stata fornita da Proto Group o da ANSA e se l’agenzia immobiliare sia al corrente di questo uso della foto (l’ho contattata via mail mentre scrivevo queste righe ma non ho ancora avuto risposta).



Che un’agenzia come ANSA non sappia che qualunque notizia proveniente da Proto Group è semplice clickbait autopromozionale senza alcun contenuto di verità è semplicemente vergognoso. Se ci riesco io in mezzo minuto, da casa mia mentre bevo il caffé la domenica mattina, perché non ci riescono gli stipendiati di ANSA? Le parole di Contu sul non sbagliare mai e sul fare il proprio mestiere con rigore suonano molto stonate in momenti come questo.

Se i dati di Contu sono esatti, ANSA ha diffuso una fake news a milioni di persone. Eppure si insiste ancora a dire che le notizie false sono un problema causato da Internet e dai social network.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



Podcast del Disinformatico del 2017/10/20

octubre 21, 2017 3:20, por Il Disinformatico

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di ieri del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.



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